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Vacanze di Natale (non è un film)

Tutti i giornali riportano un dato come se fosse una novità clamorosa: 32 milioni di italiani non vanno in vacanza per Natale. Non se la possono permettere. Personalmente mi meraviglio invece dei 12 milioni che ci vanno. Dunque, così tanta gente non sta in crisi da evitare una spesa superflua per azioni più concrete. Come se poi fosse un obbligo: a noi, diceva Albertone Sordi, “c’ha rovinato er cinema”. Insomma, i film dedicati al panettone e mi piacerebbe piuttosto  conoscere i numeri di quelli che non se la potevano permettere neppure negli anni passati, ma non ci rinunciavano, indebitandosi per mesi in cambio di pochissimi giorni fuori casa. Ma come facevi a non farti invidiare? Che Italia fasulla…E’ tanto bello e confortante stare in famiglia.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

21 thoughts on “Vacanze di Natale (non è un film)

  1. Veramente io partirei tanto volentieri… e pure prima; e comunque mai partita, quindi lasciamo perdere che questo è un altro ‘dente che duole’. (l’anno scorso guardavo vacanze di natale su internet perchè almeno vedevo chi stava bene felice sereno in vacanza a cortina!). Comunque ho pensato la stessa cosa leggendo quella notizia: dodici milioni sono tanti! Allora a proposito di cinema, mi è venuto in mente il film in uscita di Virzì (mi piace tanto Virzì), Il capitale umano. In una scena del film, la moglie Valeria Bruni Tedeschi dice al marito imprenditore “avete investito sul fallimento di questo paese e avete vinto”.
    Virzì stesso commenta: Il tema dei ricchi e della loro infelicità, degli intrighi e della mancanza di morale è stato recentemente affrontato da due film diversi: Sole a catinelle di Zalone e Blue Jasmine di Woody Allen: “Quello di Allen è un film fantastico – dice Virzì – quello di Zalone non l’ho ancora visto ma lo vedrò, i primi due mi hanno fatto molto ridere. Quello di Allen mi ha colpito perché abbiamo anche qualcosa di familiare. Cate Blanchett è monumentale ma anche Valeria Bruni Tedeschi regge la sfida. Evidentemente non è un caso che certi temi in paesi lontani e cineasti diversissimi risuonino questioni di un momento delicato, il mondo è sull’orlo di un precipizio, c’è desiderio di voltare pagina e emergono narrazioni di questi tempi in forme diverse, noi abbiamo fatto un noir, una commedia sarcastica, Allen ha fatto una strepitosa commedia disperata.
    Ha dimenticato Martin Scorsese: anche lui ha un film in uscita sul…’momento delicato’: the wolf of wall street. Allora se questi sono i nuovi cinepanettoni…promette bene no? :)))

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 21 December 2013, 23:30
  2. Bravo, Pino! Anch’io non sopporto quelli che, pur di dire di essere stati in vacanza in luoghi esotici, si indebitano. Le vacanze, specie quelle di Natale, in famiglia sono la cosa più bella. Magari non saranno di tutto riposo ma spezzano ugualmente la routine quotidiana.
    Quanto ai 12 milioni di italiani che passeranno Natale fuori casa, spesso i dati sono limitati al traffico nelle strade e autostrade, ma non è detto che tutta ‘sta gente vada chissà dove. Mio marito ed io andremo a 60 km da qui, in casa dei miei genitori. Nulla di esotico, quindi, ma infinitamente più gratificante. Almeno per me.
    Buon Natale. Un abbraccio.
    Marisa

    Posted by marisamoles | 22 December 2013, 12:50
    • Credo che le cifre siano state fornite da Federalberghi, cioè proprio sulle presenze dei “vacanzieri”, quelli che dormono fuori casa. Ma sono d’accordo: non c’è migliore posto a Natale della famiglia. Auguri cari anche a te.

      Posted by pinoscaccia | 22 December 2013, 13:32
  3. Bisogna andare in vacanza. Bisogna, altrimenti la gente che penserà di noi? Che non ce lo possiamo permettere?
    La macchina fotografica per le foto da postare su Facebook e Instagram è nel trolley, la telecamerina per Youtube anche.
    Scaricare le App del telefonino … fatto.
    E soprattutto ricordare a tutti di essere sempre concentrati a sorridere. Altrimenti cosa penserà la gente di noi?
    Prenotare il posto … fatto. Non ci piace la location, ma è quella trendy e bisogna andare lì, altrimenti cosa penserà la gente di noi?
    L’ attrezzatura per l’ Holiday show … fatto, anche quella c’ è. Ovviamente quella più figa e soprattutto che costa, altrimenti cosa penserà la gente di noi?
    Volo aereo, prenotato. Niente last minute e low cost, ma solo compagnie giuste. La Qantas in Business Class che ci portava sul posto, non faceva quella tratta, altrimenti avremmo preso quella.
    Bisognerà ricordarsi di giustificare questa cosa alla gente.
    Ristoranti e cenoni, tutti prenotati … ok.
    Nonni depositati all’ ospizio … ok.
    L’ I- pad lo compriamo lì, che c’ è la versione con custodia tigrata. Fa schifo, è brutta, ma alla gente piace. Comperarla.
    Che fatica e che stress divertirsi, ma bisogna farlo. Altrimenti la gente cosa …

