you're reading...
albania, immigrazione

Salire su un barcone

Ho sempre avuto l’idea di salire su un barcone. Ma ho avuto paura. Ricordo in quelle interminabili giornate (e nottate) a Valona, allora punto di partenza di tutti i migranti. Stavamo all’hotel Bologna e sulla spiaggetta erano in fila, sempre, almeno dieci gommoni. A un certo punto gli scafisti facevano un fischio e dalle case sulla costa uscivano di corsa i disperati per infilarsi, in mezzo ai mitra, in quelle piccole arche di noè. Chiamavo Giorgino a Brindisi e lo avvertivo. Solo che i gommoni partivano a raggiera e di quei dieci ne avvistavano sulle coste pugliesi uno, massimo due. Gli altri scaricavano i disperati che si mischiavano agli italiani o magari prendevano il treno per il nord. Questo è sempre stato un aspetto sottovalutato che ha offerto solo cifre parziali sull’invasione. Ad assistere alla partenza c’era anche Rami Isufi, proprietario dell’albergo e con un passato (si dice) da scafista. Ogni volta mi diceva: “Vuoi andare? In due ore stai in Italia, ceni lì e poi magari ritorni. Anzi, prima o poi farò un servizio di traghettamento…”. Naturalmente scherzava ma le distanze erano minime e davvero non ci voleva molto per superare il mare. Spesso mi veniva voglia di “vedere l’effetto che fa”, cioè di salire su un gommone e arrivare sull’altra costa insieme a chi invece lo faceva per sopravvivere. L’ho già detto: ho sempre rinunciato, lo ammetto, per paura. Quel mare buio, di notte, era spaventoso. Avrei dovuto avere la stessa fame per farcela. Il viaggio di Domenico Quirico dalla Tunisia

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

7 thoughts on “Salire su un barcone

  1. Che triste realtà, ma ancora più triste è rendersi conto di quanta gente rimane indifferente, o addirittura sofferente, davanti a queste circostanze…

    Posted by beatriceblackbird | 3 October 2013, 21:06
  2. L’ha ribloggato su carlenrico.

    Posted by carlenrico | 3 October 2013, 21:14
  3. Però la mancanza di fame la sostituivi col rispetto per chi la traversata la faceva per disperazione.

    Posted by Walter | 3 October 2013, 21:28
  4. e tanta paura di morire senza averci provato.. loro

    Posted by vincenza63 | 3 October 2013, 22:56
  5. Quanno voi campà la pavura passa e rischi puro a morì.

    Posted by ceglieterrestre | 4 October 2013, 09:23
    • no: per me proprio solo su un inseguimento potrei saltare su una barca, ma “programmarlo” proprio no, penso sia meglio la morte. Non sono per la vita a tutti i costi. Dipende che s’intende per “campare”… e spesso le idee sono molto diverse.
      coerentemente, ‘Cleopatra’. – non sarà carino, ma almeno, suppongo, coerente).

      Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 5 October 2013, 23:16

Leave a Reply to carlenrico Cancel reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Anno 19

[dal 18 ottobre 2001]

“Quando si è scoperto che l’informazione era un Affare, la verità ha smesso di essere importante.” (Ryszard Kapuscinski)

L’ultimo libro

TRADITORI: l’incredibile intreccio tra i Kennedy, Marilyn Monroe, Jackie Onassis e Maria Callas. Più la sconvolgente storia di Lady D.

Amori Maledetti

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Archives

%d bloggers like this: