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acid camera

Acid Camera

“Lei non sa chi sono io!”

Strauss-Kahn alla cameriera dell’hotel (mentre la violentava)

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

49 thoughts on “Acid Camera

  1. Ora ,lui sa chi è Lei!

    Posted by irisilvi | 24 May 2011, 15:02
  2. Puramente nun so chi è? Me sa che è uno che ce fa’!

    Posted by ceglie | 24 May 2011, 16:09
  3. ma avete visto quante insospettabili persone sguazzano in questa spirale di vizi, perversioni, manie….in un certo senso sta storia allucinante mi ricorda qualcuno…..o no ? ( spero di non scatenare qualcuno…ci siamo capiti!!! )

    Posted by marcello | 24 May 2011, 17:02
  4. ci siamo capiti….

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 17:06
  5. Oh Marcello ,per me, no problem ;) Certo che si…chi non ci ha pensato,pero’ qua è violenza ,l’altro stupro mentale.

    Posted by irisilvi | 24 May 2011, 17:07
  6. moralmente magari e’ uguale però questa non era d’accordo… le altre fanno a gara a mettersi in fila: la differenza e’ sostanziale

    Posted by roberto altavilla | 24 May 2011, 17:12
  7. C’ è una differenza sostanziale però, fra questo tizio, e gli accadimenti italici.
    Cioè una cosa è il pagamento presunto di prestazioni ludiche (squallido sesso da mercimonio), un’ altra cosa è la violenza sessuale, che non ha nemmeno un tornaconto in denaro o favori di altra natura.

    Invece leviamoli sti veli pietosi.

    Posted by Walter | 24 May 2011, 17:39
  8. La ragazza di New york e’ una vittima. Quelle di palazzo Grazioli no. Veline più’ che veli.

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 18:01
  9. Mah…mi sembra di essere Matusalemme ricordando i miei tempi.Allora ,qualche secolo fa,nascevano i primi collettivi femministi sulla scia di richieste “maschiliste” di maggiori liberta’…..non serve citare le rivendicazioni,si sanno.Ora ,fa un certo effetto,guardare cosa possiamo aver lasciato in eredita’.Lo so,l’argomento di questo post è la violenza ,il sopruso di chi abusa del proprio potere,sentendosi intoccabile,un impunito.Pero’, appunto,chi non ha ricordato certi fatti nostrani.A chi non è passato per la mente quali differenze possano esserci tra le societa’ civili.E cosa sia passato ,nell’immaginario femminile ,per produrre una certa mentalita’.Ancora una volta è la societa’ ,termine alquanto astratto,ad avere alimentato il velina pensiero?Oppure solamente Antonio Ricci?

    Posted by irisilvi | 24 May 2011, 18:36
  10. L’altra differenza fondamentale, oltre a quella ovvia tra una scelta volontaria e una violenza, è che l’America per questo mette in atto condanne altissime, cosa che in Italia non è. Anzi in Italia fino a pochi anni fa era considerato perfino “reato contro la morale” anzichè reato contro la persona, e con ciò… già ho detto tutto. (per non parlare dei delitti d’onore, aboliti sempre di recente, o dei famosi cm. delle gonne). In ogni caso, per non sapere come sono andate le cose, metto sempre in conto, qui, con le parole, la presunzione d’innocenza – per me d’obbligo come sempre sui “fatti” che non conosco.

    Per le ragazze di Palazzo Grazioli, oltre a sfuggirmi il senso di queste continue insinuazioni: donne di spettacolo=puttane – e ancor più quello di “due pesi e due misure”, perchè allora andrebbe esteso anche ad altre gatte-morte, comprese quelle che non possono permetterselo – certo che hanno scelto: ma è una ‘scelta’ a metà e tra molte virgolette essendo giovanissime. Anche in quel caso, una coscienza morale si porrebbe degli scrupoli… senza approfittarne.

    (@ Marcello: ritengo che se ognuno manifesta se stesso, la persona che dovrebbe “scatenarsi” può ‘scusarsi’ solo e unicamente della sua spontaneità).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 18:49
  11. Pino, mi riferivo alle “veline più che veli”… allora chiamiamole “escort” – i termini esistono, basta usarli… senza censure! ;)))
    (le veline sono donne di spettacolo).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:08
  12. Ma a palazzo Grazioli vanno le escort (con la speranza magari di diventare veline…)

    veli-velina era una battuta, talvolta capita

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 19:09
  13. Già non è un concetto filosofico ma ci hanno fatto due palle così con ste veline… che la differenza non è più così ovvia, tant’è che ci si confonde con le denominazioni (tra una battuta e un’altra).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:13
  14. Veramente velina, e Pino può confermarlo, è un termine uscito fuori dalle redazioni giornalistiche.
    Poi, ha preso una “piega” differente.

    Posted by Walter | 24 May 2011, 19:16
  15. Sì Walter, ciò non cambia che non fa rima con puttana.
    Poi che ti piacciano o no sinceramente non me ne può fregar di meno.

    E’ proprio il concetto di definire una donna “puttana” per le sue scelte personali che è maschilista. Ma si sa, certe femministe sono più maschie di loro, e tutto hanno tranne che una vaga somiglianza alla donna. ( per la D maiusocla c’è ancora più tempo, ahimè).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:21
  16. Mah, personalmente non c’ è niente di male a fare la velina, o la “ragazza coccodè”. Succede lo stesso ormai anche dall’ altro lato della barricata.
    L’ importante è non fare confusione con veline e femminilità. Cioè, il modo o il metodo con il quale raggiungere questo obiettivo di carriera, dove la bravura e l’ intelligenza non fanno curriculum.
    Personalmente veline, letterine e altre espressioni non dicono niente di negativo o positivo.

    Forse qualche congiuntivo di questo mio commento si è cappottato, pazienza, io li abolirei.

    Posted by Walter | 24 May 2011, 19:33
  17. Figurati, personalmente ho idee precise. Puttana non è una donna che ha un uomo diverso a sera, se lo fa per libera scelta e piacere personale. Lo è se lo fa per interesse. E non ci giriamo intorno: quelle ragazze (non le veline) si dichiarano escort, ammettono pubblicamente di vendersi dunque sono tecnicamente puttane. Lo dicono loro, mica gli altri.

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 19:35
  18. Il velinismo non c’entra niente con la prostituzione, ne è lontanissimo, totalmente estraneo. Il velinismo è entrato nel linguaggio comune come un modo di essere.

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 19:37
  19. Pure a me non dicono niente di poitivo o negativo… non è che sto facendo la sostenitrice delle veline. E la mia totale indifferenza a tal riguardo, infatti, ne è la dimostrazione più tangibile: non solo non c’è niente di male a far le veline, ma sono molto belle e giovanissime, il che può aprire delle porte per carriere che poi sceglieranno loro se rendere più edificanti e di spessore (studiando recitazione o altro, per esempio). E non capisco perchè ci sia tanta acredine verso un aspetto fisico piacevole che può aprir delle porte in cui questo è rischiesto.

    Mentre l’altro concetto di fondo, odioso, è che molto più spesso di quanto immagini la donna di spettacolo equivale a una puttana. Allora quelle di Palazzo grazioli avranno fatto compromessi per raggiungere dei vantaggi, altre NO. Questo è importante da capire, innanzitutto.
    La femminilità per me è un’altra cosa, e l’ho già espressa in precedenza.

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:44
    • Walter (il commento precedente era in risposta a Walter).

      @ Pino so benissimo la differenza tra le puttane, per scelta e dichiarate che siano, e le donne di spettacolo, e per l’appunto questa differenza sottolineavo: sei tu che hai definito quelle di palazzo grazioli col nome di queste altre. Ripeto.

      Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:48
  20. Ma chi ha parlato di puttane?Alcune di loro hanno una dignita’ sicuramente maggiore di molte altre donne.Checchè se ne dica.Io mi riferivo a quel pensiero strisciante che fa si che l’uso del proprio corpo/aspetto,debba aiutare sopra ogni altra cosa.Come una raccomandazione.E guai a dire che una bella donna non possa avere una testa pensante,non è così,e non credo di conoscerle solo io.

