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acid camera, brasile

Intellettuali, strana razza: ecco le storie (non parallele) di Cesare Battisti e Achille Lollo

Il ritorno di Lollo in Italia ha avuto come primo riflesso condizionato l’accostamento al caso Battisti. Niente è più distante invece sul piano giudiziario. In comune hanno la fuga in Brasile, la bella vita nel paradiso di Rio de Janeiro, e forse la battaglia degli intellettuali.  Lollo è stato condannato per omicidio colposo, Battisti per quattro omicidi. Entrambi hanno parlato facendo i nomi dei complici. La differenza sostanziale è che l’iter giudiziario dell’ex leader dei proletari armati per il comunismo si è concluso definitivamente, mentre il rogo di Primavalle, a cui l’ex esponente di potere operaio ha partecipato, conserva ancora molti misteri, trentotto anni dopo. E’ il passato che ritorna assieme alle polemiche violente di quegli anni difficili. Lollo  e gli altri che incendiarono la casa del segretario missino uccidendo i due giovanissimi figli furono presi come vittime del sistema e difesi da grandi intellettuali come Moravia e Franca Rame che si appellò anche al presidente della Repubblica. Si parlò di faida fascista, il Manifesto titolò sulla messinscena parlando di montatura poliziesca. Finchè Lollo non confessò.

Per Battisti, che non ha mai scontato le sue pene, continuano a battersi intanto gli intellettuali francesi che su “Le Monde” sono attaccati pesantemente da Antonio Tabucchi. Una bella bastonata che viene da uno scrittore di sinistra, paladino di Sofri. Neanche li chiama intellettuali ma “pensatori mediatici” e li distrugge freddamente, punto per punto, ricordando che il prode Battisti era uno che sparava vigliaccamente alle spalle o alla nuca. Ricordando altresì come la liberale Francia tratta i propri prigionieri politici, tanto da essere ripresa dalla corte europea sui diritti dell’uomo. Siamo addirittura al ridicolo, sottolinea, quando si mette la foto di Battisti accanto a quella di Sakineh, la donna condannata dal regime iraniano. Fa addirittura peggio, in un’intervista a “La Stampa”,  il famoso ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro che arriva ad equiparare il suo protetto addirittura al nuovo presidente Dilma Roussef, anche lei chiamata terrorista dalla giunta militare. Gli anni di piombo come la dittatura, insomma. Fuori di testa.

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già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

12 thoughts on “Intellettuali, strana razza: ecco le storie (non parallele) di Cesare Battisti e Achille Lollo

  1. a volte le riflessioni degne di attenzione e più sensate le sento arrivare da persone più semplici, meno atteggiate a “grandi pensatori”.
    La “strana razza” come la definisci tu spesso compie danni incalcolabili poichè avendo spesso un nutrito stuolo di accoliti, viene compiaciuta e seguita acriticamente.
    E poi i francesi…mah lasciamo perdere…

    Posted by marcello | 17 January 2011, 15:05
  2. dal blog di CONCETTO VECCHIO su La Repubblica

    http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/01/17/liberi-e-impuniti/?ref=HREC1-11

    Lollo ha scontato due anni carcerazione preventiva (18 aprile 1973- 5 giugno 1975), poi è scappato; Manlio Grillo e Marino Clavo nemmeno un giorno; quando arrivò la sentenza definitiva – il 13 ottobre 1987 – quattordici anni dopo i fatti (quattordici!) gli anni Settanta erano archeologia e i tre colpevoli s’erano ricostruite altre vite: Lollo editore in Brasile; Grillo in Nicaragua, dove ha insegnato ai figli del comandante Daniel Ortega; di Clavo si sono smarrite le tracce: forse vive in Spagna.
    (…)
    La beffa suprema 18 anni dopo: la Corte d’assise di Roma il 28 gennaio 2005 – su richiesta dell’avvocato di Clavo – emette una sentenza che chiude per sempre il caso: il reato è prescritto per mancata esecuzione delle condanne. Com’è possibile? Lo prevede l’articolo 172 del codice penale: “La pena della reclusione si estingue con il decorso del tempo pari al doppio della pena inflitta”. E siccome i 18 anni sono la somma di singole condanne, la cui più alta sono gli otto anni per l’incendio doloso, l’intera vicenda si è estinta sedici anni dopo il verdetto della Cassazione, il 12 ottobre 2003. Liberi, impuniti e pure premiati, perché la giustizia italiana non seppe fare in tempo. Per la famiglia Mattei davvero La notte brucia ancora.

    Posted by pinoscaccia | 17 January 2011, 15:06
  3. sentir parlare di prigionieri politici in paesi democratici mi lascia di stucco.
    non conosco la situazione giudiziaria di altri paesi ma in italia chiunque commette un reato e iper garantito più di chi il reato l’ha subito.
    sentir dire che battisti potrebbe morire ritornando in italia farebbe ridere, se la situazione non fosse così tragica per i morti e il dolore dei familiari delle vittime.
    ricordo gli anni di piombo in italia ed anche all’estero e ricordo perfettamente che fine hanno fatto i terroristi tedeschi.
    la germania non permise a nessun medico straniero di assistere alle autopsie dei terroristi morti in carcere.
    quando c’è qualcuno che difende degli assassini dovrebbe andare a rileggere quello che è successo.

