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persone, violenza

Basta che gli angeli del male non diventino eroi

Non sono un giustizialista, però credo nella legge. Sono convinto che sia possibile la rieducazione, ma è pur vero che la pena è l’unico collante di una convivenza civile. Renato Vallanzasca ha sulle spalle quattro ergastoli e quasi tre secoli di carcere. Non aveva ancora 27 anni, poco più che un ragazzo, che già aveva collezionato una serie infinita di reati di cui è addirittura difficile tenere il conto. Sicuramente, secondo i tribunali italiani, settanta rapine a mano armata, quattro sequestri di persona, quattro evasioni e soprattutto sei omicidi: quattro poliziotti, un medico e un impiegato di banca. Per non parlare della morte del boss Turatello e del suo amico pentito Massimo Loi di cui è certamente responsabile. Le ultime due vittime, gli agenti della stradale Luigi D’Andrea e Renato Barborini, sono state commemorate oggi a Dalmine. Casualmente o forse no proprio per stasera Sky aveva programmato il discusso film di Michele Placido sull’angelo del male. La reazione sdegnata della comunità ha costretto l’emittente a rinviare la pellicola a domani., ma la vergognosa concomitanza resta. Non solo. Nella stessa giornata Vallanzasca ha cominciato il suo secondo impegno fuori del carcere (dopo che il primo, l’anno scorso, era stato sospeso per una scappatella): sì, perchè in quest’Italia precaria, a 62 anni ha trovato il lavoro che gli piace, in un’azienda di computer. E fa una vita quasi normale, week end compreso. Sbruffone, feroce, sciupafemmine, ribelle ha collezionato un film, una piece teatrale, due libri e ha dato il nome a un gruppo rock. Posso anche pensare che debba essere lasciato in pace, ma che diventi un eroe no, questo è totalmente inaccettabile. 

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

33 thoughts on “Basta che gli angeli del male non diventino eroi

  1. Solo da noi i carnefici diventano eroi e le vittime fantasmi!!!

    Posted by minù | 6 February 2012, 22:06
  2. Infatti, tutti a pensare a come “recuperare” un criminale. Dimenticando che ci sono almeno sei famiglie che piangono: senza un padre o un marito o un figlio, per sempre, solo per la voglia indecente di una vita di lusso.

    Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 22:11
  3. Mi sono sempre chiesta perchè dedicare tutti questi film a chi ha fatto del male, la uno bianca, la banda della magliana, Toto Rina e chi più ne ha più ne metta. Uno spettatore intelligente non trasformerà questi delinquenti in eroi, ma questi film non sarebbe meglio farli dal punto di vista di chi “il danno l’ha subito” senza così mitizzare troppo certi soggetti?

    Posted by Sara | 6 February 2012, 22:30
  4. Perchè il male, purtroppo, attira più del bene.

    Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 22:49
  5. Lui diventa un eroe, le famiglie che piangono i loro cari persi per sempre a causa sua non avranno mai pace proprio grazie a questo “eroe”.
    Quando è uscito il film di Michele Placido ricordo che feci un piccolo post nel mio blogghino
    http://pantalina5872.wordpress.com/?s=michele+placido

    Posted by Patrizia M. | 6 February 2012, 23:05
    • Patrizia intanto ho messo il link del tuo blog (e approfitto per invitare ancora gli amici a fare altrettanto).

      Ho riletto quel post. Mi ha colpito la frase di Michele Placido in conferenza stampa che hai ripreso: “Ha ucciso carabinieri in scontri a fuoco, mica donne e bambini”. Già, un eroe: con gli attributi. Che magari gioca a palla con la testa del suo amico appena ammazzato e s’infuria perchè prende un palo. Ma questi, in fondo, sono dettagli.

      Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 23:27
  6. Perchè il cinema è di per sè molto commerciale, destinato al grande pubblico di massa.
    Io pure mi chiedo perchè prediligono proprio i temi della violenza in generale, da qualunque ‘punto di vista’ li si osservi, specie quando vedo che perfino i giochi per ragazzini sono sempre più brutti, perfino i disegni con mostri orrendi…ma che ne so. Proprio il gioco…che dovrebbe stimolare l’immaginazione e la fantasia, suscita già violenza, e non si rendono minimamente conto di come crescono in contatto con immagini sgradevoli, violente, brutte.
    Non credo che il regista abbia voluto rappresentare un “eroe”: ma ‘chi è’ che può avere certi modelli come eroi.
    Però se si pensa che l’arte di per sè è in profonda crisi… a mio parere, dove per arte intendo la musica, la pittura…la scultura, il teatro… figuriamoci il cinema. E capisco sempre meglio quel che diceva una grande persona mia amica..e cioè che l’arte rinascerà quando tornerà a riempirsi di contenuti morali. Si sta chiudendo un’epoca anche in questo (credo), e spero…lo spero tanto che rinasca un’altra forma più interiore ed elevata, alla portata di tutti…come qualità, visto che “il genio” non esiste più..come in passato, e adesso tocca a noi fare della nostra vita stessa…un’opera d’arte- sempre nel senso elevato del termine, logicamente. Io la sento come un’esigenza proprio dell’anima.

    Posted by sissi | 6 February 2012, 23:08
    • Già, come al solito forse il marcio sta proprio dentro di noi. Ha raccontato le lettere che riceveva in carcere, da donne tutte pazze di lui (succede a ogni criminale). Ne ha sposata una, a caso. Ma avrebbero voluto sposarlo tutte.

      Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 23:30
      • Che fascino puó suscitate un uomo che uccide un altro uomo come se fosse una bestia? Certe donne son strane eh… Preferisco il fascino dell’intelligenza, della curiosità, dell’altruismo…mah…

        Posted by Sara | 7 February 2012, 00:13
  7. P.s. Allora ritratto il mio giudizio sul regista, Placido – letto ora, non sapevo avesse commentato così. Insomma la verità è che non mi interessa proprio ‘nutrirmi’ di certi pensieri, certa ‘letteratura’, certi film, punto. Quelle parole – il commento di Pino – arrivano come un pugno allo stomaco. Basta, non ce la faccio più: preferisco pensare all’utopia di John Lennon.

    Posted by sissi | 6 February 2012, 23:34
  8. Tutti mercanti. Scusa se sono stato brutale, ma bisognerà pur capire di chi si sta parlando. Ammette che ha buttato la sua vita, ma non si è mai pentito per le vite che ha tolto agli altri.
    Sì, anch’io preferisco John Lennon. Lui era davvero un mito ed è morto per questo.

    Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 23:39
  9. mi riferivo al commento con le parole di Placido in conferenza stampa…
    per il resto Pino…non c’è neanche da commentare nè da fare confronti, ovviamente. (tirato fuori john lennon perchè sto vedendo rai tre).
    Io non riesco neanche a pensare che direzione abbiamo deciso di prendere tutti quanti…ormai. Proprio come ‘umanità’ intendo.

    Posted by sissi | 6 February 2012, 23:49
  10. Neppure io lo so, nessuno lo sa. Ma a occhio mi pare proprio una brutta direzione.

    Posted by pinoscaccia | 6 February 2012, 23:51
  11. Pessima. Con la pazzia in aumento, pazzia e violenza. Ma fuori di testa di brutto…..
    E non solo non sono mai stata un'”ideologica” – e non sopporto la politica (anche) per questo, perchè vengono una sfilza di cose prima sempre prima…dell’Essere Umano, inteso (come dovrebbe essere inteso) nella sua natura più elevata…o in via di perfezionamento, guardando alle qualità e ai contenuti interiori e morali….prima che alle ideologie, il conto in banca, e quant’altro che invece viene sempre prima dei valori interiori, di un’autoeducazione, di una qualsivoglia Bellezza. Ma in giro c’è molta mediocrità…anche. Uno ‘crede’…che in certi ambiti chissà che trova, invece non è così.
    Con pochissime persone ho potuto affrontare discorsi profondi, pochissime. Mi ricordo la mia ex insegnante…una donna bellissima. Mi ero avvicinata al campo artistico con QUESTI impulsi… comunque lasciamo perdere che è meglio. Sì è solo un’industria. E i Grandi, i veri grandi…ormai ho capito che sono molto soli in realtà. Tipo un Ermanno Olmi…secondo me, quand’è così, hanno intrapreso tutto un percorso evolutivo lontano ANNI LUCE…da tutto. Semplicemente…da tutto.
    ( forse uno non lo sa, ma i pensieri sono importanti….).

    Posted by sissi | 7 February 2012, 00:09
  12. Michele Placido ha indossato “una divisa” durante la sua breve permanenza come volontario nella Polizia di Stato.
    : “Ha ucciso carabinieri in scontri a fuoco, mica donne e bambini” :-(

    Posted by franca | 7 February 2012, 00:22
  13. Probabilmente avete ragione: è meglio vivere nelle favole.
    Purtroppo il mio mestiere è quello di confrontarmi con la realtà, ma talvolta non ne sono affatto contento.

    Posted by pinoscaccia | 7 February 2012, 00:22
    • Finchè non mi schianteró al suolo, a forza di star sulle nuvole. Chissà se tu stando con i piedi per terra ti farai meno male. Il dolore e la durezza della realtà sono una delle cose che purtroppo il tuo lavoro ti ha costretto a vedere. Io lavoro con i bambini, i miei pensieri sono rivolti al futuro, e li amo troppo per pensare che sia una schifezza, perció sogno…anche per loro..

      Posted by Sara | 7 February 2012, 00:30
  14. Un omaggio per stanotte a tutti i sognatori: lo spirito di John Lennon sulla Torre.

    Posted by pinoscaccia | 7 February 2012, 00:43
  15. …ci vogliono le spalle forti per affrontare certi lavori, e quel coraggio che viene dal cuore… stessa radice.
    Tu e Franca ne avete per forza viste di tutti i colori. Ma tu (nonostante tutto..) conservi una dolcezza interiore, e Franca un viso di bambina.
    (non è una sviolinata, ma quello che penso).

    Dai và: facciamo respirare l’anima… stavolta ve la dedico io

    Posted by sissi | 7 February 2012, 00:49
  16. E io ti lascio non solo la faccia, ma (guarda su) adesso anche le parole immortali di un mito.
    Buonanotte.

    Posted by pinoscaccia | 7 February 2012, 00:55
  17. E’ una vergogna…
    Io invece al contrario tuo mi ritengo giustizialista e sono fiera di esserlo! Non sono a favore della pena di morte, quello mai, ma siccome mi ritengo una persona onesta che cerca di fare una vita onesta senza far del male al prossimo, non posso tollerare chi invece male al prossimo ne fa, e tanto.
    E soprattutto non posso tollerare che chi è capace di tanto male abbia anche la possibilità di essere riabilitato in società con tanta facilità e superficialità. Perché una persona macchiata di tutti quei crimini merita l’ergastolo, né più né meno. Specialmente per la crudeltà e la malvagità che li han contornati. Quindi, io mi aspetto che passi la vita in carcere. Che senso ha prometterglielo e poi invece fargli avere una vita normale?
    Per contro, se sbaglio io, non vengo riabilitata a niente, vengo condannata.
    Un esempio?
    Se sbaglio qualcosa nel lavoro, io il lavoro lo perdo.
    Se lui sbaglia qualcosa, il lavoro glielo cambiano.

    Posted by Siv | 7 February 2012, 09:21
    • Siv,sono d’accordo con te.
      Da cristiana “provo” a perdonare la persona.Ma da essere “pensante” sono per la condanna,senza se e senza ma,dei crimini.
      Nessuno tocchi Caino e Abele ?

      Posted by franca | 7 February 2012, 11:15
      • Anch’io sono cristiana, ma appunto perché lo sono so benissimo che il “perdono” vero non significa “dimenticare” né tanto meno “lasciar correre”, perché se una persona fosse davvero pentita, sarebbe la prima a non voler lasciar correre e a voler essere punito per quel che ha commesso; una persona che si renda conto di quel che ha fatto non chiederebbe mai sconti di pena, ma saprebbe benissimo perché è stato messo dentro e con quali ragioni.
        Per cui, partendo da queste premesse, criminali come Vallanzasca, ma aggiungerei anche personaggi come Battisti, NON sono pentiti, per cui non possono essere perdonati.
        Al di là di questo oltretutto, l’atto di perdonare è un puro atto personale, che riguarda chi deve essere perdonato e chi deve perdonare. Tutto il resto per me è un vile tentativo di farla franca o di rendere non punibili atti che sono deprecabili.