    Posted by Walter | 22 December 2013, 14:16
  4. Lo so caro Pino. E non sono poche. E’ meglio per queste consuetudini e gli atteggiamenti degli italiani fatti così, prenderla con ironia. Pienamente in sintonia al tuo commento del 21 dicembre 2013 a 23:34.

    Posted by Walter | 22 December 2013, 14:24
  5. Mah, per me è anacronistico invece. La gente non ha più un soldo e ha seri problemi di sopravvivenza…altro che vacanze da raccontare. Quei dodici milioni, ammesso che non si spostino al paesetto vicino se i dati sono di federalberghi , sono quegli unici ricchi rimasti che quali rate: sono proprio gli unici che possono ancora permetterselo! Io invece, a contatto col pubblico per lavoro, noto proprio il contrario: un’inversione di tendenza all’eccesso opposto. Proprio perchè in tanti finora hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità… adesso più facilmente accettano di non poterselo permettere perchè tanto è “per tutti che c’è crisi!” – quindi se ne infischiano di più se non possono comprarsi un vestito, una vacanza e quant’altro, tanto non c’è più un “livello” da far “sembrare”, da dover mantenere a tutti i costi o da dimostrare, di ‘rappresentanza’ e come status symbol. Ed esagerano al contrario: pretendono sconti impossibili….vorrebbero tutto gratis…anche quelli che intuisci ancora potrebbero – perlomeno visto che in passato magari non mangiavano pur di comprarsi il lusso che non potevano permettersi – adesso lo fanno per partito preso, al contrario. (tutto-gratis-c’è-la-crisi).

    (nel frattempo sono finiti, o quasi, perfino quelli che negavano la crisi…. quelli che per l’appunto “gli alberghi tutti pieni, i ristoranti tutti pieni”. Almeno credo eh, si spera, ma per loro…. perchè avrebbero seri problemi di attinenza con la realtà proprio, ma di quelli seri).

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 22 December 2013, 15:12
  6. Ciao Pino… già… la gente si affanna in queste ore che precedono il Natale ad indossare la maschera becera del riccone buonista. Ma si, non possiamo permetterci le vacanze? accendiamo un finanziamento con interessi da strozzino per vacanze “scic” in luoghi da sogno… Si affacciano e si affacendano sulle pagine di “Feis Buc” con immagini glitterate inneggianti al Natale, senza sapere il vero significato del Natale … Concordo con Walter… Per quel che mi riguarda, io lavorerò alla vigilia e anche il giorno di Natale. Rimarrò in clinica a seguire i miei pazienti nel reparto di riabilitazione. Sarò una delle tante infermiere che saranno al capezzale di chi soffre. Poi verrà la famiglia… Verranno le cose che profumano di casa, come una volta… Le cose semplici, la lasagna fatta in casa… il profumo di biscotti fatti a mano e di vin brulè… Poi tutto passerà…

    Il Natale dovrebbe essere ogni giorno…

    Natale è rinascita… Un abbraccio Pino e te e famiglia.

    Ti seguo

    Posted by Emma Vittoria | 22 December 2013, 15:16
    • Ricambio caramente gli auguri. Già, ci sono tante categorie che lavorano a Natale, altro che vacanze. E anch’io, per tanti anni, sono stato lontano da casa. Adesso apprezzo ancora di più lo stare in famiglia.

      Posted by pinoscaccia | 22 December 2013, 15:21
  7. A «salvare» in Italia l’inverno alle porte dovrebbero essere gli stranieri, per i quali si attende un calo contenuto (-0,6%) rispetto allo scorso anno. Chi verrà a visitarci? Tedeschi, americani e giapponesi sono in leggera crescita mentre calano i francesi. A sostenere le medie provvedono i mercati emergenti — Brasile, Russia, India e Cina —, alcuni Paesi dell’Est come la Polonia e la sorpresa Argentina, i cui forti legami con il Bel Paese sono stati senza dubbio rafforzati dall’elezione di papa Francesco. L’indagine Ciset mette in evidenza delle conferme rispetto ai prodotti turistici che gli stranieri cercano in Italia: arte e cultura prevalgono, con agriturismi e temi legati a fitness e benessere.

