you're reading...
bellitalia

Gli invisibili

Prima storia. Vive, da un anno e mezzo, dentro una cabina per fototessere, a Teramo. Ci dorme. Per Giovanni Di Donato, sessantacinque anni, imbianchino in cerca di lavoro, quella ormai è la sua camera da letto. Si rannicchia lì tutte le sere, ma solo dopo le due di notte. “Non ci va prima perché si vergogna…” racconta chi ormai nella zona ha imparato a conoscerlo. E così quando il bar di fronte alla cabina – e dal nome beffardo “Grande Italia” – chiude, quando spariscono tavolini, clienti e camerieri, lui saluta tutti e fa finta di andare nella casa che non ha più.

Seconda storia. «Zelante esperta negli aforismi»: è la réclame fai-da-te di Zena Rotundi. Leccese, 32 anni, laurea in filosofia, gira l’Italia con una valigia di cartone raccolta nella spazzatura. Dentro, gli arnesi del mestiere: un bloc-notes di fogli verde chiaro, penna d’oca, tappeto «magico», abiti di scena. La vestizione in strada è parte dello spettacolo: via jeans e maglietta, per indossare un lungo abito nero con ampia scollatura. «Così mi trasformo in una creatura dai superpoteri», ironizza l’artista di strada dal multiforme ingegno: statua vivente, suonatrice di flauto traverso e arpa celtica, velista.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

7 thoughts on “Gli invisibili

  1. siamo proprio come il Brasile degli anni 90… chissà se riusciremo a sollevarci come hanno fatto loro, tra dieci anni?

    Posted by aquanive | 11 October 2011, 23:28
  2. Non è che nella sostanza cambi molto nel dire che siamo noi i “non vedenti” anzichè loro invisibili. Ma è almeno un minuscolo riconoscimento alla loro dignità. Dignità alla quale, non si può far altro che inchinarsi rispettosi. Almeno riconoscere in sé questo. E non è detto che accarezzi la coscienza di ognuno, anzi la graffia, se si pretende (da se stessi) di avere un cuore.
    C’ è chi sogna il Principe Azzurro, chi il Castello incantato, chi una vacanza ai Caraibi. Loro pure sognano. Sognano una vita normale.

    Posted by Walter | 12 October 2011, 00:34
  3. Tra 10 anni secondo me saremo Africa…
    Continuano a fuggire 80.000 cervelli l’anno, non 80… che sarebbero già tantissimi, ma ottantamila….
    da tempo non produciamo più niente, se ne sono andate tutte le aziende perfino quelle in attivo…
    gli ospedali continuano a chiudere, e non ci sono posti letto per i ricoveri.
    Andare già ora da un medico o un avvocato di 40 anni spaventa: non sanno niente, hanno studiato per modo di dire, intontiti dal benessere, senza vera cultura (interiore).

    Le due storie sono uno spaccato di questo svilente panorama. Condividono la strada, entrambi, ma l’uno in modo passivo non possedendo la creatività della seconda, capace di reinventarsi tutti i giorni, tutte le sere; eppure perfino lei stanca di girare con una valigia di cartone. Certo è ammirevole. Potrà sempre dire di aver scelto in base alle sue inclinazioni… ma quanto è caro il prezzo del non successo? Terzani diceva ai giovani di studiare scegliendo la facoltà universitaria che sentivano dentro… non quella che li avrebbe fatti guadagnare di più. Sì, ma poi? Cioè io questa cosa non l’ho mai capita: capisco quel pizzico di follia di certe scelte, e anche di fare il passo più lungo della gamba – “e neanche le ho tanto lunghe” ha detto una volta Laura Morante in una videointervista – ma poi che senso ha se ti ritrovi comunque a fare ciò che non vuoi? cioè se il risultato non cambia – io razionalizzo ormai, da tanto tempo, guardo solo al risultato.
    Boh. Auguroni a entrambi…. e a tutti noi in un paese completamente allo sbando.

    Questa, ci vuole questa:

    ;)))

    Posted by Sissi | 12 October 2011, 10:08
  4. e pure questi:

    Qualche anno fa ero in macchina nel traffico che ascoltavo Jannacci, un ragazzo giovane in auto anche lui a fianco a me mi ha guardato con uno sguardo…. che parlava: così intenso, così nostalgico… era quasi un’implorazione nostalgica, davvero, non esagero. Diceva tutto…la musica, e i silenzi..di quando ci si ‘sente’…capendosi al volo.

    Posted by Sissi | 12 October 2011, 11:40
  5. 12/10 – Manganellate agli indignados di fronte Banca d’Italia

    Un centinaio di giovani tenta di entrare nella sede dell’Istituto. Polizia e carabinieri reagiscono. Una studentessa di 23 anni trasportata in ospedale: colpita al volto, ha quattro denti rotti e il labbro spaccato. Poi il corteo è proseguito: assalto agli uffici del Tribunale. Buttati in strada faldoni di documenti…

    MORE: http://bit.ly/q6gk7o

    Posted by giorgiusgam | 12 October 2011, 13:52

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Anno 18

[dal 18 ottobre 2001]
Visite totali circa 7 milioni

Categories

Archives

L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

%d bloggers like this: