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acid camera, la casta

Siamo tutti un pò editori

Tutti si sentono un pò “padroni” della Rai, fino ad arrivare – com’è successo – ad autentici insulti come “sono io che ti pago lo stipendio” riferito ovviamente a giornalisti della Tv pubblica. Dove poi, a ben guardare, la Rai prende soltanto il sette per cento di quel famoso canone che in realtà è una tassa erariale e va dunque allo Stato per il possesso dell’apparecchio, insomma per vedere tutti. Adesso scopro su “Il Fatto” di essere in qualche parte l’editore di numerosi quotidiani italiani e la cosa, oltre che sorprendermi, sinceramente m’infastidisce. Molti giornali infatti si mantengono, o addirittura vivono, con i soldi pubblici (cioè di tutti, anche miei, anche vostri) per un totale di 150 milioni di euro l’anno, mica bazzecole. Sono giornali che personalmente non leggo, sono giornali di opinione e non capisco perchè dobbiamo pagarli noi. Facciamo qualche cifra. Sei milioni di euro all’Unità, da cui sicuramente sarà uscita anche la liquidazione della direttora che ha subito trovato un altro posto a differenza di tanti giovani precari. Quattro milioni alla Padania e non capisco perchè io debba sovvenzionare idee così malsane, intervenissero gli amici del trota, che già costa a questa nostra povera Italia 14 mila euro mensili. Tre milioni e mezzo al Foglio di Giuliano Ferrara, e anche qui non capisco perchè non si paghi da solo la promozione della sue personalissime opinioni (peraltro già pagate da un pò anche dalla Rai). Poi, come tutti voi, sono editore di giornali addirittura sconosciuti come Cronache di Liberal (tre milioni di euro), Europa (tre milioni e mezzo) e, non ci crederete, anche di un periodico sloveno, manco italiano, come Primorki Dvenik (altri tre milioni e mezzo). Pochi spiccioli, ma pur sempre pubblici, a giornali di settore come Chitarra e Carta. Questi sono fatti, non opinioni. E poi non sanno dove prendere i soldi.

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già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

52 thoughts on “Siamo tutti un pò editori

  1. …….sono andati a finanziare editori di giornali, il più delle volte, poco conosciuti o niente affatto conosciuti…
    Che schifo Pino,passami il termine,Un pozzo senza fondo, e diceva Totò: e io pago!!!! ma che si può fare oltre che subire?Molti di questi giornali,predicano bene e razzolano male,,

    Posted by zenaide cerrone | 19 August 2011, 21:39
  2. E’ il principio che non accetto. Come vedi, sono di tutti i colori. Cioè è un sistema: su certe questioni trovano sempre un accordo.Non sono c’è il finanziamento pubblico ai partiti, non solo la Casta ci costa un occhio della testa, ma dobbiamo anche pagare giornali d’opinione.
    E (anche) per questo aumentano le tasse.
    Perchè devono chiudere qualche piccolo comune, che comunque è al servizio della comunità, per pagare – ad esempio – la Padania?

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 21:43
  3. E’ da anni ormai che Beppe Grillo , Travaglio ecc.. vanno dicendo queste cose. Torniamo sempre al solito discorso , in Italia tutti volgiono fare impresa con i soldi pubblici. Ma nel caso dell’editoria questo è ancora più odioso , visto che spesso gli editori sono anche politci e/o imprenditori di altri gruppi finanziari e dispongo certamente di enormi capitali. Uno su tutti è lui , il nano supremo. Pensate che quella schifezza de “Il Giornale” prende milioni di euro di finanziamenti pubblici.

    Posted by MouseOnMars | 19 August 2011, 21:44
  4. Io credo che “Il fatto quotidiano” che pubblica queste cifre sia un giornale serio e documentato. Del “Giornale” non c’è traccia. C’è invece per esempio l’Unità (6 milioni di euro soltanto nel 2010). Non puoi sempre ragionare a senso unico. Il problema è generale.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 21:47
    • Condivido Pino,è proprio il sistema sbagliato.Sappiamo che molti editori “pilotano” i giornali,ma dignitosamente lo facciamo con il loro capitali!

      Posted by zenaide cerrone | 19 August 2011, 21:55
    • Si vero , dimenticavo. Dal 2009 “Il Gironale” ha smesso di prendere i finanziamenti , ma fino ad allora ne ha usufrutio. Comunque la cosa è bipartisan.

      Posted by MouseOnMars | 19 August 2011, 21:55
  5. I finianziamenti all’editoria erano stati previsti anni fa per garantire il pluralismo dell’informazione. Questo per evitare che i parititi politici con più denari potessero avere il monopolio sulla Stampa. Ma poi , come ogni cosa nata per fare del bene , in italia si trasforma in un prvililegio o in un furto. Un pò come l’immunitàa parlamentare , che da garanzia per i plotici perseguitati politicamente si è trasformata in impunità per ogni tipo di reato che non ha niente a che fare con le attività parlamentari.

    Posted by MouseOnMars | 19 August 2011, 21:53
  6. Ecco, questo è un ragionamento serio. L’altro somigliava a una fissazione.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 21:59
  7. Comunque sul finanziamenti all’editoria io la penso in modo differente da “Il Fatto Quotidiano”. Loro ci marciano molto su questa cosa , ma io invece credo che una forma di finanziamento ai giornali economicamente più “dedoli” sono sicuramente uno strumento di democrazia. Se gli editori fossero solo quelli che se lo possono permettere credo che in Italia ci sarebbero solo 2 o 3 giornali. Grillo e Travaglio premono su questa cosa perchè vogliono attirare elettori e utenti verso i loro giornali e blog. Ma cosa pensano di essere i monopolisti del dissenso ? Ca nesciun è fess …..

    LulZSec Docet

    Posted by MouseOnMars | 19 August 2011, 22:07
  8. Dovrebbero prenderli tutti allora. Un giornale sloveno pubblicato a Trieste è strumento di democrazia? I partiti già prendono i finanziamenti pubbllici, invece che dividersi i soldi fra di loro potrebbero spenderli per i propri organi d’informazione. E’ chiaro che ognuno vorrebbe essere pagato dallo Stato, ma “Il Fatto” si mantiene da solo, significa che è fatto bene perchè vende. Mi devi spiegare perchè io, te, tutti dobbiamo pagare la Padania per amplificare le stronzate dei buzzurri o anche l’Unità che è l’organo del Pd: lo pagasse il partito.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 22:16
    • Io parlo solo dei giornali politici e di opinione. Ovvio che finanziare giornali come “Il taglio e cucito” o “Il gatto e la topa” ( sono ovviamente inventati, ma ho letto la lista dei finanziamenti a giornali che sono più ridicoli di quelli che ho “fantasticamente inventato” io ) sono dei puri abusi e furti. Comunque “Il Fatto Quotidiano” si mantiene autonomamente , e questa dovrebbe essere la norma. Ma io credo che alcuni giornali vanno difesi. Inoltre penso anche che il finanziamento ai partiti politici sia corretto. Altrimenti finiamo come negli USA , che il Presidente lo scelgono le lobbies. Certo bisgonere rivedere la legge su questi finanziamenti riducendo le somme e distribuirle in modo più equo.
      Io diffido quando si parla troppo di privato e si condanna il pubblico. Io so solo che i privati pensano esclusivamente ai loro interessi. E 20 anni di liberismo sfrenato ci stanno dimostrando cosa vuol dire privati e privatizzazzioni , capitali e capitalisti.

      Posted by MouseOnMars | 19 August 2011, 22:30
  9. la cosa sconcertante è che paghiamo TUTTO! quante volte? sotto quale forma? Ed in più siamo bombardati continuamente da richieste del tipo telethon, finanziamenti per la ricerca della malattia X, per qualla Y, ecc.ecc.

    Posted by Ninni | 19 August 2011, 22:19
  10. Condivido con MouseOnMars sia primo che secondo commento. Il FQ, ha un amministratore delegato che viene dall’Unità ;-))), Giorgio Poidomani, fa in conti in tasca agli altri giornali che beneficiano di finanziamenti pubblici ma non scrivono che usufruiscono di oltre 300mila euro l’anno di sgravi fiscali. Ovvero finanziamento indiretto all’editoria.

    Posted by anna | 19 August 2011, 22:24
  11. Scusate, ma quale democrazia! Chi è che sceglie chi finanziare?
    Un conto sono gli sgravi fiscali, che spetterebbero a tutti i giornali, perchè l’informazione è democrazia. Ma un conto sono 300 mila euro l’anno, con cui certo non fai un giornale, lo devi anche vendere per sopravvivere, un conto sono 6 milioni di euro che significa che lo paghiamo tutti noi praticamente per intero. Un sistema per vedere se un giornale funziona, cioè se è apprezzato dal pubblico, esiste: le vendite.
    Perchè dobbiamo pagare noi la Padania che è riservata a uno ristretissimo angoletto d’Italia? Perchè Giuliano Ferrara? Perchè, ripeto, il giornale sloveno in territorio italiano? Ma vi rendete conto che è stampato a Trieste solo per avere la sovvenzione (tre milioni e mezzo di euro)? neanche questo è scandaloso?
    Se poi vogliamo forzare tutto, ristiamo alla stantia politica degli schieramenti. Io sto facendo un discorso di tipo generale. Non sono assolutamente contro il pubblico. Ma il pubblico dovrebbe riguardare tutti.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 22:42
    • la legge era iniziata come ha detto MouseonMars, come pluralismo dell’informazione. E’ giusta e legittima la tua domanda. Ma l’occhio dell’editore è diverso. Guarda al rapporto benefici e costi. E i giornali italiani, rispetto ai quotidiani europei, se non ci fosse il finanziamento pubblico e anche lo sgravio fiscale, andrebbero a picco. Semaforo rosso fisso. Perchè? Risposta = le vendite dei quotidiani non riescono ad assorbire i costi e senza il finanziamento pubblico, chiuderebbero tutte le testate, compresi i gruppi più importanti: Rcs ed Espresso. Siamo al 30 per cento della pubblicità, rispetto al 45- 49% della media europea dei quotidiani. Perchè la nostra tv, ne fagocita il 70 per cento. E se si mette mano alla legge, gli editori sposterebbero il loro flusso elettorale verso altri lidi. Con la conseguenza che i partiti politici di qualunque colore, perderebbero il rimborso elettorale dei voti. Altro che Piazza Affari!

      Posted by anna | 19 August 2011, 23:22
      • Ragionamento tecnicamente ineccepibile ma totalmente al di là del tema. I giornali vendono poco da sempre. Tanto è vero che i grandi quotidiani hanno spostato la pubblicità sul web.
        Ho già detto che sono d’accordo sugli sgravi fiscali. L’informazione è la molla della democrazia e va aiutata. Ma qui stiamo parlando di finanziamento pubblico. E lo prendono in pochissimi, gli altri comunque vanno avanti senza regali dei cittadini. Mi pare che ancora escono, dunque?

        Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 23:32
        • Non credo che la pubblicità sul web renda. Forse alle concessionarie. Altrimenti non si spiegano i tagli del personale e la chiusura delle redazioni periferiche. Vedi Messaggero. Se leggi questo link http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2009/stampa.html dati aggiornati al 6 giugno 2011, sono sicura che offre spunto x inchiesta. Perfino L’Appennino Camerte, Diocesi di Camerino prende 40 mila euro di contributo statale ;-) Non penso di essere poi così andata al di là del tema.

          Posted by anna | 19 August 2011, 23:54
          • Non essendoci più editori puri, naturalmente guardano agli interessi come impresa. Non casualmente è Caltagirone il tagliatore di teste più scatenato. E di mestiere infatti che fa?
            Sei andata oltre il tema, perchè qui non è in ballo la crisi dell’editoria ma un tema specifico. Quel che contesto è il finanziamento pubblico. La lista naturalmente si riferisce alle cifre più alte. In ogni caso, siamo alle solite: chi decide chi? Perchè un giornale sì e l’altro no?
            Si fa tanta cagnara su quella parte di canone che arriva alla Rai pretendendo (GIUSTAMENTE) un’informazione equa per la parte di servizio pubblico e io continuo a non capire perchè dovrei pagare giornali dichiaratamente di parte. E menomale che gli esempi più clamorosi riguardano due parti politicamente opposte.
            E’ inutile che cerchi di convincermi con la crisi dei giornali. La crisi non devono pagarla i cittadini, cioè anche questa. Altrimenti, paradossalmente, voglio che TUTTI i giornali siano finanziati dallo Stato. Tutti, dal primo all’ultimo.

            Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 00:09
  12. E Libero, e Repubblica, e il Giornale, e chissà quanti altri, opinioni commissionate da x e pagate da noi. In passato si è fatto anche un referendum, mi pare, anni in cui non avevo neppure l’età per votare…

    La cosa più triste è che la dicitura, di per sé, dovrebbe rendere il fenomeno inesistente. Giornali di Partito…

    Perché uno di est deve campare un giornale di ovest? Se lo vuole fare dovrebbero esistere le sottoscrizioni volontarie…
    Quel che è certo è che se il finanziamento sparisce possiamo dire addio a buona parte di questi giornali.

    Posted by qwertyminus | 19 August 2011, 22:59
  13. Non esistono più editori puri, si sa da tempo. Anche se naturalmente ci sono interessi dietro, almeno l’imprenditore o il politico li tira fuori (i soldi) di tasca propria. Se poi…anche quelli li ritieni “pagati da noi” allora non la finiamo più. Perchè allora le cosidette tv private che abbondano di pubblicità (non hanno tetto) alla fine chi le paga, non le paghiamo noi attraverso i prodotti pubblicizzati che compriamo?
    Non è vero che sparirebbero tutti i giornali d’opinione. Comunque devono avere la capacità di conquistare un pubblico. Se un giornale non vende significa che è fatto male e in ogni caso non interessa.
    Al limite, come dici, ci sono le sottoscrizioni.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 23:06
    • Nello specifico non so. In larga parte, però, dubito della capacità di autofinanziarsi di “questi” (intesi come genere) quotidiani.
      La pubblicità rientra nell’autofinanziamento in quanto per vendere lo spazio occorre avere un pubblico garantito. E poi non sono soldi dei contribuenti, provengono da privati che in quanto tali devono svolgere attività di marketing e comunicazione. Lo stesso “Fatto” contiene molta pubblicità ma è una cosa leggittima.
      Da questo punto di vista neppure le televisioni private non sono il male, fanno il proprio lavoro. Se fossero in regola con tutto, però, sarebbe meglio.

      Posted by qwertyminus | 20 August 2011, 15:21
  14. Le testate che citi (Repubblica, Libero e Il Giornale) vendono eccome. Hanno un loro numerosissimo pubblico.

    Posted by pinoscaccia | 19 August 2011, 23:07
  15. Se si volesse affidare tutto al mercato , e io potrei essere pure d’accordo , allora prima bisognerebbe fare una bella legge sul conflitto di interessi ed avere un’atorità antirust realmente indipendente. Chi possiede o dirige giornali o televisioni o partecipa a quote azionarie di in aziende private non può entrare in politica. A questo punto si porebbe pensare all’abolizione del finanziamneto pubblico all’editoria. Ma nella situazione in cui ci troviamo oggi in Italia sarebbe impensabile.

    Posted by MouseOnMars | 20 August 2011, 00:27
  16. Non fai che confermare quello che sostengo io. Che tutti noi cittadini siamo vittime del Grande Inciucio. Quando ci sono interessi convergenti, nei palazzi si trovano immediatamente d’accordo.
    Infatti, per il famigerato conflitto d’interessi t’invito ancora una volta a chiedere i particolari a Dalemix.

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 00:35
    • @ pino
      Io sono il primo che manderebbe in esilisio D’Alema e non solo. Aggiungerei Veltroni , Finocchiaro Letta ed altri incicucioni.
      Ma se passiamo a destra le cose sono ancora peggio. Lui il supremo nano è sicuramente il conflitto di interessi fatto a persona. E questo ormai penso che lo hanno capito in tanti. Lo schifo è bipartisan. Io mi chiedo solo come se ne può uscire. Forse con “l’autunno occidentale” ?

      Posted by MouseOnMars | 20 August 2011, 00:46
  17. Se è arrivato dove è arrivato, la colpa – appunto – è di tutti.
    Come se ne può uscire? Certamente non per strada, anche perchè continui a credere che qualsiasi rivolta di popolo non sia manovrata. Soltanto cambiando dentro di noi, intanto cominciando a capire che lo schifo, come dici, è bipartisan.
    Questo post dimostra che per quanto mi riguarda la misura è colma. Ma vedo che comunque cercate di capire, aggiustare, interpretare, nobilitare… quello che in realtà è un sopruso, uno dei tanti dove la Casta decide chi sono i buoni e i cattivi.
    Sono stufo di essere un suddito, mi piacerebbe tornare cittadino.

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 00:55
  18. E magari comincerei pure a distinguere. Fai un gruppo di nomi. Mica vanno messi tutti insieme. Per esempio, Veltroni è stato già messo in pensione da D’Alema. La Finocchiaro invece no. Le differenze esistono.

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 00:57
  19. Nel Mondo ci vorrebbero tante “Camila” http://bit.ly/okqm5K per rimettere in riga la stragrande maggioranza degli Stati mondiali, alienati da questa globalizzazione spremi-poveri. http://bit.ly/qPq71w

    Posted by giorgiusgam | 20 August 2011, 09:30
  20. Non sapevo quale marea di soldi piovesse a finanziare giornali o anche ignobili fogli per numero esiguo di lettori, mentre provavo già schifo per il finanziamento pubblico (cioè con le tasse dei soliti noti!) dei partiti , alcuni dei quali con pochissimi , peraltro, iscritti (al limite ne basterebbe uno di iscritto…!!). E naturalmente lì non si taglia neanche per idea!! Lucio

    Posted by luciogialloreti | 20 August 2011, 10:35
  21. Siamo tutti un po’ editori e tutti un po’ responsabili…. Ognuno con la propria personale intenzione alla creduloneria, pure alla critica senza possibilità di risposta. Vorrei ricordare che siamo il popolo bue, quello a cui si chiede di fare una class action ( si dice così ?) per difendere dal fango(!) un partito,che dovrebbe essere di tutti,al quale chiedevi solo l’onesta, visto che altro non si può chiedere….
    Siamo tutti un po’ editori? Chi più e chi meno direi. Chi sapeva e ha taciuto e’ più editore di chi ha creduto? Oppure e’ il classico caso del cane che si morde la coda… Tutti abbiamo preferito non vedere in nome di una delle cause più nobili: la liberta’ d’informazione !!! Solo a scriverne mi di riempie la bocca e la mente e mi si svuotano le tasche! Preferisco non entrare nell’argomento”sgravi fiscali” , e’ semplicemente un’ingiustizia per chi, per pagarle le tasse e quindi pure i loro sgravi, deve chiedere un mutuo , con il rischio nom venga concesso. Oppure per chi come Giorgius, tanto per non fare nomi, se non viene pagato rischia di chiudere. Ma tanto non tiene famiglia, conta poco. Nulla.

    Posted by Irisilvi | 20 August 2011, 11:16
  22. Penso che il cambiamento culturale-economico mondiale dei prossimi anni nascerà in gran parte da questi ragazzi. Tutto sta a vedere cosa combineranno certe cariatidi mondiali per non perdere il loro posto d’oro…

    Posted by giorgiusgam | 20 August 2011, 11:46
    • Speriamo…. Ma per non sembrare troppo vecchia , che ad una certa eta’ il futuro non e’ quello dei ventenni, voglio credere che i ragazzi inglesi non fossero mossi da bisogni effimeri, che fosse solo controinformazione del governo Cameron e che pure negli states le violenze siano segno di rottura, con il passato , con la nomenclatura che prima ti mangia la testa e poi te la vende.Insomma voglio continuare, anzi ne sono certa: le prossime generazioni saranno migliori di quelle passate, della mia.

      Posted by Irisilvi | 20 August 2011, 12:54
  23. Ciao a tutta la torre, mo indove me trovo er probbrema nun c’è. Li folletti nun leggono li giornali, so’ troppo impegnati pe’ vive bene, eppoi qui ner macchione nun ce servono l’editori, me sa ch’è mejo.
    Rega indove se sente la puzza de li bajochelli diventono tuttiquanti editori.
    Gabbia’ me dichi se faccio ‘na dimanna me arriva quarche scudo?

    Posted by ceglie | 20 August 2011, 14:09
  24. Sei hai qualche amico importante forse sì…. altrimenti nisba ;)))

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 14:13
  25. Franca vuoi lo scudo fiscale bis?Tieni bajochelli in Svizzera? ;) Salutami i folletti del trullo bacioni!

    Posted by Irisilvi | 20 August 2011, 14:15
  26. La crisi si fa sentire: A Roma in coda al Monte dei Pegni

    …Durante l’estate si arriva anche a code con trecento persone. Circa la metà chiedono nuovi prestiti altri rinnovano il pegno. «Sono le donne anziane la maggior parte – spiega un’impiegata – spesso piangono e si sfogano con noi quando si vedono costrette a lasciare l’anello nuziale o un medaglione appartenuto alla mamma. Ci raccontano la loro disperazione: a volte è straziante»…

    MORE: http://bit.ly/o20MY4

    Posted by giorgiusgam | 20 August 2011, 14:54
  27. Non è cosa nuova: Travaglio ha usato spesso questo argomento, ad Annozero.
    Il vero cancro dell’Italia è che non siamo più capaci di indignarci, ci pare tutto ovvio, normale, un po’ come l’immondizia di Napoli. Questa incapacità di distinguere il buono dal cattivo e il bene dal male ci spazzerà va, non la crisi economica.

    Posted by Marco Alici | 20 August 2011, 14:55
  28. Condivido i commenti di Francesco, come al solito ;-) ci aggiungo pure Anna, comunque per me la stampa deve essere libera punto. Lo Stato deve sovvenzionare in maniera imparziale tutti i giornali nazionali. Certo i giornaletti di parte sì autofinanzassero logicamente…

    Posted by Sissi | 20 August 2011, 15:47
  29. @Gabbiano pemmé nisba!! E’ finita la trippa pe’ li gatti, mica so’ tipo da riccommannà e nemmanco c’ho la giovinezza da venne;)

    @ Sirva’ li bajocchelli ce so’ queli de la penzione eppoi le banche è mejo cancellalle. Pe’ mo me so’ rimaste quarche pietra antica e quarche mattone, quanno nun ce la faccio più me li svenno. Intanto mo ce sto, eppoi se vedrà, Anzi pe’ l’amichi de la Torre, se ve trovate da ste parti ve posso ospita’ aggratis! A ‘na condizziòne che ve lavate li piatti indove magnate, eppoi dovete portà rispètto a la natura accosto infine fa’ quarche lavoretto co’ li folletti amichi mì’ ;)

    Posted by ceglie | 20 August 2011, 17:04
  30. A settembre la FIOM e i movimenti stanno preparando una mobilitazione ad oltranza. Occupazione delle piazze e iniziative di protesta per far capire che le pensioni e l’art18 non si toccano. La crisi la devono pagare loro questa volta.
    Se i cittadini parteciperanno in massa sarà dura per il governo restare in carica. So che si rischia , ci scateneranno contro la polizia , ma devono stare attenti. Basta una scintilla e si scatena l’inferno. E’ inutile aspettarsi soluzioni da questi politici. Basta guardare quanta confusione stanno creando con questa manovra. Non sanno come salvare i ricchi senza far incazzare i poveri , quelli che pagheranno tutto. Comunque il tempo delle chiacchere e finito….

    Posted by Web Master | 20 August 2011, 18:45
    • E si , Mah. Finchè non vedo non ci credo. Ma bisogna almeno provare.
      Comunque basterebbe fare uno sciopero ad oltranza. Solo che gli italiani son troppo rincitrulliti e i sindacati fanno pena.
      La Camusso è una sporca venduta. Una borghese a capo della CGIL , ma perfavore. Solo la FIOM si salva. Metalmeccanici puri e duri… Mio padre mi diceva che negli anni 70-80 ai capi gli lanciavano i bulloni di ferro quando rompevano le palle , e botte da orbi per i crumiri ;)