        Posted by Siv | 7 February 2012, 13:49
        • Scusate…ma mi sa che siete fuori strada in questo caso: quale “farla franca”, comunque Vallanzasca 40 anni di carcere li ha fatti…mi sembra, no?
          Battisti già è un altro discorso, perchè estradato (e coperto) in Brasile, ecc. ecc. e ora in giro per..copacabana (?) mi sembra. Ma in questo caso comunque 40 anni di carcere ci sono stati: questo è oggettivamente un dato di fatto.

          Posted by sissi | 7 February 2012, 13:58
          • a parte il fatto che non mi pare che abbia passato 40 anni in galera, forse 20-25, e’ evaso talmente tante volte che e’ difficile fare i conti… a parte questo, ma se uno e’ condannato a 260 anni anni di carcere piu’ quattro ergastoli non dovrebbe proprio piu’ uscire, no? altrimenti è tutta una farsa, una barzelletta, condanne virtuali, una presa in giro…

            Posted by robertoaltavilla | 7 February 2012, 14:40
  18. Posso provare ad interpretare certi film e sceneggiati come inviti a non seguire quel tipo di modello,ma come giustamente dicevi, il male affascina più del bene e alla fine questi biechi personaggi ispirano l’emulazione delle loro imprese. Onestamente, non vedo nemmeno una possibilità di rieducazione per soggetti di quello stampo e mi dà pure fastidio che li si segua nella loro vita fuori dal carcere. Con il curriculum che hanno, dal carcere non dovrebbero nemmeno uscire, se non per i lavori forzati.

    Posted by barbara brunati | 7 February 2012, 09:35
  19. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Posted by icittadiniprimaditutto | 7 February 2012, 11:07
  20. La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte; e l’altro quarto ai loro delitti.

    Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1801/17

    Posted by marcello | 7 February 2012, 12:14
  21. Roberto, ti rispondo qua che questi “replica” col nuovo template (?) escono un casino.

    Io non voglio fare quella che ‘parla’ e per la quale è molto facile parlare non trovandosi in certe situazioni in cui ci sono vittime che hanno ricevuto veramente…tanto Male. Per questo di solito preferisco non affrontarli certi discorsi che, oltre ad impressionarmi, sono troppo delicati (e difficili).

    Comunque ribadisco quello che ho sempre pensato in tema di giustizia, e non di giustizialismo: sono contraria all’ergastolo. Secondo me non c’è molta differenza con la pena di morte, in quanto è una condanna “per sempre” in ogni caso, senza possibilità di riscatto o di recupero.
    In termini di “giustizia”, e non di giustizialismo, ritengo che un assassino (o un qualunque delinquente) debba pagare con il carcere per ciò che ha commesso, che questo ‘percorso’ non debba essere “facile”…e riduttivo ma duro e compensativo alle atrocità commesse, un percorso in cui si lavora e DENTRO al carcere stesso, non fuori rientrando poi la sera. Innanzitutto perchè la società ha il sacrosanto diritto di difendersi da un criminale che potrebbe commettere ancora atrocità ulteriori, e poi perchè è appunto giusto che paghi…per ciò che ha commesso. Dunque nessun “buonismo”, nessuna “assoluzione”, nessun “perdono” inteso nel senso di evitargli quella che è invece la giusta pena.
    MA, in parallelo al discorso di giustizia – dunque non “punitivo” e “giustizialista”, ma di giustizia – deve esserci un percorso di recupero…del colpevole. Sempre. A prescindere che lui dimostri di essersi pentito o meno – anche perchè chi può saperlo veramente? anche quando ‘dicono’ di esserlo…sarà vero? e chi lo sa? – .
    Ed è “a prescindere” anche nel caso in cui un criminale si dimostri dichiaratamente non pentito: per quel vecchio motivo di discernere tra se stessi e un altro, e gli atti atroce che compie, e lasciarli a lui e alla sua ‘coscienza’, mentre l’atteggiamento di chi corregge dev’essere per l’appunto di correzione, SEMPRE.
    E’ come quando uno si fa male a un dito, che fa: lo taglia? No…lo cura in tutti i modi finchè può, finchè è possibile farlo.
    Se una parte della società è ‘incancrenita’ la soluzione non è “tagliarla” ma aggiustarla, correggerla, recuperarla…finchè è possibile farlo. QUESTO per me significa giustizia e non giustizialismo.