    Posted by irisilvi | 24 May 2011, 19:48
  21. Youtube e Youreporter quasi censurati sugli scontri degli operai disperati della Fincantieri e i poliziotti mandati sul posto a prenderle al posto di certi amministratori delegati e politici locali… In queste attuali situazioni di disperazione sociale il “Lei non sa chi sono io” finisce diretto al “Se tè pio tè prenno ‘a carci in ter…”

    Un occhio alla speculazione in corso nelle borse mondiali (Banche-Immobiliari) e l’altro al dopo estate, dal sentore quasi fotocopia di quel maledetto fine 2008…

    Posted by giorgius | 24 May 2011, 19:50
  22. Ci pensavo proprio oggi…. altro che ministeri decentrati – roba che il centro sud si regge solo su questi e sul turismo, e altri milioni di persone a spasso davvero sono dei ‘soprammobili’ – come diceva MarcoA, (riferendosi ad altro).
    Ma la risposta non è lei- non- sa- chi- sono- io, ma decentramenti e delocalizzazioni. (Giorgius).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 19:57
  23. Se questa è la frase detta alla vittima è ancora più verme!

    Posted by luciogialloreti | 24 May 2011, 20:09
  24. Tagliando la testa al toro (metafora perfetta): conosciamo tutti il significato dei termini e le scelte, e talvolta drammaticamente non-scelte, nella vita. E questo vale per TUTTI, dalla prostituta al vagabondo passando per gli infiniti mestieri.
    Il punto è che ogni giudizio in merito (o in demerito) e peggio ancora la violenza….. fisica e verbale, non è accettabile.

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 20:09
  25. Sì, vabbè. Certo anche i rapinatori hanno un’anima. C’è chi ruba per bisogno. O quelli che uccidono non sono forse sotto effetto di droghe? Cerchiamo di non fare confusione. Io giudico eccome: una che dà il suo corpo per interesse diretto (soldi) o indiretto (carriera) è una puttana. Altrimenti non dovremmo chiamare più nessuno ladro o assassino. Altro che violenza.

    (Naturalmente è chiaro che chi decide di vendersi non tiene proprio in alcun conto il giudizio degli altri, ha già fatto una scelta).

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 20:15
    • Poteva fare lo stesso la cameriera dell’ albergo. Vendere il proprio silenzio.
      Non risulta lo abbia fatto, quindi il suo coraggio merita un plauso e tutta la solidarietà, se la vicenda è vera.
      Certamente questo fatto, gli procurerà effetti collaterali sotto tutti i profili (professionali, morali, mediatici) non indifferenti.

      Posted by Walter | 24 May 2011, 20:22
  26. E’ appunto perchè non faccio cofusione che ho le idee chiarissime: chi si vende, oltre che sono completamente affari suoi, non fa male a nessun’altro. Assassini e compagnia sono delinquenti. Altro che giudizi: è violenza.
    (le valutazioni sono una cosa, i giudizi, da cui talvolta scaturiscono atti inconsulti per chi non riesce ad autoeducare se stesso, un’altra). Mi sono spiegata?

    Ed è proprio questa la differenza che ancora non è chiara (per taluni, certo non per me): ognuno nella sua sfera privata fa quel che vuole di se stesso! studi, applicazioni, auto-distruzioni, evoluzioni, voli pindarici, hobby, mestieri: Scelte.
    Mentre nel relazionarsi con l’altro la propria libertà è ridotta al 50%… ricordi? perchè c’è la libertà dell’altro…. che non ha voglia di frequentarti, di sentirti, che ha voglia di fare altri mestieri, altre scelte, altri pensieri, altre inclinazioni – compresa quella di finire nel letto di chi gli pare. E “tu”, tra virgolette un ipotetico tu, non solo non metti bocca ma…. non tocchi l’altro neanche con un dito! Se poi “ti” diverte tanto giudicare, prego accomodati pure.
    (a parole, con contenuti, e soprattutto tra persone civili).

    Vogliamo allegerire? la verità è che all’uomo manda fuori di testa la donna che non può gestire. Ho sentito commenti da uomini di sinistra e per niente stupidi anzi….. su donne famose, di cui ovviamente non faccio nome: è una p……. E mica per conoscenza personale o su fatti accertati, ma così.. come idea. Perchè si parlava di una bellissima donna, attrice e molto ben riuscita anche, ma che si capisce certo quel.. non so che da femme fatal. E allora?!? Io ne ho stima invece, e anche…. per questo. Pensa un po’. E’ inutile guarda, viaggiamo su binari differenti, io sono a favore di Artisti, riusciti, e… chiudo un occhio, proprio non riesco ad essre moralista neanche se mi inchiodi col martello. – la Coscienza Morale…. invece, SI’. Un enorme Rispetto, anzi la metto sempre al primo posto nella vita. Ma quella è tutta un’altra cosa. (dai moralismi).

    atti inconsulti DA chi non riesce ad autoeducare se stesso (importante, o si fraintende).

