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Giuseppe, passeggero di terza classe

dal blog Armir Questa è una storia che non c’entra nulla con Armir, con la Russia, con la ricerca dei dispersi. Ma racconta comunque di un dramma e della disperazione dei parenti di un ragazzo emigrato in cerca di fortuna e di cui non si ha neppure una foto perchè qualcuno l’ha trafugata. Un ragazzino morto dall’altra parte del mondo per motivi certamente molto diversi dai soldati italiani e finito non nella neve ma in mare. Sono sicuro che comunque la sua storia vi farà commuovere.

Il passeggero di terza classe Giuseppe Peduzzi aveva lasciato la sua casa, tra i monti della Valle Intelvi, quando aveva appena 12 anni. Era emigrato in cerca di fortuna a Londra. Poi il sogno americano e quel biglietto per un viaggio sul Titanic trasformatosi in una condanna a morte. Del giovane non è rimasta neppure una foto, ma la comunità non lo ha mai dimenticato e ora, nel centenario del naufragio, si è affidata ad una disegnatrice professionista per ricostruire il viso del ragazzo. Il nome del giovane di Schignano – tradotto in Joseph Peduzzi – compare nell’elenco ufficiale degli oltre 1.500 passeggeri inghiottiti dal mare il 15 aprile del 1912. Dopo aver lasciato il paese natio, in Inghilterra il giovanissimo Giuseppe aveva trovato lavoro in un ristorante come cameriere. Una fitta corrispondenza tra Londra e i monti comaschi resta l’unica testimonianza di quel periodo. Nell’ultima lettera arrivata cent’anni fa ai familiari, il ragazzo 24enne racconta dell’imminente imbarco sul transatlantico dei suoi sogni per un viaggio di sola andata con destinazione New York. Il finale della storia è noto. segue

Perchè dopo cento anni la tragedia del Titanic ci appassiona ancora?

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

5 thoughts on “Giuseppe, passeggero di terza classe

  1. ciao perché nostalgicamente romantica Ricorda in i nonni e i nonni dei nonni l’emigrazione in America che fa parte di tante comunità italiane Però si dimentica che molti per andare a cercare fortuna così come i ragazzi che attraversano il confine marino per arrivare in Sicilia sono morti ed e viaggiano come sorci Adesso infatti di fronte a queste emigrazioni ci si divide per chi vuole e chi no queste persone non volendo accettare il diritto di ausilio politico che gli italiani in America non avevano e non avrebbero anche adesso ma solo un semplice permesso di soggiorno e o clandestinità La storia in pellicola commuove è romantica ma quanto poi successo alla Costa Crociere non ci è sembrato tanto romantico e chi viaggiava era imbarcato per vacanze

    Posted by Rosaria | 9 April 2012, 13:22
  2. Veramente a me non affascina per niente
    come tutte le tragedie, in cui non ci trovo niente di romantico.
    (ho visto il film ma non lo rivedrei una seconda volta, troppo angosciante)

    Posted by sissi | 9 April 2012, 13:36
  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Posted by icittadiniprimaditutto | 9 April 2012, 17:43
  4. Perchè, Pino, ci fa sentire estremamente piccoli e fragili.

    Posted by vincenza63 | 9 April 2012, 19:58
  5. Giulietto aveva solo cinque giorni, vive ancora e non può ricordare. Alcune cose della sua vita le ha dimenticate, altre le ricorda benissimo.

    Posted by ceglieterrestre | 11 April 2012, 13:20

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