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La forza della testimonianza

frana quindici maggio 98

La giornata di oggi è dedicata a chi è morto per raccontare. E a tutti i reporter che rischiano la vita o la prigione nel tentativo di descrivere i mali del mondo. Ho fatto questa vita per oltre trent’anni e se ho riproposto questa foto non è per smania di protagonismo, ma perchè da sola rappresenta il lavoro vero di un cronista. Non un posto esotico, ma una parte di quest’Italia bellissima e fragilissima: Quindici, tra frana e camorra. E un rifugio d’emergenza, sfuggendo al fango, per mettere ordine agli appunti, su un taccuino come ai vecchi tempi. Con grande orgoglio dico pure che quest’immagine mi ricorda qualcosa di simile appartenuta a Montanelli e, guarda caso, anche a Domenico Quirico per il quale l’angoscia è attuale. Il simbolo insomma dell’impegno dei vecchi cronisti e di un mestiere che forse è sparito. Fuori dai riflettori, la religione della notizia, la partecipazione emotiva ma un’analisi onesta, senza parteggiare per nessuno se non per la verità. Sottovoce. Un unico scopo: la testimonianza.  Il dovere di raccontare Professione Reporter

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

8 thoughts on “La forza della testimonianza

  1. Mi permetto di inserire una piccola testimonianza su un Giornalista assassinato trenta anni fa, nel pieno rispetto e considerazione di tutti gli altri che hanno subito simile fine.

    Posted by Walter | 3 May 2013, 15:12
  2. In questo post vero e anche doloroso non ci servono tante parole, le hanno scritte loro per noi. Rispetto e silenzio per tutti quelli che non ci sono più.Grazie.
    @ Walter grazie per il video, dice delle verità.

    Posted by ceglieterrestre | 3 May 2013, 22:19
  3. La foto di Pino non è una semplice foto, è un racconto.

    Credo che raccontare asetticamente, senza aggiungere una propria personale convinzione, sia impossibile. Ma quando un cronista scrive in buona fede, quando ci mette dentro il talento, l’etica e il coraggio di dire cose scomode, allora è un grande cronista.

    Ringrazio Walter per aver ricordato Fava. Pippo Fava è morto perché era scomodo, e non condizionabile. A parte l’aver dato il nome alla strada dove fu assassinato, è stato colpevolmente (volutamente) dimenticato. Forse perché il più importante editore regionale, di allora e di oggi, gli fu sempre nemico: nonostante quello che Fava rappresentava in quegli anni, il giorno dopo il quotidiano “La Sicilia”, dell’editore di cui sopra, ipotizzò un delitto passionale…

    Posted by senzanord | 4 May 2013, 14:35
  4. bellissima foto

    Posted by Annalisa Melandri | 5 May 2013, 19:52
  5. 06/05 – Rai: il cordoglio di Stampa Romana per Paolo Petruccioli

    MORE: http://bit.ly/11bcqsU

    Posted by GiorgiusGam | 6 May 2013, 14:32
  6. Mi sento piccolo di fronte a uomini che lasciano le nostre sicurezze e comodità per buttarsi in situazioni di guerra e di rischi estremi. Io non avrei questo coraggio.

    Posted by alessandro | 6 May 2013, 19:08
  7. [OT UFO e Dintorni] UFOs Disabling Nuclear Missiles: Former Senator Says Veterans’ Testimony is the “Smoking Gun” Confirming a U.S. Government Cover-up

    MORE: http://yhoo.it/11fSWDm

    Posted by GiorgiusGam | 7 May 2013, 19:16

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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

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