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 20:28
    • Sei talmente partita per la tangente che ormai è pure difficile risponderti.
      Che cosa significa che ognuno nella propria sfera privata può fare quello che gli pare? Ovvio. Forse, persa nei tuoi pensieri, non hai letto: c’è chi decide di fare il rapinatore. O il pappone. Ma gli altri hanno tutto il diritto di giudicare, altrochè. Il pappone a me fa schifo, per esempio. Nessun moralismo, è un dato di fatto.
      E’ questo il tuo pensiero? Ne prendiamo atto. Ma non si parla degli artisti, fattene una ragione.

      Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 21:12
  27. Oddio!!! Il pappone, il rapinatore l’assassino ecc. ecc. sono tutte attività (delinquenziali) che coinvolgono ALTRI!!! Non sono scelte personali fatte sulla propria persona, CON SE STESSI E SU SE STESSI, ma coinvolgono, e malamente, ALTRI.
    Ma fai finta di non capire???

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 21:14
    • Ho detto: ognuno, nella sua sfera privata, fa quel che vuole di se stesso, se stesso, SE STESSO!!! è chiaro o no??? perchè mi sembra di parlare italiano. Mentre quando ci si relaziona con un altro, e non c’è rispetto, per non parlare di atti delinquenziali, la propria libertà si dimezza! mi spiego???

      Posted by Sissi | 24 May 2011, 21:17
  28. No, sei te che fai finta di non capire. Una donna può sicuramente decidere di vendersi, come peraltro un uomo. Non glielo possiamo mica impedire. Ma gli altri hanno tutto il diritto di giudicarli. Anche un pappone non fa male a nessuno, sfrutta soltanto la “sua” donna (generalmente consenziente). Ma resta una persona spregevole. Non facciamo tanto gli chic.

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 21:19
  29. Nooooooo… non c’entra un emerito cazzo gli “chic”! C’entra esattamente quello che ho detto e che tu stai rovesciando. Un pappone è uno sfruttatore di un’altra persona, FA DEL MALE AD ALTRI.
    Quello che fa una persona (uomo o donna che sia) CON SE STESSO, NELLA PROPRIA VITA, NELLE PROPRIE SCELTE, nel rispetto altrui e soprattutto senza coinvolgimenti altrui, è ALTRO. In italiano, sempre, non in francese: sono cazzi suoi.
    Questa è la differenza fon-da-men-ta-le!
    E certo che si ha tutto il diritto di giudicare, e di valutare… come tali le persone, chiamandole coi termini appropriati (puttana, pappone, assassino, ladro, ecc. ecc. ecc…). Ovvio.

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 21:28
    • …ma ti fermi là, però. Cioè le valutazioni sono una cosa, e sono Umane, ripeto; i giudizi un’altra.
      E i giudizi su ciò che fa una comune persona nella sua sfera privata, e nel rispetto altrui, non sono accettabili. O meglio, forse a qualcuno importa… ma insomma non è detto.
      Chiarissimo.

      Posted by Sissi | 24 May 2011, 21:39
  30. Chiarissimo: per te.

    Posted by pinoscaccia | 24 May 2011, 21:46
  31. vabbè allora eserciterò l’arte… della rinuncia.
    (peraltro è pure di moda con questi chiari di luna).
    – spero di non dover tradurre pure questo… (?) :)))

    Posted by Sissi | 24 May 2011, 21:57
  32. Queste poverine, hanno poco da scegliere. Così è il mondo: chi per vivere, mette in mostra e chi per (soprav)vivere è costretta a nascondersi.

    Posted by Walter | 24 May 2011, 23:54
  33. Gia’….

