you're reading...
afghanistan

Metti il Natale a Kabul

Ho sempre “difeso” il Natale. Quando c’era da fare i turni per le feste, rinunciavo sempre al Capodanno: infatti ne ho passati tantissimi all’estero, spesso lontanissimo da casa. Ma non rinunciavo a quella che ancora ritengo una vera sacralità familiare. Talvolta non ci sono riuscito, come sei anni fa. 

img_6644

[Kabul, 25 dicembre 2007] Mi dicono che a Flower street ci sia da giorni un albero di Natale che nessuno compra. Flower street è il proseguimento di Chicken street, la via famosa come punto di riferimento dei quasi-turisti che ci cascano, appunto, come polli. Il negozio di fiori è quello dove ho fotografato Shafique anni fa. Vende solo fiori finti e l’albero evidentemente è un’iniziativa per attirare ancora gli occidentali, da veri mercanti quali sono storicamente gli afghani. Volevo andarci oggi a vedere quell’albero, magari ci andrò domani, perchè il mio Natale è stato un giorno di normale lavoro, anzi più pesante del solito. (…) Appuntamento in ambasciata per un brindisi con la comunità italiana.  Il resto della giornata l’ho passato da Nadir, in televisione, dove ho tramesso i servizi. Ho portato torroni dall’Italia e ho chiesto una foto di Nadìa, la bimba di Nadir. E’ stata felicissima del regalino. E’ stupenda ed è esaltante sapere di aver fatto sorridere un bambino. A noi costa così poco.  L’ultimo pensiero, da questo Natale lontano, è per chi come me oggi ha lavorato: infermieri, pompieri, poliziotti, chissà quanti altri. Ma soprattutto faccio gli auguri a quelli che non hanno fatto festa perchè non hanno proprio niente da festeggiare. Per miseria o per dolore.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

4 thoughts on “Metti il Natale a Kabul

  1. hai detto bene pino, o “per dolore”

    Posted by adacosco | 24 December 2013, 14:45
  2. L’ha ribloggato su carlenrico.

    Posted by carlenrico | 24 December 2013, 15:00
  3. Sembra che motivi per festeggiare il Natale ce ne siano sempre meno, o sempre più sono quelli che non hanno motivo per festeggiare: proprio per questo bisogna difenderlo, perchè ci ricorda che, nonostante tutto, c’è ancora spazio per il buono.
    Auguri a te e grazie per il tuo lavoro!

    Posted by Monique | 24 December 2013, 16:31
  4. Mah, per me è una gran carnevalata e basta. (il Natale). Oltre che una gran rottura di balle – per fortuna arriva una volta l’anno… – che solo per quel delirio isterico di fila per il pane o per il traffico di auto, io lo abolirei dal calendario.
    Poi c’è chi lo riempie di un ‘pathos’…ma solo come tradizione o consumismo casareccio, perchè poi del vero significato spirituale frega proprio a pochi per non dire a nessuno. Diventa di quella tristezza simile al carnevale. A un luna-park, ai fuochi d’artificio… a un clown che si toglie la sua maschera di cerone.
    Basta coi “presepi”…non se ne può più! :)) (presepi come metafora…non certo quelli delle statuine che possono invece essere bellissimi).

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 24 December 2013, 23:13

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Anno 19

[dal 18 ottobre 2001]

“Quando si è scoperto che l’informazione era un Affare, la verità ha smesso di essere importante.” (Ryszard Kapuscinski)

L’ultimo libro

TRADITORI: l’incredibile intreccio tra i Kennedy, Marilyn Monroe, Jackie Onassis e Maria Callas. Più la sconvolgente storia di Lady D.

Amori Maledetti

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Archives

%d bloggers like this: