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La salvezza dell’Africa

Turkana County, nord del Kenya. Proprio nella regione più critica dal punto di vista delle risorse naturali sono stati scoperti cinque bacini acquiferi, uno dei quali è grande quanto il Rhode Island. Si tratta di un potenziale enorme di approvvigionamento di risorse sotterranee che oltre a fornire acqua potabile, potrebbe essere utilizzato come fonte di irrigazione per le colture o di acqua per il bestiame. Siccità e malnutrizione sono le piaghe che affliggono la tormentata regione del Turkana; per l’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura: “Su una popolazione di circa 41 milioni di persone, 17 milioni di keniani non hanno accesso sufficiente all’acqua potabile e 28 milioni sono senza servizi igienici adeguati”. Dei cinque bacini due sono stati pienamente identificati e mappati mentre per gli altri tre mancano ancora dei dati.  Scoperto un tesoro blu

Cattura29

Kenya, 1987 – Questo e’ territorio dei Turkana, una tribù che per sete, e per fame, sta scomparendo. Il segno dell’agonia è in questo villaggio, Lorus, abbandonato in fretta. Sono scappati anche perchè non ci sono grandi speranze neppure per novembre, la stagione delle piogge. Attraversiamo questo mare di sabbia gialla e asciutta e una terra così secca da spaccarsi. Pensare che quando pioveva in questa piana, Lottikipi, l’erba era così alta che non si vedeva l’orizzonte. Adesso quelli che erano fiumi sono sentieri bruciati dal sole. Seguiamo le tracce della grande fuga dei Turkana attraverso le carcasse degli animali. Ritroviamo quel che resta della tribù vicino agli ultimi pascoli. Prima si spaventano. Molti di loro non hanno mai visto un “muzungu”, un bianco. Le donne si nascondono, con i bambini. Poi si riunisce il consiglio dei vecchi. Decidono che possiamo essere utili. Il capo villaggio si chiama Keyonga Loowa. Non sa cos’èun microfono ma capisce che è lì dentro che deve urlare il suo grido di dolore e il suo appello disperato. “Mungu, Dio, ha buttato le chiavi dell’acqua. Stiamo morendo tutti. Non importa per noi che siamo vecchi. Ma muoiono anche i bambini. E non è giusto che devono ancora vivere la loro vita. Ma non si può vivere così, senza acqua e senza cibo e con i nemici, i Tobosa, che vogliono toglierci anche quel poco che ci resta. Venite e salvarci, il mondo ha il dovere di salvarci”. La fiducia non è tanta, se a pochi passi si continua pregare Mungu. Dio. Ecco, questa è la danza della pioggia. Un canto senza gioia, eppure negli occhi di tutti c’e’ ancora speranza. Un continente in agonia

Invece della Cocacola bastava l’acqua

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

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[dal 18 ottobre 2001]
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