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donne, tribù

Quelle eroine dimenticate

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Gli appelli, le mimose, il ricordo della battaglie: i siti e le bacheche dei social sono piene oggi di dolore, speranze e rivendicazioni per celebrare la giornata della donna. Tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare. Personalmente voglio dedicare l’8 marzo a quattro donne e a una bambina che non ha fatto in tempo a diventare donna: si chiamava Rawan, aveva otto anni ed è morta dissanguata dopo la prima notte di nozze con un adulto che aveva cinque volte la sua età, venduta per soldi dalla famiglia. E’ successo pochi giorni fa nello Yemen. E nello stesso giorno, sempre in quella terra falcidiata da una guerra che il mondo trascura, sono state massacrate Annselna, Judith, Margarita e Reginette. Quattro suore che assistevano anziani e disabili in un ospizio. “Donne di Dio: buone, libere, coraggiose. Serve cristiane dei più poveri e dei senza potere” ha detto il Papa denunciando l’indifferenza. Il loro sacrificio, passato colpevolmente sotto silenzio, mi ricorda l’omicidio di suor Leonella a Mogadiscio, che ho avuto il privilegio di conoscere, una vera sconosciuta eroina di chi non ama chi cerca e predica la pace. Come suor Marzia, sempre in Somalia, che mi rifiutò l’intervista perché preferiva dedicare quel tempo ai bambini e ad assistere altre donne. Eroine vere, vittime molto spesso di quello che è stato definito l’”odio diabolico”. Ma auguri anche a tutte e donne uccise per mancanza d’amore, come da noi, o per ignoranza come in Afghanistan o in Arabia Saudita. Auguri infine a tutte le donne che si ribellano, ma soprattutto a tutte quelle che non ne hanno la forza e che nella loro vita non hanno mai ricevuto un fiore, né un bacio.

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About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

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Anno 18

[dal 18 ottobre 2001]
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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

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