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acid camera, reporter

Dal fioretto alla clava

SCUSA LUCA TELESE, MA HAI TORTO (DAGO DIFENDE RIOTTA!) – OSPITE FISSO DE “LA ZANZARA”, IL PROGRAMMA DI RADIO 24 DI GIUSEPPE CRUCIANI, IL GIORNALISTA DE “IL FATTO” E DE LA7 È STATO ALLONTANATO PER AVER COMMENTATO IL CASO PORRO-ARPISELLA CON QUESTE PAROLE: “EMMA MARCEGAGLIA È UNA CRETINA” – IL PROBLEMA NON È CHE LO ABBIA DETTO IN PROGRAMMA CHE VA IN ONDA SULLA RADIO DELLA CONFINDUSTRIA, MA PERCHÉ NON SI PUÒ CONFONDERE LA LIBERTÀ DI STAMPA CON LA LIBERTÀ DI CAFONERIA…. dagospia.com

Sarò vecchio, ma sentire un dipendente mandare “affan” il direttore generale, o un collaboratore gridare che lo stesso dice “scemenze”,  mi sembra roba da marziani. Non entro nel merito delle questioni, ma credo che non solo abbiamo abbattuto ogni limite di confronto, ma ormai abbiamo superato anche la degenerazione dello scontro. Una volta eravamo addestrati all’uso di aggettivi, insomma i mastri artigiani dell’informazione ci insegnavano che si può dire la stessa cosa senza offendere nessuno. Una scuola che serviva non solo ad evitare il licenziamento (allora certissimo e immediato, per molto meno) ma soprattutto a dimostrare rispetto per chiunque, anche per i “nemici”. Insomma, per l’investitura in questo mondo difficile ci consegnavano il fioretto. C’è stato il tempo delle sciabole, adesso siamo tornati addirittura alla clava.

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

22 thoughts on “Dal fioretto alla clava

  1. Il problema, caro Pino, non è la “vecchiaia”, ma l’educazione. C’è chi ce l’ha e chi no. Tutta questione di bon ton.

    Posted by marisamoles | 24 October 2010, 19:02
  2. Ho aggiunto alcune righe al commento, ricordando cosa succedeva una volta Vale la pena di rileggere il post.

    Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 19:13
  3. Purtroppo è cambiata la società. Bastava dire che non era d’accordo con la Marcegaglia, anche in maniera dura, spiegando il perchè. Ma si sa ormai è ascoltato soltanto chi urla.

    Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 19:15
  4. Condivido completamente le tue osservazioni. Chi parla in pubblico è, volente o nolente, consapevolmente o meno, un esempio. Come il chirurgo porta il camice per non infettare, lo speaker deve portare l’intero vocabolario per non scivolare nelle due o tre ingiurie a cui si è ridotta ormai la critica delle posizioni altrui.

    Posted by mcc43 | 24 October 2010, 19:46
  5. Purtroppo oggi certa gente crede che la cafoneria, la maleducazione, possano essere interpretate come una sorta di forza. E’ convinta di poter essere lupo di fronte al quale tutti si fanno pecora e non si rende conto di suscitare solo un pò di commiserazione. Da tempo ho smesso di quardare trasmissioni dove gli uni tentano di sopraffarre gli altri a suon di grida e maleducazione. Anch’io talvolta penso d’essere ormai datato e legato a valori che oggi sembrano non esistere più. Noi possiamo anche vivere rimpiangendoli ma i nostri figli ed i nostri nipoti?

    Posted by Barba | 24 October 2010, 20:00
    • Non c’è dubbio che sono loro a rimetterci, ma credo che poi alla fine dipenda dall’educazione e che non tutti i nostri figli – per fortuna – copiano, che so, fabriziocorona che non riesce a dire tre parole di seguito senza inframmezzarle con quell’aggeggio che a lelecorona, pare, piaceva tanto.

      Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 20:05
  6. Quando uno si inc…. appunto, qualche termine può anche partire, ma non è quello il problema. Il vero problema è che adesso “o parli la mia stessa lingua, cioè ragioni come me, o ti faccio a pezzi” questo è. Che è ben più grave della mancanza di educazione come dire ‘formale’ – per quanto fastidiosa e insopportabile.