    Posted by pinoscaccia | 22 December 2013, 17:42
  8. Augirissimi Pino ,in sede e in famiglia!

    Posted by Lucio Gialloreti | 24 December 2013, 18:10
  9. A proposito di chi lavora o per meglio dire CERCA DI LAVORARE… devo fare una specificazione riguardo il mio primo commento e il film in uscita “Il capitale umano”, che comunque ancora non ho visto, fonte di polemiche.
    Io non so bene, finchè non lo vedrò, cosa e chi attacca esattamente Virzì, certo è che il nostro paese è pieno di imprenditori serissimi e ridotti alla canna del gas. Mi hanno anche detto che in Veneto alcune città sembrano morte, come quando è successo qualcosa: non c’è gente per strada, sui marciapiedi…negozi chiusi e imprese chiuse, e che non riapriranno mai più…come morti. Per dire che non so bene il contenuto del film di Virzì, ma praticamente TUTTA l’imprenditoria specie quella della piccolo-medio impresa è oltre che ONESTA seriamente compromessa.
    (senza inutili vecchie ideologie).

    Gli unici ‘slogan’ – da portare sempre, OVUNQUE, per me rimangono solo due:
    1. il commento di Senzanord sotto L’Aquila
    copio/incollo:
    “In un paese come il nostro, governato da cialtroni, senza etica, senza amore, senza scrupoli, non c’è posto per un amministratore onesto. Andarsene è il naturale epilogo. La sconfitta della brava gente è il naturale epilogo”.

    2. Il Diritto Costituzionale del LAVORO. Del LA-VO-RO.

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 13 January 2014, 23:24
    • Io, invece, il film l’ho visto.
      Ho anche sentito (di striscio) le polemiche, che non fanno che confermare il mio sospetto: chi critica non ha visto il film, oppure non l’ha capito, oppure finge di non averlo capito. Sospetto peraltro confermato da Virzì stesso: “credo che chi dice e scrive queste cose anzitutto non ha visto il film e non sa che l’ambientazione è in una Brianza immaginaria” (http://bit.ly/1cZ2B3l)

      Intanto il film racconta UNA storia (come tutti i film, del resto), per giunta inventata, ambientazione compresa; i luoghi comuni, quando ci sono, sono funzionali alla storia. Ce ne sono anche nel “concorrente” film di Papaleo (ho visto anche quello), ma nessuno si è stracciato le vesti perché il protagonista è un camorrista napoletano. I napoletani sanno che non tutti i napoletani sono camorristi: sanno i brianzoli che non tutti i brianzoli sono imprenditori senza scrupoli?

      “Last but non least”, la polemica sui finanziamenti pubblici al film è a dir poco esilarante, palesando l’ignoranza in materia di chi la propone, trattandosi di fondo di garanzia, cioè prestito da restituire con gli incassi.

      Posted by Marco Alici (@MarcoAlici) | 14 January 2014, 09:49
      • Ah grazie mille Marco!
        Non che da Libero ci sia da aspettarsi granchè, ma sai avevo trovato un titolone “i finanziamenti per criticare chi lavora al regista rosso” – qualcosa del genere insomma – e che ne so… per rispetto a tutti gli imprenditori onesti, per non parlare di quelli morti suicidi mi è venuto un mezzo colpo… non volevo assolutamente essere nè di parte, nè ideologica, che sono fissata con l’OBIETTIVITA’!
        Aggiungo che stimo troppo Virzì per ritenerlo un cretino insensibile a quest’apocalisse che stiamo tutti vivendo sulla pelle viva, ma proprio per rimanere fedele alla mia oggettività che viene prima di ogni altra cosa ci ho tenuto a specificare…anche l’ovvio.
        Vedrò il film comunque, inutile (per me) parlarne così. Grazie! ho capito benissimo che vuoi dire, e te ne dò atto come logica di principio, intanto :))
        (e non si può affrontare mezza tematica che finisce in politica…. che palle).

        Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 14 January 2014, 11:06
  10. Christian Di Sante, a Piazzapulita – se ho azzeccato il nome –
    lavora all’Ama e ha fatto un film :)) che carino.
    in tutti i settori…quanto la naturale tendenza umana (e giovanile ancora di più) a sviluppare capacità e a evolversi a sperimentare è incontenibile e spontanea, e quanto viene invece repressa, atterrata, recisa. E’ aberrante.

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 13 January 2014, 23:52

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