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amarcord

Non si deve vivere di ricordi, ma i ricordi sono importanti: sono la nostra vita

palazz5

Sono nato al Pigneto, proprio fisicamente perchè a quei tempi i figli nascevano in casa. Ai margini del centro, nella primissima periferia, accanto al bar frequentato da Pasolini. Allora era un quartiere popolare, adesso è un luogo cult, adorato soprattutto dagli americani. Il cinema era tutt’intorno, stava nell’aria. Da ragazzino siamo andati a vivere dai nonni che abitavano dietro l’angolo, a piazzale Prenestino. Proprio davanti al mio balcone (al settimo piano) c’è via Montecuccoli (è la prima strada a destra guardando la foto) dove fu girata la mitica scena con Anna Magnani di “Roma città aperta” e in tutta la zona, Pietro Germi ambientò “Il ferroviere”, un capolavoro del neorealismo che ho seguito per mesi, quando tornavo da scuola (facevo le elementari) perchè uno dei set stava proprio davanti al mio portone. Carlo Giuffrè e l’ancora sconosciuta Sylva Koscina diventarono i miei idoli da adolescente. Ricordi.

Il palazzo dove abitavo era talmente grande che tutti lo chiamavano il “palazzone”. Dieci scale per dieci piani ciascuna arrivava a contenere cinquemila persone. Un paese. Ed era talmente un paese che negli anni ci siamo ritrovati a lavorare alla Rai addirittura in tre. Sergio Governatori, grandissimo operatore, più vecchio di me, e Vincenzo Ceccarelli, a telecinema, appena più giovane. Proprio Vincenzo tempo fa mi ha mandato un’immagine storica, del 1964, quando io avevo diciotto anni. Sono il primo a sinistra, vestito di tutto punto, in giacca e cravatta, abitudine che ho perso nel tempo… Un gruppo di ragazzi vicino a una fontana al centro delle scale, come succede nei paesi nella piazza principale. A parte Ceccarelli (quello che ho vicino), non ho idea di come siano finiti quei ragazzi che stavano con me. Certamente avevamo allora tanta fiducia nella vita. Giravamo la città a piedi perchè nessuno aveva l’automobile e con quei pochi soldi c’era da scegliere tra il cinema (o le prime sigarette) o il tram. Alcuni hanno preso una stradaccia, cercando effimero benessere nei furti di autoradio, altri si sono salvati. Ci sono posti in cui ogni giorno sei davanti a un bivio. E non tutti sanno scegliere, o non possono farlo. Chissà che fine hanno fatto. Mi piacerebbe saperlo. E forse Facebook mi può aiutare a scoprirlo.

pino1964

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

13 thoughts on “Non si deve vivere di ricordi, ma i ricordi sono importanti: sono la nostra vita

  1. che bel post, Pino! Ci hai regalato un pezzettino della tua vita: grazie.

    Posted by Anna Pia Fantoni | 18 May 2013, 13:26
  2. Pino, l’hai mai conosciuto Pasolini?

    Posted by Alessandro | 18 May 2013, 13:27
  3. Cmq è bellissimo quest’articolo :)

    Posted by Alessandro | 18 May 2013, 13:31
  4. [OT Climate Change]: 17/05 – Virginia, USA: Invasione-piaga degli insetti “giganti”

    (CNN) – They emerge from the ground after 17 years, their worm-like bodies creating hundreds of peanut-sized holes near the base of your tree. As they begin to climb, their dark brown skin starts to shed. Two beady red eyes appear…

    MORE: http://bit.ly/11L0hLu

    Posted by GiorgiusGam | 18 May 2013, 13:31
  5. Bellissimo, sì. Sembra di respirarla…quell’epoca. Ingenua…come l’età, di quell’immediatezza spontanea e vivace, di quella semplicità vera…dei contenuti intelligenti e del cuore, tutto ferveva.
    non come questa attuale, incancrenita nell’astio e nel cinismo e nella smania di potere.
    Io non ero neanche nata, ma poi ho i miei ricordi da piccola di un mondo infinitamente più a dimensione umana dove si poteva essere in tanti, appassionatamente :)) La libertà, si respirava libertà. Vero? :))
    non tornerà mai più… se penso a quel video del guru, Gaia, poi…è sempre più chiaro che è stata un’Epoca di anime fiammeggianti di sogni e d’immaginazione e di ideali, che non tornerà mai più.

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 18 May 2013, 15:59
  6. impressionante , cinquemila persone in un palazzo…Ne ricordo , ma molte di meno , in un palazzone del quartiere Banca d’Italia (case della Banca tipo” popolari”) all’Aquila : mi sembrava immenso con tutti quei corridoi e tante tantissime porte!

