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This category contains 65 posts

Luoghi (e paure) che restano dentro

Ci sono luoghi che restano dentro. E persone che abitano quei luoghi. Significa rivedersi lì, con loro, tra sudore, giochi  per esorcizzare la paura, corse e attese, bombe e spaghetti, ricordi e fughe. Visioni che diventano familiari così che una notizia che arriva da certi fronti per chi c’è stato non è mai asettica, ma … Continue reading

A Kabul si continua a morire

Passati dicembre (2001) e gennaio (2002) in una casa afghana malmessa e con le finestre rotte (di notte si scendeva a meno venti pechè Kabul, lo ricordo, sta a duemila metri) sentimmo parlare della riapertura dell’hotel Intercontinental chiuso per tutta la durata del regime talebano. In effetti avevano riaperto solo i primi tre piani ma … Continue reading

I nipotini di Kabul

Shafiq mi ha mandato stamattina la foto dei figli, Sael e Florence. Sono passati dieci anni esatti da quando li ho visti l’ultima volta. E sedici da quando ho conosciuto Shafiq. Era un ragazzino, adesso è padre di famiglia, ma gli amici non si dimenticano: ne abbiamo passate troppe insieme. Felice dunque di vedere come … Continue reading

Kabul, sono spariti gli aquiloni

Due giorni fa, in un attacco dei talebani, è stato ucciso David Gilkey, cinquantenne reporter americano, con il suo interprete, Zabibullah Tamanna. Sono così salite a dieci le vittime in Afghanistan fra i giornalisti, a quindici anni dall’inizio della guerra. Un tributo altissimo degli operatori dell’informazione: più di cinquanta assassinati (per non parlare dei rapiti), … Continue reading

Dal buskashi al calcio

La prima, e forse anche l’ultima, volta che sono andato allo stadio di Kabul ho visto una sfida di buskashi, lo sport tradizionale afghano che i talebani avevano vietato perché “immorale” (toh!). In pratica una specie di “polo” con la testa di una capra (ma in antichità era la testa di un prigioniero) seguito entusiasticamente … Continue reading

Il mio giovane amico afghano

   Ricordo Parwiz come un ragazzo molto educato. Poche parole, molti sorrisi e soprattutto modi molto gentili. Negli ultimi anni è stato il mio interprete a Kabul. Lo ha portato naturalmente Shafiq per aiutare a comprenderci. Aveva tanti sogni Parwiz Akbari ed era giusto, lui così giovane e già a un livello culturale alto per un … Continue reading

Quella piscina nel quartiere dei talebani

Un attacco armato condotto da kamikaze talebani afghani contro il ristorante la ‘Taverne du Liban’ nel centrale quartiere di Wazir Akbar Khan a Kabul, ha causato la morte di 21 persone, compresi tre attentatori, fra cui anche un alto funzionario del Fondo monetario internazionale e quattro membri dello staff delle Nazioni Unite. Il segretario generale … Continue reading

La storia diversa di due bambine, anzi tre

  Nello stesso giorno arrivano dall’estero due notizie assolutamente contrastanti. Dall’Afghanistan la storia di Spozhmay, una bambina di dieci anni salvata proprio in extremis: sorellina di un comandante talebano era stata imbottita di esplosivo, arruolata a sua insaputa nel sempre più numeroso esercito dei kamikaze minorenni. Dunque, un viso d’angelo che gli adulti avevano trasformato … Continue reading

Metti il Natale a Kabul

Ho sempre “difeso” il Natale. Quando c’era da fare i turni per le feste, rinunciavo sempre al Capodanno: infatti ne ho passati tantissimi all’estero, spesso lontanissimo da casa. Ma non rinunciavo a quella che ancora ritengo una vera sacralità familiare. Talvolta non ci sono riuscito, come sei anni fa.  [Kabul, 25 dicembre 2007] Mi dicono … Continue reading

L’Aquila com’era (e com’è)

L’Aquila, ieri sera. Le luminarie di Natale dentro le ferite. Cinque anni dopo, non è cambiato niente. Presentazione del documentario sull’Afghanistan all’Aquila con il sindaco Cialente e il comandante del 9.reggimento alpini.

Anno 18

[dal 18 ottobre 2001]
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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.