    Posted by Sissi | 24 October 2010, 21:09
  7. Quando uno arriva ad urlare, vuol dire che non possiede l’arma del ragionamento.

    Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 21:10
    • … e che, non avendo argomenti, tenta di accaparrarsi la ragione in quel modo.

      Posted by Claudia | 24 October 2010, 21:22
      • ah questo non l’avevo letto siiiiii!!!!! SEMPRE chi urla e sbatte le porte in faccia rifiutando il dialogo o non ha niente da dire, o è cosciente di essere in malafede, o fa prevalere uno smisurato orgoglio, sì, sempre pensato. A menoche i rapporti non si rompano per motivi più seri e profondi, di solito è una di quelle tre componenti. Io pure sono sempre favorevole al dialogo (quando è in buonafede…).

        Posted by Sissi | 24 October 2010, 21:29
      • io sono convinta che con un tono calmo si ottenga molto di più.

        Posted by Claudia | 24 October 2010, 21:31
  8. Sì, che mancano proprio i ragionamenti e contenuti da inviare… questo è certo: è tutta una prepotenza e uno sbranarsi a vicenda ormai, è inutile. Solo che rispetto alla ‘forma’ trovo ancora più grave la sopraffazione, come dire, a maggior ragione del… nulla.

    Posted by Sissi | 24 October 2010, 21:19
  9. forse non è neanche la voglia di sopraffare, ma di “esistere”, di fare titolo

    Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 21:20
  10. Non so, l’aria è tempestosa… Spero si limitino a quello, con ulteriore rassegnazione di noantri a spegnere pure il telecomando. Il fatto è che il clima in giro di riflesso si agita… e ripeto: in base al Nulla. E con tutti i problemi invece realissimi e urgentissimi in questo caos che non è neanche primordiale, magari! torniamo al paleolitico e alla matria:)))

    Posted by Sissi | 24 October 2010, 21:25
  11. Quel che mi rattrista e che mi preoccupa é che la libertà di insulto viene spacciata per libertà di espressione.Se é così, da domani potrei mandare “affan” il mio direttore…non nascondo che a volte è difficile trattenere la lingua, ma ritrovare la misura è essenziale, soprattutto quando si hanno milioni di occhi puntati addosso.

    Posted by barbara brunati | 24 October 2010, 21:56
  12. Se saltano le regole del gioco, salta tutto.

    Posted by pinoscaccia | 24 October 2010, 21:57
  13. Comunque D’Agostino è un mito, mi dimenticavo… figuriamoci che ero piccola, non sapevo neanche chi fosse e logicamente non mi ricordo ora cosa diceva e perchè mi avesse catturato l’attenzione ma “mamma… chi è quello!?”:))) già mi attraeva – ed ero piccola davvero! Si vede che già da allora…sentivo un’attrazione per l’ironia, la sentivo a pelle proprio, perchè sicuramente non avevo ben chiaro ciò che diceva. Vabbè dopo questo ‘voto’… vi sentirete tutti meglio suppongo.. :)))
    ariciao! (come mi piace pure Mughini, con quello sguardo penetrante …che incenerisce ahahah! e il dramma è che non c’è più nessunooo!!! ora.)

    Posted by Sissi | 24 October 2010, 22:09
  14. Luca Telese è un prodotto perfetto di questa Seconda Repubblica, il giornalista ideale di questa classe politica tutta ciance e Ballarò: ridanciano, pettegolo, telefonatore implacabile, amico di tutti e di nessuno, banalizzatore come solo i finti romani sanno essere, forte con i deboli e buffo con i forti, uno che non ha bisogno che canti il gallo per tradirti tre volte; il suo genere di giornalismo, malato di politica, è persuaso di dover mutuare dalla medesima politica i modus deteriori, tipo la doppiezza, il paraculismo, il cinismo, il tutto con l’aria di chi sa come gira il mondo. Uno così, nel nostro Paese, riesce a fare il portavoce di Rifondazione comunista e poi a scrivere sul Giornale per 11 anni, riesce a smarchettare per inserti pubblicitari della Mondadori e poi a tirarsela da barricadiero suI Fatto quotidiano, riesce a lacrimare per i cassintegrati della Sardegna e poi a fare l’autore di Chiambretti c’è. Oltre a mille altre cose. FILIPPO FACCI

    Posted by pinoscaccia | 26 October 2010, 13:32

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