      Posted by MouseOnMars | 20 August 2011, 19:08
      • Altri anni gli anni 80! L’anno dei 35 giorni di sciopero ad oltranza in Fiat sfociati con la marcia dei quarantamila e la disfatta del sindacato e del pci! Gli anni dei duri e puri con a capo il puro per eccellenza: Fausto Bertinotti allora segretario regionale della CGIL . Dopo aver distrutto il sindacato piemontese invece di andarsene a casa, fece carriera ed approdo’ alla CGIL nazionale. Il seguito lo sappiamo vero? Ora , dopo essere stato trombato ha lasciato il partito della rifondazione comunista e si trova molto vicino a SEL. Altro che borghese e venduto come la Camusso!

        Posted by Irisilvi | 20 August 2011, 23:14
  31. @ per Francesco.
    I tuoi commenti sono sempre un pò “datati”. Guarda che quei tempi li ricordo bene: mio nonno (tramviere) era un duro e puro e anche lui – un omone – ha picchiato diversi crumiri.
    Solo che quei tempi sono antichi, i tempi della “classe operaia che va in paradiso”.
    Nel frattempo i vertici dei sindacati hanno fatto carriera, molta carriera a tal punto che c’è stato un momento in cui la seconda e terza carica dello Stato erano sindacalisti (Bertinotti e Marini).
    E tu credi ancora nella piazza.
    Smettila anche di paventare l’incubo polizia. Da sempre la polizia interviene quando si infrangono le leggi. A quei tempi c’erano i servizi d’ordine per evitare infiltrazioni, per evitare di dare occasione di scontro. Adesso la danza è guidata dai black bloc: cosa vuoi aspettarti?

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 19:21
  32. Per associazione d’idee, interessante questo video inglese. Ecco chi sono i nuovi guerrieri.

    Posted by pinoscaccia | 20 August 2011, 19:44
  33. @ Roberto: o forse ce ne vogliono due per farne uno? ;-) (di uomini…logicamente ahah). No, l’uno sostiene il finanziamento pubblico o ne va della democrazia – già in crisi con l’informazione suprema nelle mani del governo ah!è tornata persino radio londra! – l’altro sostiene l’autofinanziamento perché “chi decide chi” e o tutti o nessuno. Io dico che la stampa deve essere Li-be-ra . Punto. E che ognuno ha il dovere, oltre che il diritto, di sostenere la libera informazione, perlomeno dei giornali nazionali – la padania se ne è autoesclusa e gliene siamo tutti grati, col fervido augurio di concretizzare l’accorata autonomia nei fatti, cioè nei dindi. La propaganda sta al mercato, l’informazione (quella vera) non ha prezzo – sicuramente costi elevati…che proprio per questo devono essere garantiti, non mercanteggiati. Questo penso. Di Francesco apprezzo i post 19 ago h 21.53, 22.07, 22.30. Anna è più “tecnica”, io sto col telefono ora per potermi dilungare ulteriormente, ma credo che la sostanza si capisca. P.S. Leggevo delle piazze e anch’io non credo granché alla spontaneità di certe iniziative (vedi ultimam berlino), ciò non toglie che siamo nel baratro, tutti. Non chiedetemi come se ne esce, non posso ovviamente saperlo. Penso che ci sia un punto di non ritorno e noi (parlo dell’europa come di tutto l’occidente) lo abbiamo superato da un bel pezzo.

    Posted by Sissi | 20 August 2011, 22:14

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L’ultimo libro

Hitler e Mussolini tra passioni e potere: i tranelli della storia rivisti da un reporter di guerra e da una professoressa di lettere.

Le verità e le bugie intorno ai due dittatori che hanno segnato le sorti del secolo breve. Da una parte il führer, con sangue ebraico e forse origini berbere. Dall’altra il campione della famiglia italiana, il duce, che si innamorò di Claretta Petacci, forse una probabile spia degli inglesi. Poi la fine, ancora avvolta da misteri. Hitler e Mussolini, uniti dall’odio, dall’illusione di una conquista universale, da una fine tragica e da due amori maledetti. Sicuramente feroci, ma con infinite debolezze, spietati, ma fragilissimi.

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