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violenza

La storia di Adama

Quando ha chiamato i carabinieri per denunciare di essere stata derubata, stuprata e ferita alla gola dal suo ex compagno le hanno controllato i documenti. E poiché non aveva le carte in regola, l’hanno rinchiusa al Cie, il centro di identificazione ed espulsione, di Bologna. È la storia di Adama, donna migrante arrivata in Italia nel 2006, lasciando quattro figli in Senegal da mantenere. La storia che nella Giornata contro la violenza alle donne le associazioni Migranda e Trame di Terra denunciano a gran voce: “Una doppia violenza come donna e come migrante”. Con un appello, che corre in rete (www. migranda. org), a tutte le donne e alle istituzioni cittadine: “Liberate subito Adama dal Cie, concedetele un permesso di soggiorno che le consenta di riprendere in mano la propria vita”. segue  L’appello

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

18 thoughts on “La storia di Adama

  1. Violentata, derubata e poi…è sempre la persona più debole che paga il conto.
    Provo grande dispiacere per Adama, grande vergogna per chi non la protegge. Che centrano i documenti con la violenza. E’ una creatura che ha patito e sta patendo. Maledetta la burocrazia. :(

    Posted by ceglie | 25 November 2011, 14:37
  2. «Ti senti come perseguitato dal destino, ma tanto è inutile perché non ci si può far nulla». A parlare è Aureliana Russo, madre di Marta, la studentessa uccisa il 9 maggio 1997 da un colpo di pistola all’università La Sapienza di Roma. Per quel colpo sparato accidentalmente, furono condannati in via definitiva Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, all’epoca assistenti universitari. Oggi, racconta Il Fatto Quotidiano, Scattone insegna storia e filosofia al liceo Cavour di Roma. Marta Russo frequentò quell’istituto per tre anni.

    Posted by pinoscaccia | 25 November 2011, 14:48
  3. lo zelo dei burocrati mi fa paura.
    Non riesco a firmare l’appello, però!
    Comunque condivido il post

    Posted by gianluca | 25 November 2011, 15:04
  4. A L L U C I N A N T E !!!

    Posted by marco stefano vitiello | 25 November 2011, 17:03
  5. non c’è che dire ! abbiamo degli zelanti funzionari delle forze dell’ordine…bravi !! così si fa’……..

    Posted by marcello | 25 November 2011, 17:19
  6. Ovviamente prevale l’aspetto burocratico in questi casi ! Assurdo!

    Posted by luciogialloreti | 25 November 2011, 17:50
  7. OT – informazione di servizio per Pino. Visto che la piattaforma su cui stà il mio blog stà per chiudere anch’io sono migrato verso altri lidi, wordpress nella fattispecie. Visto che chi prima arriva meglio alloggia, io da buon ultimo non ho trovato libero nè il mio nickname “barba” nè il nome del blog. Per cui d’ora in avanti mi leggerete con questo nick.
    Ex Barba.

    Posted by barbaincampagna | 25 November 2011, 21:25
  8. Barbaincampagna…finalmente “dal vivo” :-)

    Posted by franca | 26 November 2011, 19:15
  9. Extra OT

    Olimpia è stata abbattuta da un pallino di PEPE. ;-)

    Posted by franca | 26 November 2011, 22:44
  10. OT-OT

    Io credo che bisogna chiamare i carabinieri ;))) e arrestare tutti i bianconeri oggi in rosa. Il reato è evidente: per furto aggravato.

    Posted by pinoscaccia | 26 November 2011, 22:47
  11. Un altro dramma della disperazione.

    Due cadaveri sono già stati restituiti dal mare in tempesta. Sono stati trovati sulla spiaggia, e subito ricoperti dai teli bianchi dei soccorritori. Ma potrebbero esserci anche altre vittime nel naufragio che si è verificato oggi pomeriggio al largo di Brindisi. Una barca a vela, un quindici metri, con a bordo 74 migranti, in prevalenza cingalesi, afghani e pakistani, è finita alla deriva in un tratto di mare agitato da onde a forza 5, e dopo aver rollato per ore in balia dei frangenti, ha perso la rotta ed è finita per incagliarsi sulla scogliera. Ed è stato in questi drammatici momenti che alcuni dei passeggeri dell’imbarcazione sono finiti in mare.

    Posted by pinoscaccia | 26 November 2011, 22:52
  12. scappare da fame miseria e morte per trovare la morte. E quando va bene “solo” fame e miseria. Che tragico destino.

    Posted by barbaincampagna | 27 November 2011, 08:30
  13. Adama è uscita stasera dal Cie. E immediatamente è stata portata via. Perché la sua vita possa ricominciare in un luogo segreto e sicuro. Sono le donne della rete Migranda, che hanno denunciato il suo caso proprio nella Giornata contro la violenza alle donne, ad abbracciarla prima di consegnarla a chi la proteggerà. E’ la fine di un incubo per la donna senegalese senza permesso di soggiorno, e per questo reclusa al Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei dopo che aveva denunciato alle forze dell’ordine le violenze subite da parte dell’ex convivente nella casa a Forlì. Le sue prima parole: «Non immaginavo questo calvario ero semplicemente andata a denunciare ai carabinieri la violenza di cui ero stata vittima – le sue prime parole – qui dentro è stato terribile, una grande sofferenza, i primi giorni stavo male e non ho mangiato. Ringrazio chi mi ha aiutato dandomi forza. Ora sono felice». E’ stata proprio la Procura di Forlì a dare il via libera al rilascio di Adama, dopo che la questura di Bologna aveva girato il caso ai giudici romagnoli. Adama è stata rilasciata in virtù dell’articolo 18 della legge Bossi-Fini, che prevede il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale. Un provvedimento riservato alle donne che subiscono violenza.

    Posted by pinoscaccia | 1 December 2011, 13:09

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