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Hanno ucciso un vero eroe

Padre Fausto Tentorio è stato assassinato davanti alla sua parrocchia di Arakan, North Cotabato, Mindanao. Verso le 8 del mattino stava salendo sulla sua auto per recarsi a Kidapawan, 60 km. dalla missione, per un incontro diocesano, quando un killer con casco in motocicletta si è avvicinato e gli ha sparato diversi colpi. Da oltre 32 anni Fausto lavorava a stretto contatto con gli indigeni del luogo, i Manobos, nella formazione e organizzazione delle loro piccole comunità montane. Cercava così di rispondere alle loro necessità e speranze quotidiane, lavoro e scuola, ma ‘rispondere’ voleva anche dire affrontare forze molto potenti interessate più ai beni materiali e interessi personali che a quelli di fratellanza locale e universale. Diversi anni fa era già stato oggetto di minaccia da parte di un gruppo armato appartenente al clan Bagani. In quella occasione fu protetto dagli stessi indigeni Manobos. Era nato il 7 gennaio 1952 a S.Maria di Rovagnate e cresciuto in S.Maria Hoè, Lecco. Ordinato nel 1977 era partito ore Diocesano della Diocesi di Kidapawan. per le Filippine l’anno seguente. Prima della missione in Arakan aveva lavorato in quella di Columbio, Sultan Kudarat, abitata da cristiani, musulmani e indigeni B’lang. P. Tentorio è il terzo missionario del Pime ad essere ucciso nell’isola di Mindanao dopo p.Tullio Favali e Salvatore Carzedda. dal blog del Pime

Conosco quei posti e conosco soprattutto quelle persone. I missionari, autentici eroi del nostro tempo che hanno scelto di vivere lontano dal mondo facile portando una parola d’amore a popolazioni che soffrono realmente la fame. Ricordo che per tornare a Payao, alla parrocchia di padre Bossi, bisognava attraversare tutta la giungla di un’isola ai confini del pianeta ma ne valeva la pena perchè l’abbraccio di quella gente ripagava di tutti i sacrifici. Nessuna distinzione: nè di colore nè di religione, tutti fratelli. Chi ha ucciso padre Fausto non ha fatto fuori soltanto un uomo buono e coraggioso, ma ha soprattutto infranto una speranza.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

16 thoughts on “Hanno ucciso un vero eroe

  1. Ricordo che il tuo amico,padre Giancarlo Bossi,è stato a lungo sequestrato

    Posted by franca | 17 October 2011, 17:20
  2. Sì e anche un altro, padre Luciano Benedetti. E prima di padre Fausto sono stati uccisi altri due missionari, sempre a Mindanao. E’ lunga, dura e difficile la strada verso la pace e la fratellanza.

    Posted by pinoscaccia | 17 October 2011, 17:22
  3. Ma non bisogna mollare.Non dobbiamo dargliela vinta .Per rispetto a chi ha dato la vita ,credendo in questi valori.

    Posted by franca | 17 October 2011, 17:26
  4. Sì ,oltre ad uccidere un uomo eccezionale ed un eroe, hanno spezzato ogni possibilità di speranza!

    Posted by luciogialloreti | 17 October 2011, 19:04
  5. Per fortuna ci sono molti altri eroi pronti a prenderne il posto.

    Posted by pinoscaccia | 17 October 2011, 19:05
  6. Che strano, la parola eroe evoca persone possenti, forti, che non conoscono paura. Poi, a guardar bene spesso gli eroi sono piccoli uomini, fisicamente parlando, con le loro debolezze e le loro paure la cui forza stà tutta nell’animo e nella volontà di far bene. E come la piccole gocce d’acqua vincono la roccia.

    Posted by Barba | 18 October 2011, 12:46
  7. Questa è la vera Chiesa , non quelli che stanno a Roma a far politica.

