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giustizia

Due storie intorno alla giustizia

Trenta giorni di sospensione dal suo lavoro e trenta giorni di lavoro socialmente utile. Si conclude così la vicenda dell’autista Atral (gruppo Cotral) filmato da un viaggiatore mentre guidava l’autobus con due telefoni cellulari fra le mani e manovrando il volante con i gomiti. Il filmato creò grande scalpore: qualcuno era arrivato perfino a chiedere il licenziamento del lavoratore. Ora, dopo l’inchiesta condotta da una commissione congiunta Regione-aziende, la vicenda è arrivata a una conclusione. Su proposta dell’amministratore delegato l’azienda ha comminato all’autista il massimo della sanzione prevista dal contratto di lavoro, e cioè: trenta giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. L’autista si è reso disponibile a trascorrere il mese di sospensione prestando servizio gratuitamente per aiutare i disabili presso la Onlus Assohandicap, attiva nel territorio di Roma e dei Castelli, che fornisce assistenza  a centinaia di persone.

Svegliarsi un giorno, nella propria casa di professionista e marito e padre spagnolo, e trovare la polizia che viene a prenderti per farti scontare in Italia 15 anni di carcere per traffico di droga, in forza della sentenza definitiva di un processo al quale nemmeno avevi mai saputo d’essere stato sottoposto in tre gradi di giudizio. Tu che urli «ma ci deve essere un errore, sarà uno scambio di persona»; e loro che, con in mano il mandato di cattura europeo e lo sguardo da «dicono tutti così», ti estradano dalla Spagna in Italia. Nel carcere di Opera. Condannato definitivo. Ad impazzire in cella con la prospettiva di doverci restare 15 anni come narcotrafficante colombiano (anche se tu sei spagnolo), operante in Italia (anche se non ci sei mai stato), soprannominato nelle intercettazioni «el Gordo» (cioè «il Ciccione» e di carnagione olivastra, anche se tu sei magro e di pelle più chiara), con una figlia (anche se hai un figlio). Otto mesi in cella così: prima che l’errore – colossale nella sua genesi e assurdo nell’inerzia burocratica – venga a galla e convinca ora la giustizia italiana a risarcirlo, si fa per dire, con 85.000 euro a ristoro di 248 giorni di detenzione. fonte

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già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

25 thoughts on “Due storie intorno alla giustizia

  1. Per me rimangono un mistero.Tutte e due hanno il sapore amaro dell’iniquita’.Tu scrivi che per l’autista qualcuno era arrivato perfino a chiederne il licenziamento?Mi piacerebbe sapere a quale conclusione sia arrivata quella commisssione.Quali motivi siano stati addotti per giustificare un fatto così grave e specialmente se lui se ne è reso conto.

    Posted by irisilvi | 6 July 2011, 00:34
  2. Sono d’accordo. Per me il fatto è di una gravità inaudita: probabilmente hanno “frenato” i sindacati…
    Il secondo è di un pressappochismo giudiziario preoccupante: bastava confrontare le foto.

    Entrambe le storie in fondo hanno la stessa amara conclusione: la vita della gente non conta niente.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 00:36
  3. Mi hai fatto riflettere, ho cambiato il titolo: non sono diverse, sono amare.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 00:40
  4. Si assolutamente d’accordo.Ma veramente mi piacerebbe sapere quale giustificazione possono aver prodotto.Perchè se nel caso internazionale,per quanto assurdo ,rimane il beneficio del dubbio sull’errore,qua non c’è scampo.Tutti abbiamo visto il filmato e se ricordo bene stava configurando uno dei telefonini.Roba da pazzi.Vuol dire che non hai coscienza dell’importanza della professione che stai svolgendo.Non hai capito che la vita di decine di persone dipende da te ,dalla tua attenzione.Non parlate al conducente…..

    Posted by irisilvi | 6 July 2011, 00:42
  5. Tra l’altro, con una pena così lieve, praticamente inesistente, tutti gli altri sono autorizzati a comportarsi male. In questi casi un’azienda dimostra di essere debole.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 00:45
  6. sono basita, non conoscevo nessuna delle due storie. la storia dell’autista fa riflettere su quanto sia difficile licenziare in Italia, il che se da una parte è una garanzia in casi come questi è la proverbiale lama a doppio taglio. sull’errore giudiziario sono senza parole… ma che vuol dire che non sono riusciti a notificargli gli avvisi di garanzia? se lui era un normale professionista… cioè, non sono mai andati a cercarlo quindi? questa cosa mi mette i brividi.

    Posted by alice | 6 July 2011, 00:48
  7. Già, i brividi. Può capitare a chiunque di noi. Sia un cambio di persona che …salire su quell’autobus: tra un mese quell’autista tornerà a guidare (di sicuro ai Castelli andrò sempre in macchina…)

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 00:52
  8. Come se niente fosse questo signore continuera’ a a fare l’autista ,a portare centinaia di persone ….così funziona in Italia.Non so, ma non mi sembra un esempio civile.Il protezionismo ad oltranza ha gia’ fatto danni irreparabili.Ognuno di noi deve avere coscienza delle proprie azioni specialmente se mettono a repentaglio la vita altrui.Come guidare ubriachi e/o drogati….

    Posted by irisilvi | 6 July 2011, 00:55
  9. Un conto infatti sono le garanze, un conto il protezionismo ad oltranza: ha fatto disastri, difendendo solo i cattivi lavoratori.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 01:01
  10. Beh,piu’ di così….

    Posted by irisilvi | 6 July 2011, 01:11
  11. Quella del professionista mi fa venire in mente il film di Alberto Sordi che, dalla Svezia arriva felice in Italia con moglie svedese e figlio (o figli?), e, arrivato a Chiasso viene ammanettato. Non ricordo come finì il film.
    Per quanto riguarda l’autista, se ha sempre svolto bene il suo lavoro, penso che, dopo un mese a favore degli handicappati, potrà riprendere il proprio lavoro. Ripeto “se ha sempre svolto bene il suo lavoro”.
    Non sono stato mai dalla parte dei sindacati non foss’altro che per il fatto che si ricordano sempre dei diritti ma raramente dei doveri dei lavoratori.

    Posted by Quarchedundepegi | 6 July 2011, 08:43
  12. Buongiorno a tuttiquanti.
    Glieri pemme è stata ‘na giornata così nera, che er fatto che nun so’ finita a fa’ la terra pe’ li ceci, so’ filice che posso lassa’ sto commento. Nun ve vojo ammorba’ co’ quelo ch’è m’è successo, mo è passato è mejo che guardo avanti;)

    Autisti! Rega’ m’è capitato spesso de vede’ porta’ l’autobbusse senza le mani, danno certi scossoni! Che se nun t’arrèggi ar fèro co’ quattro mani e quattro piedi (listesso de le scimmie) t’aritrovi longa longa come ‘no zerbino.
    E volemo parla’de li sbaji de la giustizzia? Avoja a scrive ce so’ da venne ricconti de scambio de perzone e pori innocenti drénto.
    Vabbè sapete che ve dico: Portebbe accade’ puro a me!
    Co’ sto nome e cognome comune che m’aritrovo, su sta terra c’ho poco da zazza’! M’è capitato de tutto!
    Me ce manca solo sta speriènza. Comunque è tristo a chi je capita!
    Bona giornata a tuttiquanti, pemmo ve lasso ‘n sorriso de bon’ augurio;)

    Posted by ceglie | 6 July 2011, 09:27
  13. Lo si dice con un pizzico di arroganza, ma la situazione lo richiede : qui si fa confusione tra Giustizia e Legge.
    La Giustizia, come la si vorrebbe intendere, non esiste. E’ mera utopia.
    Esiste la Legge, quale impalcato di regole sociali, esplicate ed organizzate da esseri senzienti. Quindi con tutti i limiti che comporta.
    Fatevene una ragione.

    Nella prima storia si vede una gara tra due incoscienti dove, un pirla, alle prese con la sua postazione multimediale ambulante, viene ripreso in video, da un altro pirla con la sua postazione multimediale, anzichè “riprenderlo” verbalmente.
    Ma tant’ è…nero su nero non sporca.

    Nella seconda storia, la Legge raggiunge l’ apoteosi del suo elefantiaco anacronismo: come il prete, che sbagliando ad inserire l’ ultimo bottone della tonaca, la toglie del tutto e riparte daccapo.
    L’ unica cosa giusta (almeno), era il processo, dove si condannava ad una pena la persona che effettivamente aveva commesso i reati.
    Cosa fa allora la Legge dopo questo madornale errore? Annulla totalmente il processo.
    Così adesso si hanno, una persona da risarcire, se di risarcimento si può parlare, ed un delinquente a piede libero. Quindi mai condannato.

    L’ unica cosa che si rammenta da queste vicende è che, da molti scranni dei Tribunali italiani è stato tolto il motto:
    LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.
    Tanto ormai lo hanno capito tutti che non è così;
    e sostituito da:
    LA LEGGE E’ RAPPRESENTATA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.
    Così, se errore c’ è, è pure colpa nostra.

    Posted by Walter | 6 July 2011, 10:51
  14. Caro Walter, parliamo di giustizia perchè nonostante tutto vogliamo crederci. Nonostante tutto.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 10:55
  15. Lo so ,ora mi prendero’ gli sberleffi di tutti ma non riesco a non farla questa domanda retorica
    Legge o giustizia inserire un comma che dovrebbe ,se andava bene,salvare la proprieta’ di una delle maggiori cariche dello stato?
    Lo chiedo dopo aver riflettuto sul commento di Walter e sul novello motto: LA LEGGE E’ RAPPRESENTATA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO così,se errore c’è,è pure colpa nostra.

    Posted by irisilvi | 6 July 2011, 11:08
  16. Personalmente ho finito di crederci da molto tempo.
    Siamo esseri senzienti, non perfetti. Quindi la Legge, quale prodotto umano è imperfetta.
    La Giustizia, per anelito, è ciò a cui tende la Legge. Credo.

    Considerazione personale. Ma almeno non mi illudo e quindi non mi deludo.
    Mi piacerebbe comunque sapere di una multa, anche a chi ha fatto il video, in quanto doveva (ripeto: doveva)intervenire, non filmare.

    Posted by Walter | 6 July 2011, 11:11
  17. ;) Grazzie Gabbia’, io nun me preoccupo più! ‘Gni mattina me faccio er segno de la croce e tiro innanzi e quanno rientro a casa so’ felice, puro se me so’ caduti li furmini su la capoccia. Che ne so, me sa che quarcheduno è ‘n po’ invidioso de la mì’ libbertà e me fa’ la jettatura. Mejo che ce rido, sinno’ qui nun me resta che piagne. Vabbè La vita è tanto bbella, puro se me capita tutto quello che me capita. Ve vojo tanto bbene;)

    Posted by ceglie | 6 July 2011, 13:12
  18. ;) A Wartere er sorriso de ‘na cratura me riempe er còre grazzie!

    Posted by ceglie | 6 July 2011, 14:35
  19. sulla prima storia non c è molto da commentare….bravo l’autista a rendersi disponibile per l’ASSOHANDICAP, meglio che niente.

    Sulla seconda storia vorrei chiedere al quel brav uomo del magistrato che lo ha catapultato in questo incubo pazzesco cosa prova e caso mai starsene in galera per qualche mese a riflettere, rinunciando magari ai 6 7 MILA euro di stipendio mensili per un annetto per poter rifondere lui medesimo il danno arrecato a questo signore.

    Posted by marcello | 6 July 2011, 15:02
  20. Due storie molto diverse, secondo me.
    Il primo fatto è assai grave. Me lo ricordo quando vidi la prima volta il video al TG: non sapevo se ridere o se piangere, sembrava talmente assurdo (due cellulari due!) da sembrare finto. Da licenziamento.
    Oggi sono più propenso a pensare che alla fine nessuno si è fatto male, che molto probabilmente il protagonista ha imparato la lezione, che il video può servire da deterrente indicando che c’è sempre qualcuno che ti guarda, che era molto peggio se fosse capitato sulla Statale Sorrentina, eccetera eccetera. In ogni caso, dovendo salire su un autobus in futuro cercherò di mettermi il più vicino possibile al conducente, non si sa mai. :)

    Il secondo fatto mi fa un’impressione ben peggiore. Non c’è una cosa che sta al suo posto: l’arresto di un uomo senza essere certi della sua identità. otto mesi per rimediare all’errore, il risarcimento talmente inadeguato…

    Oggi lo raccontavo a mia moglie, e lei commentava con un’alzata di spalle: fa l’avvocato, ed è talmente assuefatta a inefficienze della burocrazia, inadeguatezza o inettitudine di molti magistrati, malfunzionamenti delle Procure, incomprensibilità delle procedure, ingiustizie e lungaggini da trovare la storia non solo verosimile, ma quasi normale.

    Posted by Marco Alici | 6 July 2011, 15:34
  21. Leggendo la notizia riguardante l’autista mi è venuto in mente quello che guidava il pullman che mi ha portato da Udine a Grado la scorsa settimana. Aveva anche lui due cellulari (ma non li usava contemporaneamente!) anche se devo dire, onestamente, che non ha mai chiamato lui e che alcune telefonate erano “di servizio” (chiedeva istruzioni circa una deviazione). Mi aspettavo che qualcuno lo denunciasse, ma non perché parlava al telefono guidando. Il fatto è che la suoneria di uno dei cellulari aveva un motivo un po’ particolare: Faccetta nera …

    Posted by marisamoles | 6 July 2011, 20:49
  22. Onestamente della suoneria mi frega poco, ma da quel che capisco non aveva l’auricolare. Noi automobilisti normali siamo soggetti a usarlo e un autista che trasporta altre persone non lo usa? Questo è gravissimo.

    Posted by pinoscaccia | 6 July 2011, 21:09
  23. No, no, niente auricolare. Hai perfettamente ragione.
    Quella della suoneria era una battuta, comunque. Ma la suoneria era proprio quella.

    Posted by marisamoles | 6 July 2011, 21:11

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