    Posted by teresa | 17 January 2011, 15:06
  4. C’è un gran discutere sui quotidiani locali.
    La disputa verte sulle dichiarazioni di un assessore provinciale del pdl Raffaele Speranzon.Ha proposto di boicottare e mandare al rogo tutti i libri degli intellettuali firmatari pro Battisti.Nomi come Massimo Carlotto O Tiziano Scarpa per rimanere in ambito locale.I sopracitati scrittori si sono detti convinti del loro assenso e che rifirmerebbero in quanto, a loro giudizio,tutte le notizie che riguardano Cesare Battisti sono state manipolate….

    Posted by irisilvi | 17 January 2011, 16:03
  5. L’idea del rogo è oggettivamente una cretinata. Ma cretini sono anche loro che continuano a difendere Battisti.

    Posted by pinoscaccia | 17 January 2011, 16:09
  6. Oh si ,certamente !!!Cretini su cretini continuiamo con sta farsa…

    Posted by irisilvi | 17 January 2011, 16:15
  7. Detto dal punto di vista prosaico: gli intellettuali saranno pure una “strana razza” ma questi due figuri sono solo due delinquenti vigliacchi. Cos’ hanno di intellettuale? Nemmeno le physique du rôle.
    Uno, il Cesare Battisti sembra un cacciato dalla banda Vallanzasca per insufficienza toracica; l’ altro, l’ Achille Lollo, sembra tornato in Italia solo per riprendersi la pipa, dimenticata in qualche pensatoio di noi miseri umani. Mah…

    Posted by Walter | 17 January 2011, 20:37
  8. L’interrogatorio è durato circa un’ora. Massimo riservo sui contenuti: il pm Luca Tescaroli ha lasciato gli uffici della Procura di piazza Adriana senza rilasciare alcuna dichiarazione. Ma è trapelato che l’ex leader di Potere operai o si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    Posted by pinoscaccia | 17 January 2011, 20:39
  9. Il Parlamento europeo ha approvato, con 83 voti favorevoli, un contrario e due astenuti, una risoluzione nella quale chiede al Brasile di estradare in Italia Cesare Battisti, terrorista, riconosciuto colpevole di quattro omicidi e condannato all’ergastolo in via definitiva.
    Il risultato è stato accolto da un applauso. Un deputato italiano ha urlato, rivolto alla Commissione, “agire, dovete agire”. Il testo della risoluzione comune – firmata da tutti i gruppi tranne Verdi e Sinistra unita Gue – è essenzialmente politico in quanto “auspica che le autorità brasiliane esercitino il loro dovere-diritto di dare seguito alla richiesta del governo italiano” e chiede che “il Consiglio e la Commissione conducano il dialogo politico con il Brasile e monitorino costantemente che ogni decisione presa rispetti i principi fondanti dell’Unione europea e delle buone relazioni con gli Stati membri”.
    Il voto dell’Assemblea di Strasburgo è arrivato dopo un dibattito a tratti polemico, con interventi soprattutto di eurodeputati italiani, favorevoli alla risoluzione, e portoghesi, contrari. Il commissario europeo Stefan Fule, intervenuto a nome dell’Esecutivo comunitario, ha detto che la Commissione non ha modo d’intervenire in questa vicenda. Al dibattito e al voto hanno assistito alcuni familiari delle vittime di Cesare Battisti. Con l’atto ufficiale dell’approvazione della risoluzione “il Parlamento europeo ribadisce che i principi della giustizia non sono negoziabili per i cittadini europei”.

    Posted by pinoscaccia | 20 January 2011, 17:39
  10. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera riservata al neopresidente brasiliano Dilma Rousseff in cui si affronta anche il caso di Cesare Battisti. Fonti del Quirinale confermano così alcune indiscrezioni di stampa. Nella missiva il capo dello Stato avrebbe espresso i complimenti alla presidente per la sua elezione, sottolineando altresì l’amarezza e la delusione dell’Italia per la mancata estradizione del terrorista.

    http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_21/napolitano-battisti-lettera-brasile_c005b7a4-2536-11e0-9e30-00144f02aabc.shtml

    Posted by pinoscaccia | 21 January 2011, 10:15
  11. l Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità una risoluzione in cui appoggia la richiesta italiana al Brasile di estradare Battisti. Ma la Commissione continua a sostenere di non poter intervenire poiché si tratta di una questione bilaterale tra Roma e Brasilia in cui le autorità europee non hanno competenza.
    Può darsi che, da un punto di vista strettamente giuridico, la burocrazia europea abbia ragione. Ma da un punto di vista politico ha torto marcio. Infatti la giustificazione addotta dal governo brasiliano per negare l’estradizione è che, in Italia, l’incolumità e la salute fisica di Battisti sarebbero in pericolo. Se questo fosse vero, l’Europa tollererebbe al proprio interno un Paese in cui i diritti umani fondamentali sono palesemente e sistematicamente violati. Le motivazioni addotte da Lula per proteggere Battisti, dunque, offendono non solo l’Italia, ma tutto il sistema giudiziario e penitenziario europeo. Se il commissario responsabile per la giustizia no ha forse gli strumenti giuridici per intervenire, dovrebbe farlo l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue , Catherine Ashton, cui spetta il compito di tutelare l’immagine internazionale dell’Unione europea.
    Ma, forse, l’opinione che la signora Ashton ha dell’Italia non è migliore di quella dimostrata dall’ex presidente brasiliano Lula quando ha rifiutato l’estradizione del terrorista italiano. ANDREA BONANNI

    Posted by pinoscaccia | 21 January 2011, 10:18

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