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Ho abbracciato e baciato la Storia

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Vi è mai capitato di parlare con la Storia? Di guardarla negli occhi, abbracciarla, baciarla? Di cantare insieme “Bella ciao”? Nel mio infinito percorso con la memoria mi è capitato di stringere la mano a un valoroso alpino (Viareggio), a uno degli ultimi cappellani militari (Torino) ma l’emozione che ho provato ieri davanti a Jole Mancini è stata soffocante. Staffetta partigiana, poi torturata in via Tasso dal macellaio Priebke, compagna di Calamandrei e degli eroi di via Rasella. “Ma non ho parlato”. I nazisti volevano sapere dov’era scappato il marito, sfuggito alla rappresaglia, ha preso molte bastonate ma lei “non ha parlato”, è il suo orgoglio dopo tanti anni e lo ripete come un intercalare, è la sua ragione di vita. Nata nel febbraio del 1920 adesso ha dunque 99 anni e mezzo. E non ha intenzione di mollare: mi ha invitato per i 100. Lucidissima, spirito guerriero, ironica. Stavamo sul palco del teatro e ribatteva colpo su colpo, con tenerezza ma anche con piglio, la voce appena sofferente. Ha raccontato la sua storia e io facevo fatica a capirla ma la continuavo ad accarezzare. Mia madre era nata esattamente un anno prima di lei e mi sembrava, attraverso la sua voce, di riascoltarla. Le ho raccontato del mio incontro a distanza con Priebke ed è  stato l’unico momento in cui un’ombra le ha attraversato gli occhi. E’ stata un’emozione travolgente che non riesco neppure a raccontare.  Io sono figlio dell’immediato dopoguerra e non posso dimenticare che se sono nato libero lo devo a questa donna coraggiosa e a tanti altri eroi. Alla fine abbiamo cantato tutti insieme “Bella ciao” a voce altissima, la sala in piedi, gli occhi lucidi ma con grinta.

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Due giorni con l’Anpi mi hanno dato nuovi stimoli. L’aver  presentato “Dittatori” a ridosso del 25 aprile ha rappresentato un grande traguardo che Anna Raviglione merita di condividere come ha condiviso la passione per la memoria. Un successo che è anche di Andrea Giannasi, la sua passione per la storia è stata determinante e merita altrettanti applausi. E’ stato esaltante soprattutto lo spirito in cui sono stato accolto e ci siamo sentiti fratelli. Perchè in comune abbiamo la speranza. Non solo pubblicamente ma anche in pizzeria, come amici. Guardate l’entusiasmo di Ottavia Piccolo, un’attrice piena di talento che combatte la battaglia per la libertà da cittadina, orgogliosa del suo fazzoletto. Non so cosa succederà ma ho visto molti sorrisi. Loro sono brutti, molto brutti nella loro cattiveria. E noi invece siamo belli e continuiamo a sorridere.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

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2 thoughts on “Ho abbracciato e baciato la Storia

  1. Grazie Pino per avermi regalato il privilegio di condividere con te la passione per la storia e di poter provare ora una commozione immensa nel leggere queste tue parole: toccanti, autentiche, profonde. Grazie per avermi dato la possibilità di condividere un traguardo così vivo con un grande scrittore, giornalista e amico dall’animo sensibile e infinito, quale tu sei.

    Posted by annaraviglione | 29 April 2019, 21:38
  2. Sono passati 5 giorni e 74 anni da quel fatidico 25 aprile. Ma siamo sicuri che l’Italia si è definitivamente liberata di quella gentaglia?
    Da quello che si sente gridare nelle piazze, negli stadi e altrove, non sembra. Il nazifascismo è come il colera. Sembra debellato, ma da qualche parte ci sono sempre dei focolai di nostalgica imbecillità che covano e se vengono sottovalutati, ci vuol poco a riempire le teste vuote dei populismo con questa malattia ideologica. Grazie per questa testimonianza storica.

    Posted by Walter | 30 April 2019, 13:37

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