    Posted by MouseOnMars | 18 October 2011, 13:16
  8. “Questi” si possono “permettere” di fare ciò che tanto ammiriamo grazie a “quelli” che stanno a Roma

    Posted by franca | 18 October 2011, 14:00
  9. Io invece in questo condivido Francesco…ma se deve nascere un’altra polemica lasciamo perdere.
    (e con tutto il rispetto al Sacerdote, appunto, senza strumentalizzazioni che non le sopporto e mai le sopporterò).

    Posted by Sissi | 18 October 2011, 15:22
  10. “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”, disse Gesù, ed i lupi hanno scatenato la loro violenza contro l’agnello. Con Padre Fausto muore la speranza delle tribù che egli difendeva dai sorprusi, ma provo considerare la sua morte una sorta di germoglio per una nuova consapevolezza in coloro che lui ha amato e per i quali ha sacrificato la vita.

    Posted by Barbara Brunati | 18 October 2011, 21:19
  11. Non mi si venga a fare l predica della tolleranza verso altre culture; non serve; non c’è equilibrio, da noi, sul suolo italico, arrivano e quasi comandano loro, da loro, invece, come accenni a dichiarare una certa linea, ti fanno fuori, tolleranza, equilibrio..cazzate.. il mio è uno sfogo per la brava persona così barbaramente uccisa. Credo che il buon senso la faccia da padrone, non si può andare in una casa non tua e trovare a dire su tutto, abitudini, vita familiare ecc.. questo vale anche per uno Stato

    Posted by Giovanni Farzati | 19 October 2011, 16:55
  12. Sei fuori strada. La religione non c’entra. Ricordo che la parrocchia di Payao era formata per metà da cristiani e per metà da musulmani e padre Bossi li chiamava tutti “i miei parrocchiani” perchè tutti lo amavano. Padre Fausto non è stato ucciso da chi non amava la nostra religione, ma da criminali che difendevano i propri sporchi interessi. E poi che vuoi, la guerra santa? Rifacciamo le crociate?

    Posted by pinoscaccia | 19 October 2011, 17:21
  13. La religione non c’entra.., d’accordo su caso specifico, che tu conosci nel dettaglio; comunque resto dell’avviso che dire peste e corna a Roma contro chiesa ecc ecc, non ti succede niente; se sei in in un paese mussulmano e dici peste e corna ad alta voce, qualche problema potrebbe esserci, o no? Non ho niente contro i mussulmani, ci mancherebbe.

    Posted by Giovanni Farzati | 19 October 2011, 22:50
  14. Pensa se ce l’avevi ;)))

    Posted by pinoscaccia | 19 October 2011, 22:54
  15. Svolta nelle indagini sull’assassinio nelle Filippine di padre Fausto Tentorio, il missionario italiano che da 33 anni lavorava a fianco delle popolazioni indigene locali e in difesa delle loro terre. Le forze dell’ordine filippine hanno arrestato il presunto assassino del missionario del Pontificio istituto per le missioni estere (Pime). Il ministro della Giustizia, Leila de Lima, ha spiegato che Jimmy Ato e suo fratello Robert, ritenuto complice dell’aggressione, sono stati arrestati dopo un breve conflitto a fuoco nella loro casa di Arakan, nella provincia di Nord Cotabato, la stessa città in cui era parroco e dove fu ucciso il sacerdote italiano. Secondo il ministro, Ato è stato identificato da diversi testimoni come il killer che sparò a Tentorio, di fronte alla sua parrocchia di Arakan, mentre suo fratello guidava la moto con la quale i due fuggirono dopo l’agguato. “Al momento dell’arresto Robert Ato ha aperto il fuoco contro i nostri agenti, ma per fortuna nessuno è rimasto ferito”, ha detto De Lima. Nessun cenno sul movente e su possibilli mandanti dell’omicidio.Tentorio, 59 anni, risiedeva nell’isola filippina di Mindanao dal 1978, dove era missionario per il Pime e, come tanti religiosi in giro per il mondo, era molto impegnato in battaglie a favore dei diritti degli indigeni.

    Posted by pinoscaccia | 29 December 2011, 14:47

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