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Cronaca di una misteriosa visita notturna: ecco il progetto di Jabreel per la nuova Libia

Per una settimana è stata letteralmente inviolabile, l’area più blindata di Roma. Colpa di Gheddafi che nell’ultima visita italiana (l’ultima in assoluto della sua vita) aveva scelto come base la villa dell’ambasciatore libico. Ricordo i salti mortali per strappare qualche immagine, magari della famosa tenda piazzata nel giardino. Roba passata, sembra un secolo. Si va avanti e magari, dopo essere stato respinto in tutte le maniere, capita qualche tempo dopo di essere ricevuto passando per la porta principale. A me è successo ieri sera, quasi notte. Mi ha fatto un certo effetto, lo ammetto, vedere quel cancello spalancarsi ed essere invitato nell’immenso salone superdivanato a bere the verde. L’appuntamento a sorpresa era stato organizzato dal padrone di casa, l’ambasciatore Hafed Gaddur, che avevo conosciuto a Lecce. Ex gheddafiano di ferro, protagonista di tutti gli accordi con l’Italia (e non solo), è passato come tanti dalla parte degli insorti (“motivi personali” ha spiegato) e ha voluto farmi incontrare “il dottor Ahmed Jabreel” che non è solo il portavoce del consiglio nazionale transitorio, ma è la vera anima della rivolta, insomma l’anti Gheddafi. L’uomo destinato a essere il leader della nuova Libia. Nessuno, salvo noi, sapeva di questa visita romana improvvisa: è venuto a “ricucire le fila” da quel che ho capito con molti libici che vivono in Europa. Un vero e proprio vertice, velocissimo, perchè stamattina è già ripartito. Controllato a vista da due giganteschi “shabab” mi ha dato l’impressione di un politico di alto livello, sorridente, misurato, serio proprio il contrario del raìs. Le domande sono state tante e le risposte tutte puntuali. La più importante però è stata sul rischio di un’islamizzazione selvaggia (e pericolosa). “No, non c’è questo rischio perchè i fondamentalisti in Libia sono una minoranza. Forse stanno tutti a Bengasi, ma i conti si fanno in tutto il Paese che non ha certo voglia di estremizzare, non siamo l’Egitto. Del resto, la riprova sarà immediata, alle elezioni. Per ora pensiamo alla Costituzione, rifacendoci all’esperienza francese, e stiamo organizzando i partiti perchè bisogna ricominciare tutto da capo dopo una monarchia e un lungo regime. Certo se dovessero vincere i fondamentalisti sarebbe un bel guaio. Ma noi ci batteremo perchè ciò non avvenga”. Gli chiedo ancora: lei sarà il leader da battere? Mi sorprende con la risposta: “Non mi presenterò. Ma appoggerò un partito democratico. Solo dopo una vittoria, che mi auguro, potremmo prendere ufficialmente le redini della nuova Libia”. Insomma sì, proprio un politico fine. Che si batte ma, per ora, senza esporsi. C’è da tifare per lui.

(Gli ho regalato il mio libro “Shabab”. Gli è piaciuta la copertina. Chissà cosa penserà…dopo la traduzione).

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

15 thoughts on “Cronaca di una misteriosa visita notturna: ecco il progetto di Jabreel per la nuova Libia

  1. grande Pino… :)

    Posted by senza filtro | 9 March 2012, 18:58
  2. …Non ha voluto fotografi, peccato ;)))

    Posted by pinoscaccia | 9 March 2012, 19:02
  3. Ma, io mi chiedo sempre, qui come in Egitto: riusciranno a spiegargli la democrazia??? dopo una monarchia e un lungo regime?
    …perchè non è una cosa che si spiega…o un ‘modello’ a cui rifarsi, ma nasce da dentro come esigenza interiore: si chiama civiltà…(e libertà).

    Posted by sissi | 9 March 2012, 19:19
  4. ..Pino caro, sempre sulla cresta dell’onda, e sempre superimpegnato, non te ne sfugge una!!
    Sarebbe davvero bello se la Libia raggiungesse una propria forma di democrazia, con la compostezza e la semplicità che traspaiono dal colloquio da te avuto con Jabreel …purtroppo i fondamentalisti, anche se in minoranza, o forse proprio per questo, sono solo dei sanguinari violenti , animati da ideologie oltretutto non solo anti-coraniche, ma anche folli e disumane…
    e soprattutto non demorderanno mai…al prezzo di tante vite.

    Posted by RENZA MARTINI | 9 March 2012, 19:22
  5. …quindi non c’è neanche un film dell’intervista!!??…che cavoloooooo nooo !!! peccato davvero

    Posted by marcello | 9 March 2012, 19:23
  6. Non credo a Jabreel, la questione è molto più complessa. Alle spalle c’è il Qatar che spinge per l’integralismo. Ma il mio compito è fare domande.

    Posted by pinoscaccia | 9 March 2012, 19:36
  7. Scoop! Complimenti!
    Vedremo, di più non possiamo fare.

    Posted by Marco Alici | 9 March 2012, 19:46
  8. Scusa Gabbia’ se sbajo a scrive’.
    Nun è còmmodo risponne a sti poste, co sta stracchezza che m’aritrovo.

    Sbajo… oppuro dico giusto?
    Nun lo so!

    Gabbia’ te pare còmmodo
    cuci’ st’abbito sbrilléntato?
    Avoja a mette’ pezze.
    Quanno dréntro le capocce
    ce sta er fanatismo
    nun è còmmodo
    trova’ le perzone de giustizzia.
    Pe fa’ cresce la democrazzia
    ce serve er tempo
    l’amore e tanti sacrifizzi.
    La sòra libberta’ tutti la vonno
    e nisuno la pija.

    franca bassi

    Posted by ceglieterrestre | 9 March 2012, 20:25
  9. “Er brogghe fa veni’ la dipennènza” Aho! mica lo sapevo.
    Vabbè chi se ne frega è ‘gnisèmpre mejo che dipenne da la coccaccola ;)

    Posted by ceglieterrestre | 9 March 2012, 20:34
  10. Sicuramente scoop. C’ è da scommettere che la voglia di chiedere sulla galassia Tribù, nel panorama politico che si va a reinventare, ti è passata per la testa.

    Posted by Walter | 9 March 2012, 23:29
  11. Troppo complicato, cioè troppe tribù.

    Posted by pinoscaccia | 9 March 2012, 23:38
  12. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Posted by icittadiniprimaditutto | 9 March 2012, 23:45
  13. ah! Effettivamente non se n’è saputo niente.
    Bè, la speranza è che tutto vada come dice lui! Che riescano a tenere a freno i Salafiti.

    Posted by gianluca | 10 March 2012, 00:40
  14. mettiamo su TELESCACCIA LIBERA… :)

    Posted by marcello | 10 March 2012, 12:39

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