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tribù

La disperazione

Circa 150 cadaveri sono stati recuperati a seguito del naufragio di una nave che si è rovesciata al largo delle coste tunisine, mentre era carica di migranti in fuga dal conflitto in Libia. Si tratta con tutta probabilità dello stesso natante andato a picco ieri al largo dell’isola di Kerkennah e sul quale le autorità portuale tunisina aveva lanciato l’allarme. Le ricerche sono anc0ra in corso e il bilancio è provvisorio. I dispersi sono ancora 200, ma secondo fonti della stessa Croce Rossa in mare si troverebbero ancora numerosi corpi. Il peschereccio, diretto a Lampedusa, aveva a bordo circa 800 persone.

La Terra si fa stretta. Duecento anni fa eravamo un miliardo, oggi siamo sei miliardi, nel 2050 saremo il doppio. Fra un secolo, al ritmo attuale di crescita, su questo pianeta saremo addirittura trenta miliardi di persone. Ci avviamo dunque verso un pianeta senza frontiere.  Un movimento di dimensioni bibliche, un’autentica marea nera, e c’è chi parla addirittura di un “sesto continente” che dal cosidetto terzo mondo si sposta, in cerca di rifugio, verso i Paesi industrializzati.  Gli esperti hanno calcolato che, in virtù della crescita zero, nel 2022 (cioè fra pochissimo, fra dieci anni) la forza lavoro in Italia sarà in maggioranza di colore nero. Noi insomma saremo vecchi e non saremo più in grado di gestire il Paese. Pensiamoci prima, quando ancora siamo in tempo e possiamo mettere regole che valgono per il futuro: per noi e per loro.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

4 thoughts on “La disperazione

  1. Ok ,vero che noi attraverso il voto possiamo,in piccolissima percentuale,dare il nostro contributo ma….abbiamo voglia di pensarci! Poi siamo vecchi….
    Confido seriamente nei giovani,spero in loro e a loro affido questo mondo sapendo che sara’ in mani migliori.Piu’ di quanto abbiamo potuto noi,avidi egoisti ,legati ad un’idea logora e magnona.

    Posted by irisilvi | 3 June 2011, 16:16
  2. Chissà quanti ne mancano, ad un appello che non è mai stato fatto.
    Per fortuna c’è la Repubblica di Malta, che riesce ogni volta, grazie a perversi cavilli sul Diritto Internazionale della Navigazione, ad eludere l’ obbligo di soccorso verso questi poveracci.
    Sono a posto loro. C’ è L’ ordine Cavalleresco di Malta che ci pensa.

    Che strano…si fanno meno figli dove c’ è ricchezza.
    Dove regna la povertà, l’ essere umano si riproduce senza sosta.
    Non è plausibile dare tutta la colpa ad un televisore che manca tra le mura domestiche dei paesi indigenti.

    Posted by Walter | 3 June 2011, 16:53
  3. Mi tornano in mente le “profezie” della grande Oriana Falllaci.

    Posted by zenaide cerrone | 3 June 2011, 20:22
  4. Gabbia’ se ce trovamo ne sta situazzione, lo sapemo de ch’è la corpa e me sa ch’è puro troppo tardi pe’ arimedia’.
    Vabbè rimboccamoce le maniche e mettemoce ‘n abbito rosa. Però se nun ce damo da fa’e perdemo sto treno, so’ cavoli amari de noantri e de chi resta.
    Bisognerebbe smette de spara’! Esse ‘n po’ più bboni, ma chi arza le braccia e chi se arènne pe’ primo? Mica è facile gabbia’!
    Sti potenti pe’ fa li sordi, invece d’inizzia’ a mette le basi e le regole, (pe’ organizza’ er futuro pe’ li gioveni) se inventàno li confritti e mannano ar macello chi poteva fa’ la spèce.
    La guera distrugge la mente er corpo e la terra.
    Er pianeta co’ l’oro nero è diventato tossico, er crima è fori de capoccia, li mari co’ l’arghe stanno a distugge’ le praterie de le posedonie, le sore Meduse sguazzono ar mare ar posto de noantri.
    Pesci tropicali velenosi, cadàveri de sti pori cristini che vengheno a galla. Invece de falli venì co ste carrette, pecché nun annamo a pijalli?
    Gabbia’ me sa che la fine der monno, la stamo a organizza’noantri.
    Li teremòti, li tifoni, li zunami… ce fanno ‘n baffo, pe’quelo che noantri semo stati capaci d’orchestra’ su sta pòra terra.
    Ne li tempi antichi, ce so’stati gl”nvasori, ma puro sto secolo, mica pettinamo le pupazze e nun se gioca co’li sordatini de piommo. Mo li regazzini sparano pe’ vero!
    Le piante, la frutta e la verdura pe’ falli grossi, ce li bombardano co’ li veleni, eppoi noantri semo filici de magnà le primizzie, senza sapore e puro tossiche.
    Oramai l’oriente ha preso foco, er sor Nerone mentre guarda Roma brucia’, se fa ‘na cantata dar punto più arto der Palatino, arpeggia co’ la su’ lira, se guarda accosto e canta: ”Anvedi che bbello er foco, che bello er foco, regà ma nun ve sembra ‘n po’troppo grosso sto foco?”
    Gabbia’ me sa che c’è poco d’ arimedià! Ne le case de Israele e de la Palestina stanno a spari’ le nove generazzioni.
    Mo puro ne l’antico Yemen mentre masticano er qat, l’ommini e li regazzi co’lo jambya a la vita se sparano e morono contenti sotto l’effetto de l’anfetamine.
    Me dispiace pe’ li regazzini, che vedo drénto le carrozzine.
    Ste pòre crature mo nun capiscono, ma quanno se fanno grossi, avoja a mannacce le parolacce pe’ li guai che je lassamo.
    Basta senti’ le notizzie ‘gni ggiorno so’ solo traggedie nere.
    Domminiddio seduto su ‘na nuvolata borbotta e conta…questo è ‘n omo bbono, questo e così così, poi ‘no cattivo, ‘n”ntro cattivo, un criminale un guerraffonnaio, ‘n killer, ‘n maniaco, un beby killer, uno cattivo, uno cattivo, uno criminale, un pedofiloo…aho! Che vedo? Ma quelo è puro co la tònica…Vabbè mo vado a parlà co’ er capo-d’abbisso, pe’costrui’ ‘n abbisso novo je cedo ‘n pezzo de Paradiso. L’abbisso che c’avemo s’è fatto troppo stretto! franca bassi

    Posted by ceglie | 3 June 2011, 20:40

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