you're reading...
tribù

E’ Natale, non fingiamo

Quest’anno non ho messo a casa nessun segno natalizio. L’albero resta per una volta in soffitta, insieme a tutti gli altri addobbi. Non ho lo spirito. E neppure faccio finta, come tanti sui social che fingono di essere cool.  Già, è Natale. Come ogni festa mi mette sempre tristezza. L’ho difeso per anni, difendendo l’intimità familiare, scegliendo di stare fuori casa la notte di Capodanno che è solo un pretesto per far baldoria e che non mi è costato affatto passare nel mondo difficile. Lo passerò più o meno come una giornata qualsiasi, ormai il figlio è grande e ha la sua vita. Staremo insieme, ma come stiamo insieme ogni volta che decidiamo di vederci. Regali? Ridotti al minimo, non è più l’unico giorno durante l’anno in cui si aspetta la festa per farsi i regali: come quand’ero piccolo e aspettavo questi giorni per avere qualcosa che desideravo da mesi. Figlio del dopoguerra: quant’era dura, e forse non ho mai capito fino in fondo quanto è costata ai nostri genitori tirarci su.

So di essere il solito rompiscatole, ma penso a chi sta male a Natale. Talvolta malissimo. E non mi riferisco solo alla salute. Ma a chi non ha niente: non è che la festa possa restituire una vita diversa. Penso a tutte le persone care che in questi anni sono mancate. Forse non è giusto, o forse sì perché tutto ha una fine e lo sappiamo fin da quando nasciamo. Rifletto anche su un altro anno che passa e il prossimo per me sarà “rotondo”, terrificante solo a pronunciarlo: ringrazio Dio di esserci comunque arrivato. Sorvolo, ubriacandomi dei tanti progetti per non vivere di ricordi. Guai a non avere obiettivi, è come morire.

So anche, infine, che è tempo di auguri. Pare obbligatorio doverseli fare. Ricordo che una volta stavo giorni a scrivere cartoline. Adesso basta un’email o un sms e il dovere è compiuto. Allora a tutti gli amici, veri e virtuali, dedico un pensiero. Auguro a tutti di essere felici. Anche se so perfettamente che non sarà possibile per tutti esaudire i sogni o risolvere i problemi. Ma per un giorno, almeno, non ci pensiamo. Vogliamoci bene, c’è già così poco amore su questa terra. Guardiamo per una notte la luna piena e trascuriamo il dito.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

4 thoughts on “E’ Natale, non fingiamo

  1. Grazie Pino!!Lo stesso augurio lo faccio anche a te!! Son contenta che sia tornata la TORRE!! MSilvia

    Posted by mariasilvibe | 22 December 2015, 15:56
  2. Guai a non avere obiettivi, è come morire. DOBBIAMO SEMPRE IMPEGNARCI PER AVERE OBBIETTIVI, MA I NOSTRI CAPI CI REPRIMONO DOBBIAMO AVERE I LORO!!!

    Posted by Giuseppe Parisi | 23 December 2015, 08:22
  3. In verità, mi sembra che il tuo essere essenziale sia l’unico vero spirito del Natale. E se tutti lavorassimo per essere felici quaggiù sarebbe un posto migliore. Auguri sinceri.

    Posted by Monique | 23 December 2015, 16:01
  4. Ciao Pino e ciao tutti , da quattro anni frequento il Carcere come Caritas, non sono un eroe non sono un Santo, ognuno di loro una storia a parte . Serviamo i meno forti i più deboli quelli che ahi loro non avendo grandi risorse tentano di tutto per avere e forse non per se ma almeno per i propri figli. Per noi volontari Natale è tutti i giorni. Auguri a tutti.

    Posted by Valerio | 23 December 2015, 21:23

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Anno 19

[dal 18 ottobre 2001]

“Quando si è scoperto che l’informazione era un Affare, la verità ha smesso di essere importante.” (Ryszard Kapuscinski)

L’ultimo libro

TRADITORI: l’incredibile intreccio tra i Kennedy, Marilyn Monroe, Jackie Onassis e Maria Callas. Più la sconvolgente storia di Lady D.

Amori Maledetti

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Archives

%d bloggers like this: