you're reading...
tribù

Lapo, essere un Agnelli non è facile

Lapo mi ricorda tanto suo zio Edoardo. La differenza è solo che non è riuscito ad ammazzarsi, anche se da una vita ci prova. E adesso che tutti gli “odiatori” si stanno scatenando sull’ultima disavventura mi fa tenerezza. Chi ha detto, intanto, che uno ricco è pure felice? Se nasci con tanti soldi già nella culla non significano niente, sono acquisiti di fatto. E magari è un peso in più perché devi (vorresti) dimostrare di saperli guadagnare come i grandi della tua famiglia. Ma essere il nipote di Gianni Agnelli non è facile. Che non era certo uno stinco di santo ma sapeva farci fino a mettere l’Italia sotto i suoi piedi. Non è facile probabilmente neppure essere il figlio di Margherita con cui Lapo ha avuto scontri abissali. Non conosco la signora Elkann e non mi permetterei mai di giudicarla, ma ricordo bene il dolore di Dodo (Edoardo) quando cercava la sorella, che adorava, e non la trovava mai (faceva rispondere alla segretaria).

Lapo è un ragazzo buono, che “ha fatto il militare a Cuneo”, come diceva Totò, da soldato semplice come sua scelta. E che ha avuto un’infanzia travagliata a dispetto della ricchezza. Abusato a tredici anni quando lo mandarono in collegio, circostanza che spiega anche il suo ossessivo disordine sessuale. Ha attraversato molti dolori e soprattutto la solitudine. Certo, campione di eccessi ma in fondo generoso e divertente in balia di una famiglia ingombrante. Un’altra Fiat non si può. Anche i cugini che lo mettono sotto tutela a New York mi ricorda la cortina di cui era circondato Dodo in Africa. Ironizzare adesso sulle sue debolezze, su questo ragazzo solo e poverissimo dentro, una persona in ginocchio mi sembra triste e ignobile.

lapo-elkann-2015

Quando “Dodo” è morto non mi sono meravigliato. Non l’ho ritenuta una sorpresa in nessun caso: nè se si fosse buttato giù dal ponte, nè se ce lo avessero buttato. Ho conosciuto Edoardo Agnelli, ragazzo ricchissimo e solissimo, a Malindi e in qualche maniera gli sono diventato amico perchè ho raccolto per giorni la sua disperata voglia di parlare. Un ragazzo poeta, lui figlio del più grande produttore d’auto d’Italia. Persona così scomoda che voleva addirittura cambiare il mondo. In questa intervista-confessione scritta vent’anni fa nei giorni africani mi racconta sogni, paure e molte altre  cose (alcune le tengo per me). L’intervista a Edoardo Agnelli

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

6 thoughts on “Lapo, essere un Agnelli non è facile

  1. Provare tenerezza per questa persona è difficile, ma possibile.
    Edoardo invece, ha sofferto nel profondo del suo intimo, e di brutto. Il suicidio di Edoardo (sempre se di suicidio si tratta) merita massimo rispetto, perché la sua storia fa capire a chi resta, che “la bottega che vende la felicità” non esiste.
    Due mal di vivere quelli di Lapo e Edoardo, di stessa estrazione sociale, ma completamente opposti nell’ esprimersi.
    È vero, non è solo una mera questione di soldi, almeno, quando si parla degli abissi dell’ anima.
    Che poi, essere Lapo e non avere quattro spiccioli per trans e aperitivo o qualcuno che glieli presta, tanto da mettere in piedi un finto sequestro (se è vero), più che tenerezza genera nella sfera sociale, tanta pena e tristezza.

    Posted by Walter | 30 November 2016, 06:52
  2. buon giorno più che altro è “…un agnellino”

    Posted by Rosaria Di Girolamo | 30 November 2016, 10:21
  3. CHI è ricco si droga e si lava il sangue gli altri ….i poveretti marciscono più velocemente … è un bel problema … perchè questi personaggetti come Fabrizio Corona sono maestri del pensiero, del comportamento e delle prestazioni ,,, solo più impomatati e leccati …. non c’è niente da fare? siamo nell’età della superficialità …. chi critica l’incantatore di serpenti e disprezzato da chi ha costruito la sua vita sulla sudditanza all’incantatore … forse allo Stato politoco istruttore conviene … le pecore corrono dove vuole il cane pastore …. GUIDATO DAL PASTORE CHE RISPONDEA AIME’ LASSO AL PADRONE (sic) DELLE PECORE

    Posted by Giuseppe Parisi | 1 December 2016, 10:12
  4. Non sapevo che avesse subito degli abusi. Comunque, si, prenderlo di mira, è diventato quasi uno sport nazionale. E non mi va più

    Posted by aurelianoflavio2 | 11 March 2017, 17:03
  5. Quando mi capita di vederlo in tv ospite in qualche trasmissione, com’è stato ieri su La7 a Otto e 1/2, lo ascolto perchè ha sempre qualcosa di interessante da dire. Il suo lato privato mi dispiace per lui ma non influisce sulla mia viva curiosità di ascoltarlo.

    Posted by Anna Laura Porcu | 1 December 2017, 16:35

Trackbacks/Pingbacks

  1. Pingback: LAPO, ESSERE UN AGNELLI UN É FACILE – ALGANEWS - 1 December 2016

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Anno 18

[dal 18 ottobre 2001]
Visite totali circa 7 milioni

Categories

Archives

L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

%d bloggers like this: