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Donne di Somalia

Mogadiscio, 2007 (by Pino Scaccia)

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

12 thoughts on “Donne di Somalia

  1. Sono donne anche loro e certe sono anche speciali

    Posted by ceglieterrestre | 8 March 2012, 14:24
  2. La prima frase pronunciata dall’uomo preistorico fu -”stai zitta”- Secondo gli antropologi è un chiaro segnale che le corde vocali si svilupparono, in origine, nelle donne.

    : ) :) :) qui nessuno è permaloso, credo…tanti auguri :) :) :)

    Posted by marcello | 8 March 2012, 14:35
    • buona sera questo lo disse e mi è rimasta mitica come citazione anche Tarricone nella prima edizione del Grande Fratello ah ah ah ma questo lo dico anche io come donna alle altre donne…

      Posted by sguardirodigi | 8 March 2012, 15:47
  3. L’ho avuto in omaggio da un mio amico “speciale”.
    Ed io la voglio condividere con la nostra Tribù.

    Posted by franca | 8 March 2012, 15:06
  4. Molto bella la foto (reporter a 360°!). Mi sono sempre chiesto se fosse lecito fotografare donne di religione islamica. A volte mi è capitata l’occasione, ma nel dubbio ho sempre evitato.

    Colgo l’occasione per fare gli auguri alle donne che seguono questo blog. :)

    Posted by Marco Alici | 8 March 2012, 16:45
  5. Grazieee!…. auguri a tutte!

    ( Marcello, devo dartene atto! :-P ;-)

    Posted by sissi | 8 March 2012, 16:52
  6. Foto splendida e anche molto significativa
    Grazie

    Posted by Patrizia M. | 8 March 2012, 18:08
  7. Beh, di una “festa” passata sotto silenzio – come tutte le “feste”, almeno per me, ridotte a tradizioni, etichette, simboli e stereotipi – posso solo dire: AUGURI LIBERTA’.

    EVVIVA LA LIBERAZIONE. Tutta……senza classificazioni e ulteriori divisionismi di categoria, di classe, di razza e quindi di sesso.

    Auguri LIBERTA’…libertà interiore, libertà d’opinione, di pensiero, e di ‘essere’ o di ‘non essere’… ognuno al proprio livello, ma senza che quest’ultimo influisca sulla libertà altrui, determinandola.

    Auguri alla libertà maschile: l’unica che può liberare (certi) uomini – dipende dal relativo ‘livello’, sempre – dal burattino interiore e i suoi determinismi “di natura”, istintuali e primitivi, talmente non autoeducati da regredire fino agli aspetti più perversi e contro natura, nella violenza su un altro essere – nella fattispecie come comportamento estremamente vile verso tutto ciò che è più debole. Cioè a tutti coloro che ancora faticano a comprendere come il pensiero, le opinioni e finanche i “giudizi” sono completamente liberi, ma le azioni , qualora ledano la libertà altrui: NO.

    Auguri alla libertà femminile: quella di evoluzione sempre, ma anche quella che, per i medesimi motivi di cui sopra, ha lo stesso identico diritto nel libero arbitrio comportamentale e di pensiero, qualora non influisca sulla libertà altrui, ledendola. E che quindi…altrettanto chiede RISPETTO della propria sfera privata… in quanto prima di tutto LIBERA.

    Auguri a quelle donne che compiono altrettante forme di violenza su altrettanti uomini… per istinti non autoeducati di vendetta, di gelosia, di possesso.

    AUGURI…LI-BER-TA’ ! (scandito, è dura da capire).

    Auguri a tutte quelle donne contro le stesse donne….qualora le altre non corrispondano ai loro schematismi. Di nuovo: AUGURI LIBERTA’.

    E’ evidente che, donne o uomini, il motto diventa uno solo: “avanti e in alto!”. E vale per tutti, ma proprio tutti, gli esponenti di un’umanità, che riescano a guardare prima di tutto dentro se stessi.
    NEL RISPETTO DELL’ALTRUI…LIBERTA’.
    AUGURI….LIBERTA’.

    Posted by sissi | 9 March 2012, 11:56
  8. Ma non ho ancora finito. (quando si parla di libertà potrei trascorrerci qualche ora a parlarne, cioè anche tutta la vita).

    Qui c’è un pezzo di uno splendido articolo che per me ha fatto CENTRO. (relativo al “Se non ora quando”).

    (…) La donna invitata a indignarsi, contrapposta alla donna che tale indignazione con i suoi comportamenti dovrebbe suscitare, è dunque il vecchio angelo del focolare lievemente rammodernato. Acrobata del quotidiano e dei sentimenti, tutta lavoro, casa e cura, produzione e riproduzione, madre di famiglia/moglie/figlia di genitori da badare, è «sacrificalmente» presente sulla scena pubblica come tesserata di un qualsivoglia partito, sindacalista, imprenditrice, volontaria. Il tutto per rendere «più civile, più ricca e accogliente la società in cui vive». Società – forse alle firmatarie è sfuggito – già assai più ricca e variegata di quanto loro sembrino pensare, visto che la forma famiglia eterosessuale, nucleare e non patogena è in via di estinzione come il panda gigante e la foca monaca. E poi, via, dopo tanti decenni di riflessione politica femminista sulla funzione-cuscinetto del maternage femminile sulle crisi di sistema del capitalismo, come non ammettere che nel frattempo le donne possano avere sviluppato altre strategie, altri sogni, altre pratiche, semplicemente altri desideri e magari qualche astuzia in più? Le autrici dell’appello sostengono che le donne/vestali di cui sopra «hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’Unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica». Oltre alla famiglia, entra pertanto surrettiziamente in campo la figura della nazione/patria: centocinquanta anni di edificazione storica sulle cui alterne e non sempre democratiche vicende le scriventi sorvolano, glissando così anche sul ruolo non sempre specchiato e talora schiettamente complice e servile delle stesse donne”.

    (…) Quel che mi intristisce, mi inquieta e mi spaventa è che dietro il vostro invito a «risvegliarci» si nasconda una velata, forse inconscia, forma di razzismo intrisa di sessismo e di classismo: donne sacrificali (quelle che vanno a letto presto e si alzano presto) verso ragazze a ore (quelle che vanno a letto col capo), moralità verso apatia dei sentimenti, anime verso corpi. Noi, donne e uomini, siamo fatti di tutto questo. La contraddizione – o la complessità – è dentro di noi. Guai a chi ci divide, mettendoci gli uni contro gli altri e invitandoci alle crociate. Per chi, come me e come tanti, ha sempre diffidato della cosiddetta normalità, includere l’altro da sé, il diverso, è non solo doveroso, ma prudente.

    Maria Nadotti

    (Corriere.it)

    E infine, dedicato agli “angeli del focolare”… come a tutti quegli uomini non-liberi che ancora concepiscono la donna come un oggetto di proprietà… auguro la visione di un film significativo: capendolo.
    …et voilà, Francois Truffaut! (da Jules et Jim)

    AUGURI… LIBERTA’ E BELLEZZA.

    Posted by sissi | 9 March 2012, 12:14
  9. …sì: sono per la rivoluzione estetica ;-)

    Posted by sissi | 9 March 2012, 12:20
  10. OT
    Londra – (Adnkronos/Ign) – Sale la tensione tra Roma e Londra dopo il fallito blitz britannico che ha portato alla morte di Franco Lamolinara e Christopher McManus. Un portavoce di Downing Street alla BBC: “Londra ha mantenuto un regolare contatto con le autorità italiane durante il caso”. Ma il premier chiede spiegazioni: “Sbagliato non avvisarci prima, ora voglio capire come è andata”.

    Pino annoto con un certo stupore, misto a rabbia, che la considerazione che abbiamo all’estero è veramente ai minimi storici. Dopo la vicenda dei due marò anche questa bruttissima storia ci riporta pesantemente ad un’amara realtà e cioè quella che POLITICAMENTE siamo considerati MENO CHE ZERO. Francamente non capisco fino in fondo questo comportamento, non capisco da dove nasca e perchè….
    forse sarebbe il caso di posizionare in certi ministeri personaggi meno TECNICI e più POLITICI che abbiano un peso maggiore a livello internazionale. Il professore sarà un abile COMMERCIALISTA ma di politica, QUELLA VERA mi pare ci capisca veramente pochino….attendo fiducioso risvolti e chiarimenti convincenti in relazione a queste tristi notizie…

    Posted by marcello | 9 March 2012, 13:02

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