    Posted by Lucio Gialloreti | 18 May 2013, 17:00
  7. Er palazzo antico indove so nata ciaveva du scale, quattro piani e quattro famije pe piano. A le funtane ner cortile quanno er pomeriggio tutti sappennicaveno, io inzieme a mi sorella ‘n mutanne facevamo er bagno prima nell’acqua saponata, eppoi se sciaquavamo nell’acqua pulita. Ma la sora Crementina s’accorze da le orme de bagnato de li piedi che lassavamo quanno tornevamo a casa. E sur cornicione ce pijavamo er sole. Nun conoscevamo er pericolo. ‘N giorno l’abbacchiaro mentre staccava dar gancio l’abbacchietto ha arzato l’occhi e cià visto corre sur cornicione, “Domminiddio, du creature sur cornicioe!” e mi madre stava a fa la spesa. A momenti ce resta secca pe lo spavento, Gabbià, le botte quella sera! Ancora corremo pe er corridojo lungo venti metri, che co li mi fratelli l’avevamo mutato ‘n pista de pattinaggio. Tutti li giorni c’annavamo avanti e ‘n dereto e sotto quer poraccio der dott. Battisti se la pijava co mi padre. Certo quattro fiji nun era còmmido tenecce boni!

    Posted by ceglieterrestre | 18 May 2013, 18:42
    • ahhhhh ! :))) ..mammamia sai che pure io addirittura prendevo lo slancio per fare il salto all’indietro e mettermi seduta sul cornicione del quarto piano? brrr ;))) pure io ne ho prese un sacco… vabbè.
      comunque saggia ceglie, almeno tu hai imparato la saggezza (mi riferisco alla poesia…)
      beh, saluti.

      Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 18 May 2013, 19:38
  8. Ot – chiedo scusa ma proprio non riesco a non pensare al “presente”

    Hanno soltanto rimandato la rata dell’Imu, ma non abolita, e soprattutto non hanno reso la casa NON PIGNORABILE. (e una).
    Punto numero due: non stanno facendo niente per aziende e imprese (= DISOCCUPAZIONE)
    Tre: a passi veloci verso la Grecia; pure questo governo per non avere neanche mezzo progetto crollerà, si andrà a elezioni, come se il problema fossero “i nomi”, poi non si metteranno d’accordo (ancora e ancora e ancora) e si riandrà a elezioni… = dopo Atene, l’Italia si spegne. (si è spenta già ma insomma mi chiedo quando ne prenderanno atto).
    Nel frattempo, tutto brucia all’asta degli speculatori-avvoltoi: case, aziende, terreni, fabbriche.

    Ergo? siccome l’unica cosa OVVIA, che è quella di rilanciare economia e lavoro, detassandoci, togliendo l’Imu, e soprattutto rendendo la casa non pignorabile, non ritengono sia ancora giunto il momento di farlo, io chiedo: da quegli stipendi dei politicastri, autori e responsabili di tutto questo, escono i soldi dell’Imu e tutte le tasse necessarie per pagare questa crisi creata da altri speculatori-avvoltoi, o ancora no?

    Posted by Twiggy (la rivoluzione estetica) | 18 May 2013, 22:04
  9. Ciao Gabbià, ber poste un tocco de vita vera, eppoi st’immaggini ‘n bianco e nero me pòrtono dereto ner tempo e m’aricòrdeno da indove sò partita. Bigna aresiste da le tentazzioni còmmide.

    Ner tempo

    Nun cammia indove se nasce
    e indove se vive.
    L’aria che respiramo è la medesima.
    Sortanto la fatiga, er sacrifizzio
    ce fa cresce.
    Ce serveno le buche pe cadè
    e pe riarzasse ce serve la voja.
    Le salite sò tarquale a le discese.
    Er risurtato sta sortanto a noantri.

    Cencia (franca bassi)

    Posted by ceglieterrestre | 18 May 2013, 22:43
  10. Ciao Pino,
    grazie per le belle parole che hai scritto sul Palazzone! Mi hai regalato un pezzettino della mia vita. I ragazzi che sono nella foto stanno tutti bene e sono tutti pensionati!
    Cercherò di organizzare il prima possibile un incontro con tutti i vecchi amici del Palazzone. Non appena sarà tutto organizzato te ne darò notizia per unirti a tutti noi!
    Un abbraccio

    Vincenco Ceccarelli

    Posted by pinoscaccia | 29 May 2013, 23:11

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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

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