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La giustizia è uguale per tutti? Mah, dipende dal giudice

Ha trascorso quasi un anno in carcere perché accusato di tre rapine nonostante il vero rapinatore avesse confessato, e nonostante tre testimoni lo scagionassero. Ma tutto questo non è bastato ai pm di Roma che solo dopo una perizia su un tatuaggio (presente nel ladro vero), si sono arresi all’evidenza e hanno deciso la scarcerazione. Protagonista di questa storia dal sapore kafkiano un 23enne, Manolo Zioni. E’ stato accusato di aver rapinato in un mese lo stesso supermercato in zona Policlinico Gemelli.  Dopo due mesi dall’arresto, la polizia ferma un altro giovane, con la stessa maglietta di Zioni. L’uomo confessa di essere stato lui l’autore delle rapine. Zioni esce dal carcere? No.  La storia

Quattro giorni dopo aver ucciso a sprangate il vicino di casa può tornare al lavoro. Il Gip di Vicenza Massimo Gerace ha infatti convalidato il fermo di Tiziano Zordan e disposto gli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi nella fabbrica di stampi per proseguire la sua mansione di attrezzista. Una decisione che non può che suscitare scalpore. La storia

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già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

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8 thoughts on “La giustizia è uguale per tutti? Mah, dipende dal giudice

  1. Una storia e una decisione che “dovrebbero” suscitare scalpore… temo che stasera non ne parlerà neanche un tg e domani sarà tutto già dimenticato

    Posted by marco stefano vitiello | 28 September 2011, 15:04
  2. Qui è eclatante, ma capita più spesso di quanto si possa immaginare. Basta chiedere in giro a chi lavora nell’ambiente, ad esempio agli avvocati…

    Posted by Marco Alici | 28 September 2011, 18:30
  3. In questa società senz’anima siamo sempre più tutti dei numeri.

    Posted by pinoscaccia | 28 September 2011, 18:45
  4. Caro Gabbiano la nosta anima soffre in questo mondo ricco di cattiveria.
    “La giustizia è uguale per tutti?” Solo nella scritta, nella realtà spesso si smarrisce.

    Posted by ceglie | 29 September 2011, 02:44
  5. Ma non è mica una novità.
    LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI.
    Quello che sta scritto nei tribunali è un errore di ortografia piuttosto grave.

    Posted by quarchedundepegi | 30 September 2011, 13:20
  6. Spezzò un rametto di oleandro,
    rischia il rinvio a giudizio
    L’uomo, un etiope di 39 anni, colse fiori per la fidanzata: «Vicenda assurda, voglio tornare in Etiopia»

    PENA FINO A TRE ANNI

    Spezzò un rametto di oleandro,
    rischia il rinvio a giudizio

    L’uomo, un etiope di 39 anni, colse fiori per la fidanzata: «Vicenda assurda, voglio tornare in Etiopia»

    ROMA – «Tornerò in Etiopia, è assurdo che in Italia si possa essere processati penalmente per aver spezzato due rametti di una pianta» El Israel, cittadino etiope 39enne, non riesce a mandar giù l’idea che la Procura di Roma voglia processarlo per aver colto da un oleandro alcuni fiori da regalare alla sua fidanzata. La pena per il reato contestato, danneggiamento aggravato, è da sei mesi a tre anni di reclusione.

    PERMESSO DI SOGGIORNO – Nonostante un lavoro regolare e il permesso di soggiorno, l’uomo sta pensando seriamente di rientrare nel suo Paese. La vicenda che vede protagonista lo straniero risale alla mattina del 4 giugno scorso quando il 39enne si trova in via Lanza, vicino alla fermata della metropolitana Cavour, ed inizia a cogliere alcuni fiori da un oleandro. Nel fare ciò spezza involontariamente alcuni rami, due secondo la sua versione, della pianta. Intervengono quindi due agenti poco distanti che, dopo averlo identificato, le denunciano a piede libero. Nei confronti dell’etiope ora il pm Maria Letizia Golfieri chiuso le indagini nei suoi confronti, atto questo che di norma prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio. «Siamo di fronte ad una delle anomalie giudiziarie del nostro ordinamento – ha detto il legale dell’uomo, avvocato Gianluca Arrighi – nel quale il mancato riconoscimento legislativo del principio di necessaria lesività e l’obbligatorietà dell’azione penale possono condurre a simili situazioni processuali».