    L’atto del perdono come dice giustamente Siv è ‘privato’: non mi metto certo a far prediche su questo, è a nostro libero arbitrio (come tutto poi) e discrezione. Però bisogna prima capire cosa significa veramente perdonare. Non è un sentimentalismo buonista e moraleggiante, una specie di ‘violenza’ da autoimporre a se stessi sennò non si è come il padreterno ci vuole, ma è una atto di…’donare’: a sè e agli altri. A se stessi, facendo le cose giuste senza invece continuare a vivere macerandosi nell’odio e nel rancore e nel desiderio di ‘vendetta’ – come lo sono in realtà certe forme giustizialiste che invocano anni di galera buttando via la chiave, e questa non è giustizia…ma desiderio di vendicarsi vedendo marcire il loro aguzzino in galera per il resto della vita. Comprensibile…ma si chiama vendetta però, non giustizia, e tantomeno perdono.
    Agli altri…dando loro un’altra possibilità, nel recupero…delle atrocità commesse.

    Se questa idea di “recupero” manca, o è difettosa – sempre come dice Siv facendo l’esempio di se stessa nel caso in cui quella ad aver compiuto qualche errore fosse lei – allora sarà da correggere…questo aspetto difettoso della giustizia e della società, non da accentuarlo ulteriormente allargandolo.

    Fermo restando che il discorso è molto più complesso per affrontarlo così…’schematicamente’, e che io personalmente in ogni caso…non credo alla giustizia ‘terrena’. Se è vero che siamo “esseri spirituali inseriti nell’esperienza umana”…come dice il Novalis, allora il discorso è molto…più complesso. Comporta tante di quelle considerazioni e approfondimenti in più…che non è proprio possibile affrontarli solo ‘razionalmente’. Ritengo altresì che nel caso di forme di male così atroci o sono persone ormai degenerate sul punto del non ritorno, (cioè non le recuperi più, ma questo non esime “te” da tale ‘tentativo’), o gli ci vorranno alcune vite per recuperare. (io non credo ci sia una vita sola, ma non è propriamente “buddismo”, comunque è simile). Nel caso in questione, ha fatto i suoi anni di carcere (meno del dovuto, quanti ne ha dovuti: ora non lo so sinceramente, da qualche parte avevo letto 40 anni, ma se mi dici che così non è, ti credo e ne prendo atto) ed è un dato oggettivo di fatto che ha comunque pagato con il carcere. L’atteggiamento interiore dovrebbe comunque essere di pietà, o pena…come preferite, per una persona che è stata capace di commettere cose tanto orrende. (e che comunque – per sua scelta certo non come “vittima”, le vittime sono gli altri – ha avuto alla fin fine una vita comunque disgraziata). E’ difficile, a volte perfino impossibile: lo so. Non ho detto che è facile. Ma veramente ora mi tornano in mente quelle parole del mio medico… “se è facile, non è umano”. Lo dovremmo tener sempre presente tutti, in quest’inferno – perchè l’inferno per chi non lo avesse capito è qua…sulla terra – in cui ci ritroviamo tutti inseriti nei vari gironi danteschi.
    Insomma siamo tutti legati da un filo invisibile…come umanità, anzi come ‘esseri spirituali inseriti nell’esperienza umana’. Quando si capisce che chi fa del male ad altri in realtà lo fa a se stesso…si inizierà veramente a capire l’unica legge veramente morale….che c’è. (secondo me, nel senso che io la penso così – frutto di ricerche per dare un senso al dolore che tutti, e sottolineo proprio tutti, attraversiamo nella vita).

    Posted by sissi | 7 February 2012, 15:57
  22. La ‘giustizia’ spesso non è giusta. Ma lucrare su certi episodi mi sembra eccessivo. Il nostro pianeta non s’è accorto di chi soffre.

    Posted by ceglie | 8 February 2012, 11:32

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