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Il tesoro della memoria

094317712-1b7272d0-7831-4f3d-b876-0ee8527392b4L’idea mi è venuta vedendo la faccia incartapecorita di Kirk Douglas, accanto al figlio Michael, vecchio anche lui. Il mitico Spartacus della mia adolescenza a 98 anni è irriconoscibile e forse meriterebbe il rispetto di ricordarlo quando era un gigante. Si spiega così anche la storia di tutti i miti: da Marilyn Monroe a James Dean, lo sono diventati perchè il destino li ha fermati prima di diventare anziani, come un fermo-fotogramma sul momento del fulgore. Ma è la vita: bisogna accettare il tempo che passa e male sta chi rifiuta questo meccanismo naturale. Personalmente sono sempre stato affascinato anzi dai vecchi, immaginandomi com’era il mondo quando loro già c’erano e quindi in grado di raccontare momenti che non abbiamo vissuto. E’ la sindrome del testimone, che capita a tutti gli inviati in caccia di storie.

scaccia6Personalmente ho avuto la fortuna di conoscerne uno vecchissimo a Kabul. Un mullah di 112 anni che ha vissuto sei guerre e che conosce l’arte di parlare con Dio:  anzi che la conosceva perchè qualche anno dopo il nostro incontro è finito fra le braccia di Allah. Lo ricordo come una persona serena, intensa, forte, uno di quelli – come si dice – che ormai ha visto tutto.

4Ho sempre seguito con curiosità i vari record di…sopravvivenza, ricordo di un contadino etiope (Dhaqabo Ebba) arrivato fino a 160 anni addirittura che ricordava nei dettagli tutta l’invasione italiana (“a quei tempi avevo già due mogli e un figlio”, aveva spiegato). Ora c’è un indiano che sostiene di essere il più vecchio essere vivente sul pianeta. Si chiama Premsal Patel, racconta tranquillamente in tv la sua storia, ha 118 anni e mostra le prove, cioè i documenti d’identità che attestano la sua nascita l’11 maggio (o giugno) del 1896 a Korba, una città al centro dell’India, che adesso è polo industriale ma che ai suoi tempi era appena un villaggio abitato da popolazioni tribali che si guadagnavano da vivere con la seta. Non aveva certo idea di quello che succedeva nel resto del mondo ma proprio l’anno in cui è nato fu scoperta la radioattività, fu fondata dall’altra del globo la città di Miami, era in corso la battaglia di Adua, furono aperte le prime Olimpiadi dell’era moderna, mentre inauguravano i battenti due fabbriche automobilistiche come Peugeot e Kawasaki e senza saperlo, era coetaneo di Nobel e Cronin. E voi dite che un tipo così non è un tesoro?

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About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

6 thoughts on “Il tesoro della memoria

  1. Non prendetela come un fatto personale, perchè talvolta l’età mi pesa ma solo per l’energia, non certo per l’operatività rimasta assolutamente intatta. Concettualmente continuo, l’ho ripetuto spesso, a considerarmi molto ricco per tutto quello che ho avuto il privilegio di conoscere e di vivere, come pochi. Sono in definitiva un contemporaneo, me ne vanto. E cerco di trasferire.

    Posted by pinoscaccia | 27 February 2014, 21:15
  2. Grande… Ti avevo seguito anche su fb!

    Posted by nunziatullio | 27 February 2014, 22:25
  3. Beh, i miti che hanno lasciato questo mondo da giovani, non sono quasi mai ricordati per la saggezza. Vero anche il contrario: chi si ricorda di Gandhi o di Madre Teresa di quando erano piccoli?
    Una mia poesia (tranquillo Pino, non è per te):

    QUANTA STRADA

    quanta strada hai percorso,
    vecchio.
    Quante grida al mondo,
    quante conquiste
    e cose perse e andate.
    Ed ora,
    al casello della vita
    sei vinto dal tempo.
    Muto e solitario
    ti godi la sconfitta.

    Posted by Walter | 27 February 2014, 23:11
    • La vita è un percorso. E infatti io non mi sento affatto sconfitto. Anzi, se ripenso ai sogni da ragazzo non pensavo mai di giungere fin qui attraverso momenti esaltanti, dentro la storia. Se questo è il tempo dei bilanci, credo di aver più conquistato che perso.

      Posted by pinoscaccia | 27 February 2014, 23:14
  4. Da regazzi semo tutti belli, istesso a un paro de scarpe nove. Co l’anni tutto se conzuma, fortunato quello/a che la pelle se riempe de crespe e co la capocia s’aricorda de li momenti belli e brutti de la vita. Li miti che partono prima, ce lassano er ricordo de quanno puro noantri eravamo giovini e belli.
    Me piace un frego l’immaggine de sto poste. Ho amato tutte due e mo vedelli inzieme me fa sentì bbene.
    Pe un anno so stata accosto a er sor Giulietto de 101 anno. Quanti ricconti, quanta saggezza ner su parlare. Mo ciò accosto Donna Lucrezia, un tantino scordarella, puro lei era bella, mo puro se gni tanto m’aricconta le stesse cose, me piace staje accosto pe capì mejo la vita.

    Posted by ceglieterrestre | 1 March 2014, 09:29

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  1. Pingback: Il tesoro della memoria | La Torre di Babele - 26 April 2014

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