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ucraina

Se diventa “guerra calda”

Succede sempre così. La Russia che manda i carri armati, aeroporti occupati, provocazioni e Putin che fa lo gnorri: in Ucraina pare che adesso ci siano seimila soldati di Mosca. La Crimea che chiede aiuto e allora lo zar interviene per la “sicurezza”, opera perchè “chiamato”. Come in Ossezia e in Abkhazia, regioni georgiane diventate praticamente “autonome”, sotto il controllo diretto di Mosca. Paesi spaccati, in nome del vecchio impero sovietico. Pareva strano che Putin lasciasse scivolar via il potere sull’Ucraina e reagisse con il solo ricatto economico. Gli Stati Uniti, sei anni fa, non raccolsero il grido di aiuto della Georgia. Obama stavolta minaccia di non stare a guardare (per non parlare dell’Europa). Speriamo che rimanga soltanto guerra fredda. 

Situazione molto bollente

Una guerra davanti casa nostra, anzi “dentro”

Un territorio che rievoca anche grandi momenti storici italiani

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

8 thoughts on “Se diventa “guerra calda”

  1. Tutti preoccupati. Tutti intendono raccogliere le voci di difficoltà, da un lato o dall’ altro delle barricate. Tutti tranne l’ ONU, che continua imperterrito nel suo catalettico sonno. Questo si vede attraverso il Palazzo di Vetro.

    Posted by Walter | 1 March 2014, 12:43
  2. Preoccupiamoci (Europa) di quello che la Russia militarmente sta dispiegando in queste ultime ore dentro e oltre i confini della Crimea (S-400, Flotta Navale), con quel fare da vecchio stile da Guerra Fredda Made in Cremlino… Fra qualche gg. si rischia di giocare al Risiko in scala “reale” se gli USA non giocano le prossime ore in diplomazia, invece di posizionare anche loro i missili intercontinentali.

    StandBy …

    Posted by GiorgiusGam | 1 March 2014, 22:06
  3. Speriamo e tanto anche!!!

    Posted by Patrizia M. | 1 March 2014, 22:17
  4. Tensione alle stelle tra Russia e America sulla questione Ucraina. In una telefonata il presidente russo Vladimir Putin ha detto al presidente Usa Barack Obama che «Mosca si riserva il diritto di proteggere i suoi interessi e gli interessi dei russi se ci fossero violenze in Crimea e nell’Ucraina dell’est». Nella telefonata Obama ha espresso la preoccupazione degli Usa per un possibile intervento russo in Ucraina. Putin si è invece detto preoccupato per le azioni «provocatorie e criminali» degli ultranazionalisti, incoraggiati dalle autorità ucraine. L’ambasciatore ucraino all’Onu Yuriy Sergeyev citato dalla Cnn denuncia che «quindicimila soldati russi sono già in Crimea». Al Consiglio dell’Onu, Vitali Churkin, ambasciatore russo all’Onu a proposito dell’intervento armato russo in Ucraina ha detto che «per il momento la decisione dell’uso delle forze armate fuori dalla Russia non è stata ancora presa».

    Posted by pinoscaccia | 1 March 2014, 23:16
  5. Dopo la paura, si fa strada la diplomazia. Putin accetta una mediazione, parteciperà a un tavolo di discussione. Anche se la Russia, per bocca di Medvedev, non riconosce il nuovo regime ucraino, e ritiene Yanukovich “un presidente democraticamente eletto e rimosso con la forza”. Di certo, l’esercito russo ha preso il controllo della Crimea. E ha dalla sua parte il comandante della Marina ucraina, che passa con Putin e rischia il processo per alto tradimento. Gli Stati Uniti si schierano con forza: Kerry sarà martedì a Kiev, incontrando quel governo provvisorio che Mosca non riconosce. Washington fa sapere di aver annullato ogni missione e colloquio di collaborazione economica con la Russia.

    Posted by pinoscaccia | 3 March 2014, 00:20

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