    Posted by Irisilvi | 24 May 2011, 23:56
  34. Volete capire a che punto è il sessismo?
    Guardate questa statua di donna

    di Maria Luisa Agnese
    Tags: dominique strauss-kahn, dubbio, indignazione, paul mccarthy, sessismo
    Per una bizzarra coincidenza mi sono trovata di fronte alle donne violate di Paul McCarthy in mostra a Punta della Dogana a Venezia proprio nei giorni della bufera internazionale scoppiata intorno alle accuse di violenza sessuale a Dominique Strauss-Kahn. Le statue dell’artista americano sono in gesso e silicone, donne a grandezza naturale sdraiate su un tavolaccio da lavoro, corpo nudo e gambe larghe quasi abbandonate e perlopiù senza testa o meglio con la loro testa/volontà/anima annientata, in quanto sormontata da un grosso testone maschile. Schiacciate dall’oppressione sessista della società, si vedono negata l’identità di genere: sessuale, sociale, persino estetica.

    Sostando in quella sala, dove le donne sono attorniate da una serie di busti maschili in bronzo con i volti stravolti in fattezze di porco, ci si sente avvolti dalla brutalità del potere maschile e si viene colti da un disagio molto forte, si vorrebbe fuggire da quel laboratorio dell’orrore – come fa una signora spagnola che dice “Per me é insopportabile” – in quanto accerchiati da quel connubio di potere e sesso su cui, secondo la denuncia dell’artista, si fonda la società americana. E che fa capire come la questione femminile sia ancora indietro e di parecchio. Tanto più che spesso le donne diventano vittime consenzienti del meccanismo mediatico che valorizza/annienta i loro corpi.

    Ma soprattutto, mettendo a confronto l’opera di questo artista con gli echi che arrivano dalla Francia di legittimi garantismi e di indulgenze preventive – molto preventive – verso il suo brillante politico da esportazione investito dallo scandalo, Dominique Srauss-Kahn, il senso di sgomento aumenta. In quella stanza pensavo che avrei voluto invitare a sostare per un momento Carmen Llera, vedova Moravia, autrice di una Lettera al Corriere in cui assicurava che Strauss-Kahn, che lei conosce bene, “non è un uomo crudele primitivo o sadico, ama il sesso, non mi sembra un delitto”, liquidando il tutto con un già leggendario “so what?”. Chissà, forse in quella stanza riuscirebbe anche lei a mettersi in ascolto e a intercettare per un attimo i diversi desideri e le brutali umiliazioni di altre donne che non riescono a prendere i rapporti di sesso e potere con altrettanta brillante leggerezza.

    La mostra di Venezia, dove le statue di Paul McCarthy sono esposte insieme a quelle di molti altri autori contemporanei, si chiama, preveggentemente, Elogio del dubbio, a dimostrazione che l’arte è chiamata prima di tutto a far riflettere. Ma qualche volta, anche, a suscitare l’indignazione, specie se i tempi lo richiedono, come ha reclamato un pensatore francese carico di anni e di esperienza, Stéphane Hessel, in un suo libretto, Indignatevi, diventato in un baleno best seller internazionale.

    Fra dubbio e indignazione in questo caso da che parte state? La forza simbolica di quelle immagini fortissime di Paul McCarthy mi ha convinto che il dubbio è un esercizio che talvolta può tramutarsi nel suo contrario: nel dubbio, dunque, io m’indigno, e voi?

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    Posted by Lu | 25 May 2011, 09:51
  35. In quella stanza pensavo che avrei voluto invitare a sostare per un momento Carmen Llera, vedova Moravia, autrice di una Lettera al Corriere in cui assicurava che Strauss-Kahn, che lei conosce bene, “non è un uomo crudele primitivo o sadico, ama il sesso, non mi sembra un delitto”, liquidando il tutto con un già leggendario “so what?”. Chissà, forse in quella stanza riuscirebbe anche lei a mettersi in ascolto e a intercettare per un attimo i diversi desideri e le brutali umiliazioni di altre donne che non riescono a prendere i rapporti di sesso e potere con altrettanta brillante leggerezza.

    VOLEVO SOTTOLINEARE IL PENSIERO DI UNA donna libera.

    Posted by Lu | 25 May 2011, 09:58
  36. Io mi indigno per Carmen Llera: sempre mantenendo il beneficio del dubbio su come siano andate realmente le cose in quella stanza di hotel, perchè ribadisco che è un obbligo per me, una donna che minimizza una violenza su un’altra donna si manifesta da sè. Il resto, quelle statue, non le leggo proprio così, ma mi sembrano delle ‘satire’…al femminile. Ad indicare proprio il fallimento della donna, che, generalizzando, è ALTRO dall’uomo, ha caratteristiche diverse, quelle dell’amore, innanzitutto, e poi è accoglienza, sensibilità, dolcezza, riflessione, creatività, ecc. ecc., e invece si manifesta con fattezze femminili e mentalità maschile. Io la interpreto così.
    Sesso & Potere… sì, non saprei, ci sono stati fatti tanti di quei film e romanzi… non mi scandalizza più di tanto: ci sono donne a cui piace l’uomo di potere, o il fascino della testa, ecc. e per me rientra nella sfera delle scelte personali di ognuna/o.
    Diciamo che ci sono uomini a cui il sesso piace un po’ troppo, e non hanno ancora capito – sempre per rispondere a Carmen Llera – che non è che sia un reato amare il sesso….. (ovviamente non in casi di Violenza), come non è un reato mangiare, ma esistono tuttavia diversi modi…. di manifestazioni erotiche, come esistono diversi modi… di mangiare. Tutto qua.

    (ora se Pino non si incaxxa, che dopo la quantità dei commenti di ieri…:)) la vedo male, ma voglio fare il copia/incolla di un pezzo di libro che avevo già riportato tempo fa, quando si parlava delle donne. (?) boh però non lo so magari non c’entra niente… non lo so.

    Posted by Sissi | 25 May 2011, 10:29
  37. (P.s. Più che altro, riguardo il discorso di sesso & potere, bisognerebbe leggere quell’orribile libro Hollywood Babilonia, talmente terrificante che l’ho lasciato a metà. Ecco lì sì…. la donna come una merce, quasi come una spazzatura, ripeto è qualcosa di nauseante. Tant’è che se riportassi quel pezzo di quell’altro libro invece… che Bellezza vibrante al confronto, che Elevatezza… delll’uman genere incivilito! scritto da un Uomo con la maiuscola, una persona Meravigliosa) .

    Posted by Sissi | 25 May 2011, 10:56
  38. E poi questi sono i fallimenti di certi ‘intellettualismi’ capito. Chi difende Battisti.. chi questo tipo qui, come si chiama, o Polanski… e perchè quella psicoterapeuta sentita di sfuggita in un Tg che ha scritto (o detto): Ruby!… se avessi una figlia la vorrei come te! (psicoterapeuta eh).
    No guardate ci sarebbe da ridere per non piangere: la verità è che nessuno ci capisce più niente di niente.

    Posted by Sissi | 25 May 2011, 11:37
  39. Principessa…riconciliati. ;-)

    Posted by franca | 25 May 2011, 12:13
  40. Amore-mio, Grazie…. ;))) di vero cuore. Tu che, per me, incarni la Donna con la maiuscola, come donna e come madre, che hai perfino la sensibilità nella memoria dei gusti di qualcuno – ti ricordi quella di Battiato e Giuni Russo dedicata(mi) tempo fa, che mi era piaciuta tanto? e… un’Anima, ricca di interiorità e una grande Dignità.
    No, ma io sto benissimo comunque, credimi. E’ proprio che un mondo che non mi piace più, che non riconosco più, dove si continua solo a scendere anzichè salire. Ci tenevo che si capisse, incasinando come al solito, la differenza tra l’entrare nella sfera morale e privata di ognuno, nelle sue scelte con se stesso e nel rispetto altrui – cosa che io non mi permetto -, e il fare del male agli altri (altra prevaricazione, che non ammetto). Tutto qua.

    Orgogliosa di avere una vera amica come te, per quanto purtroppo virtuale, ti ricambio tutto l’affetto che mi hai sempre dimostrato: con stima e di vero Cuore (Pino fammela passare, sto ‘minuetto’ come lo chiami te, che strazio, ma io devo dire quello che Sento!! lo sto dicendo proprio col cuore.) oh.
    Un BACIONE, e…. a Te! ;)))

    Posted by Sissi | 25 May 2011, 12:37

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