    da Corriere.it

    Posted by irisilvi | 2 October 2011, 12:06
  7. IL MONDO NUOVO (Brave New World) di Aldous Huxley

    “Il mondo nuovo è sicuramente l’opera più conosciuta e famosa di Huxley; in questo libro egli descrive la Terra di un ipotetico futuro dove il consumismo regna incontrastato. Questo futuro non è poi cosi diverso da quello che noi oggi viviamo e in questo dobbiamo riconoscere una grande fantasia ad Huxley, il quale ha concluso il romanzo nel 1932.
    La riproduzione umana è completamente affidata alla genetica e il mondo da lui descritto è popolato esclusivamente da uomini nati in provetta e scrupolosamente divisi in classi. E’ bandita ogni forma di tristezza o stanchezza e si assiste quindi ad un baratto tra la felicità materiale e la libertà di avere dei sentimenti. Il romanzo descrive la vita in questo mondo ma avviene un fatto eccezionale: il contatto tra un giovane vissuto tra gli incivili,ma figlio naturale di due civilizzati, e la società. Questo fatto desterà un enorme curiosità, ma porterà anche quelle cose da cui il nuovo mondo cerca di scappare: le emozioni. Nella nuova società infatti, è stata inventata una droga artificiale, la soma, che non ha effetti collaterali, che permette di scappare dai problemi e non essere mai stanchi.
    Sarà proprio questo “selvaggio” a mettere in crisi il sistema portando molto scompiglio in una popolazione ormai uniformata dal “grande ford”.
    Come detto prima il futuro ipotizzato da Huxley non è molto lontano dal nostro: manipolazione genetica, droghe che permettono per un po’ di tempo di evadere dai problemi quotidiani sono solo alcuni dei problemi affrontati da huxley che colpiscono la nostra società.
    Nel romanzo troviamo secondo me diversi aspetti che fanno riflettere: innanzi tutto l’uniformità della popolazione.
    Basta guardare noi oggi: tutti cercano di avvicinarsi a degli standard definiti. Questi standard riguardano tutti gli aspetti dall’estetica al lavoro. Sono ormai poche le persone che tendono a differenziarsi dalla massa. Siamo ormai attirati da una vita esclusivamente materiale e abbiamo perso ormai la voglia di lottare per cose che non comprendono la nostra piccola vita quotidiana.
    Un secondo aspetto che fa riflettere è secondo me la riproduzione completamente affidata alla genetica. Tutt’ora grandi scienziati sono impegnati in studi che permettano di riprodurre la vita in provetta ma ancora non ci sono leggi che permettano la regolamentazione di questi esperimenti. Fortunatamente siamo ancora lontani dalla totale riproduzione in provetta e speriamo di non arrivarci mai”.

    Ambientato nell’anno di Ford 632, corrispondente all’anno 2540 della nostra era, il romanzo descrive una società il cui motto è “Comunità, Identità, Stabilità”. A seguito di una devastante guerra di nove anni (iniziata negli anni quaranta), l’intero pianeta viene riunito in un unico Stato, governato da dieci “Coordinatori Mondiali”. La popolazione ignora il motivo della propria situazione attuale: sa solo che il passato era caratterizzato dalla barbarie. Solo i coordinatori sanno come la presente società sia nata e come fosse in precedenza.
    La nuova società è basata sui principi della produzione in serie, applicati inizialmente nelle industrie automobilistiche di Ford alla produzione del “Modello T”. Per questo Ford è il Dio di questa nuova società ed il segno della “T” ha rimpiazzato il segno della croce cristiana. Dal disprezzo di Henry Ford per la storia discende anche il rifiuto di studiarla e comprenderla. Il 1908, primo anno di produzione del Modello T, è l'”anno uno” di questa nuova era.
    La produzione in serie viene applicata anche alla riproduzione umana, resa completamente extrauterina. Gli embrioni umani vengono prodotti e fatti sviluppare in apposite fabbriche secondo quote prestabilite e pianificate dai coordinatori mondiali – l’inizio del romanzo si svolge proprio in una di esse – e non esistono più vincoli familiari di alcun tipo (“ognuno appartiene a tutti”).
    Gli esseri umani in questa società sono divisi in caste, ottenute tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni, avvelenati per via chimica o per privazione dell’ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Gli esseri umani delle tre caste inferiori sono prodotti per clonazione.
    La casta alfa consiste degli individui destinati al comando, i beta coprono incarichi amministrativi che richiedono un’istruzione superiore, ma senza le responsabilità del comando. Le tre caste inferiori sono le gamma, delta e epsilon in grado decrescente di intelligenza. Gli epsilon sono creati e addestrati per occuparsi dei lavori più umili senza lamentarsene. In genere, tutti gli individui sono sottoposti a condizionamento mentale per conformarsi al ruolo che ricopriranno nella società. All’interno di ogni casta vi sono poi sottogruppi indicati da plus e minus, che indicano la conformità al condizionamento pre- e post-natale ricevuto, e modulano il successo sociale di ogni individuo. Ogni individuo indossa un’uniforme, del colore distintivo della propria casta: per gli alfa è il grigio, per i beta è viola, per i gamma è verde, per i delta kaki e per gli epsilon nero.
    Il condizionamento psico-fisico inizia sin dal concepimento, ad esempio agli individui destinati a riparare i jet in volo è fornito più preparato nutritivo mentre sono posti a testa in giù per associare tale posizione al benessere; il processo viene poi proseguito durante l’infanzia attraverso la ripetizione ipnopedica continua di slogan. Il condizionamento viene considerato una pratica normale in questa società, tanto che gli individui usano il termine “condizionato” al posto di “educato”. Ognuno viene indottrinato ad amare la propria collocazione sociale, il colore della propria uniforme, la vita cui sarà destinato per la casta cui appartiene. Come “rimedio” per ogni eventuale infelicità, agli individui viene fornito un medicinale chiamato soma, in realtà una droga euforizzante e antidepressiva[2], garantendo così un ulteriore controllo della popolazione.
    Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. L’ironia tuttavia è che questa condizione ideale è ottenuta sacrificando le cose che generalmente consideriamo importanti per l’essere umano: la famiglia, l’amore, la diversità culturale, l’arte, la religione, la letteratura, la filosofia e la scienza. In questo senso la società del Mondo Nuovo è una “distopia”, cioè un’utopia ironica o negativa.
    Contrariamente a quanto un lettore contemporaneo può attendersi, tra le tecnologie usate per il controllo della società non rientra l’ingegneria genetica. Questo perché Huxley scrisse il testo vent’anni prima che James Watson e Francis Crick scoprissero la struttura del DNA.
    Nel titolo originale “Brave new world” la parola “brave” deve essere in realtà tradotta in italiano come “eccellente” dal momento che lo stesso autore si rifà alla tradizione letteraria di Shakespeare nella quale la parola assume questo significato.
    I cittadini del Mondo Nuovo non hanno alcuna nozione della storia passata, salvo sapere, per il condizionamento avuto, che nel passato sono successe cose orribili e che quello di oggi è il migliore dei mondi possibili. Sanno che gli esseri umani in passato erano vivipari e che esistevano nascite e genitori, ma questi concetti sono un tabù, le parole “madre” e “padre” sono usate come insulti. Sono inoltre proibiti l’amore per i libri – in quanto “mezzi sovversivi” con il quale potrebbe avvenire un decondizionamento – e la passione per i fiori – proibiti in quanto gratuiti e perciò intollerabili in una società consumistica.
    Forse la cosa più sorprendente della società descritta nel romanzo è il comportamento dei suoi cittadini. Le caste inferiori, prodotte per clonazione, mostrano una forte mentalità gregaria, ma anche gli individui delle caste superiori, dove da un embrione si ottiene un solo individuo adulto, sono condizionati ad accettare il sistema di caste e le consuetudini sociali che discendono da esse. Nel corso del romanzo, spesso i personaggi citano gli slogan imparati durante il condizionamento che hanno ricevuto. È considerato normale essere molto mondani, avere una vita sessuale totalmente promiscua fin da piccoli, allontanare i pensieri negativi con il soma (che ha come unico effetto negativo quello di accorciare la vita di qualche anno, ma per la felicità il prezzo non è poi così elevato), praticare sport ed essere, in genere, buoni consumatori. È invece inaccettabile passare del tempo in solitudine, essere monogami, rifiutarsi di prendere il soma ed esprimere opinioni critiche nei confronti degli altri e della società.

    Posted by Sissi | 2 October 2011, 14:53
  8. Io credo che bisognerebbe denunciare e processare certi Giudici e certi PM.
    Vengono pagati per commettere certi mentecattismi?

    Posted by quarchedundepegi | 2 October 2011, 14:53

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