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terrorismo, vivalamerica

Lo spartiacque dell’11 settembre, il giorno che ha cambiato il mondo. E tu dov’eri?

WEBCAM IN DIRETTA SU GROUND ZERO

Era martedì, un giorno qualsiasi. Avevo una cena. Appena tornato da mensa, a Saxa Rubra, avevo meditato di squagliarmi. Già raccolti i giornali, presa la borsa, ero sulla porta a salutare. Quando Carlo Pilieci, il capocronista che sta fisso sulle agenzie, urla: “Fermo! Aspetta!” Arrivano le immagini del secondo aereo che si schianta dentro le torri. Da quel momento il finimondo. Tutto risbattuto sulla scrivania. L’edizione straordinaria. La convocazione dal direttore che era il grande Albino Longhi. Non ricordo esattamente i dettagli, ma il quadro era chiaro: bisognava partire di corsa per New York. Incaricati in due: Lilli Gruber e il sottoscritto. Ricordo bene l’orgoglio: ero cosciente di andare incontro alla storia, mai come stavolta. Cominciano i problemi. Per l’America naturalmente voli bloccati. Lilli va direttamente in aeroporto e aspetta. Io tento di organizzarmi: c’e’ l’ipotesi di un volo dei vigili del fuoco italiani, cerco d’infilarmi. Tutto annullato, allora corro a Fiumicino. Il giorno dopo partiamo con un volo della Klm, il primo aereo che parte per New York dopo la strage, passando per Detroit. Trovai una città gelata dal dolore, ne respirai la polvere e la paura. Certamente quel giorno ha rappresentato uno spartiacque per il mondo. E anche per il sottoscritto. A dicembre ero già in Afghanistan, e poi in Iraq. La vita di tutti da allora è cambiata.

Nove anni dopo ci ritroviamo soltanto cocci. Le due guerre scatenate dall’11 settembre sono ancora drammaticamente in corso senza aver ottenuto risultati, nonostante molte migliaia di morti. Ci sono pazzi che gridano alle crociate e per fortuna Obama frena con una frase bellissima: “Siamo una nazione unita, composta da persone che danno a Dio nomi diversi. Ma nessuno riuscirà a farci del male con divisioni basate su differenze religiose o etniche”. Parole estremamente diverse da quelle del predecessore Bush che appena dopo l’attacco si autocelebrò “presidente del mondo” invitando tutti al conflitto globale. Cominciando a buttar giù (non è un modo di dire) bombe a casaccio, non per battere al Qaeda ma per togliersi sfizi petroliferi, alleandosi con quelli che erano (sono) i veri nemici dell’Occidente. Inventandosi scuse, costruendole addirittura. E non possono allora che tornare alla mente i dubbi di allora, mai chiariti. Cercherò di essere sintetico.

In quei giorni mi trasferii a Boston, da dove erano partiti due degli aerei dell’attacco. Allo yachting club riuscii a sorprendere il fratello di Bin Laden, per poco non riuscii a rintracciare la madre, ma individuai l’albergo dove viveva, in piena Little Italy: tutta la strada era della famiglia. Sul “Boston Globe” uscirono due pagine con i movimenti minuto per minuto di tutti i diciannove dirottatori, fino alla “festa” finale con Mohammed Atta che a trent’anni brinda all’ultima notte della sua vita. Un paio di giorni dopo è diffusa la sua foto che saluta all’aeroporto Logan prima di andare al suicidio. Un altro paio di giorni e nelle macerie polverizzate di Ground Zero rintracciano il suo diario: “Memorandum di un kamikaze”. Manco nei film. Tornato in Italia chiedo a uno bravo del Sismi: ma com’è possibile? Risponde: “L’ipotesi più benevola è che quelli della Cia non hanno capito cosa andava a fare”. Leggo la sua storia: entrato da clandestino a Miami, Atta è uscito e rientrato almeno due volte (dalla Germania) negli Stati Uniti dove ha preso tranquillamente il brevetto di volo e preso a pugni uno sceriffo in Florida. Fra le tante cose che non tornano c’è poi l’orario dell’attacco. La mattina presto quando gli uffici delle Torri sono chiusi. Tipico dei “servizi”, com’è successo anche da noi nel ’93. Si potrebbe continuare, ma certo è che gli Stati Uniti di Bush, pressati dal movimento no-global (non casualmente massacrato) con l’11 settembre hanno ripreso il pallino del mondo. E così sia. Speciale 11 settembre

QUEL MARTEDI’ DI NOVE ANNI FA DOV’ERI?

Tutti i vostri racconti sono raccolti in un post: per non dimenticare

“Every War” by Mirko Caruso (Artfuckit)

About pinoscaccia

già redattore capo Rai inviato speciale Tg1

Discussion

60 thoughts on “Lo spartiacque dell’11 settembre, il giorno che ha cambiato il mondo. E tu dov’eri?

  1. a casa, a roccella jonica.

    Posted by Alessandro | 10 September 2010, 22:28
  2. In giro con mia filgia che aveva poco più di un anno.Ricevo una telefonata, mia cugina che lavora a MIlano, piange …. torno a casa, accendo la TV … piango.

    Posted by stefania | 10 September 2010, 22:32
  3. eccoti, bravo alessandro
    ma racconta qualcosa di più: che ricordi, che facevi?

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 22:32
  4. Io ero a casa, a studiare per l’esame di Letteratura Spagnola. Mi ero da poco seduta al tavolo della cucina e avevo ancora la tv accesa. C’ho messo un po’ di tempo prima di capire cosa stava succedendo. Mio fratello stava svolgendo il servizio militare a Roma. Telefonò a casa per avvisarci di accendere la tv, che in America stava succedendo una catastrofe.

    Posted by Stella | 10 September 2010, 22:37
  5. ero appena uscita dallp studio di un avvocato per un consulto e mi son ritrovata ad ascoltare, inorridita e incredula, la cronaca di qualcosa cosi’ tanto piu’ grande dei miei piccoli problemi personali

    Posted by Paola | 10 September 2010, 22:40
  6. ecco il post dove raccoglierò tutte le vostre testimonianze

    http://scaccia.wordpress.com/2010/09/10/dove-eravamo-l11-settembre/

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 22:43
  7. Ero in casa a prepararmi per andare a far la spesa in un market fuori Imperia, ad un tratto mio marito mi chiama per dire se anche per me quello che stava guardando alla tv fosse vero: mi fermai sconvolta perchè mi sembrava di assistere ad un film. Le due torri viste parecchi volte nei documentari e film su New York: una dopo l’altra sbriciolate in un attimo. Esterefatti usciamo per la spesa: c’era una delle tv in vendita accesa sul dramma.Nè noi nè i commessi volevano credere che fosse realtà! Ho quelle visioni ancora davanti ai miei occhi ed ancora mi sembrano irreali!

    Posted by Anna | 10 September 2010, 22:46
  8. rientro dall’Ospedale al centro di Roma, nela casa da poco abitata, piacevolmente stanco e soddisfatto del mio lavoro, e guardo distrattamente la Tv bevendo qualcosa, poi….chiamo la mia compagna e alzo il volume del televisore perchè quello che sembrava un film americano si va definendo come la tragedia che poi si definirà nei suoi contorni : un incipit ad oggi senza una fine e in evoluzione. Sono rimasto incollato alla TV fino a notte inoltrata, cosciente del mutamento epocale dell’evento, pur nell’incertezza degli eventi possibili futuri.

    Posted by riccardo | 10 September 2010, 22:48
  9. ero in ufficio, quando una amica mi chiamò e mi disse di collegarmi al sito di repubblica perchè c’era stato un attentato a new york…
    fu praticamente impossibile collegarsi a qualsiasi sito di informazione.
    corsi a casa e accesi la tv… non ho visto l’altro aereo in diretta, però vidi schiantarsi al suolo le torri.
    chiamami mio padre e parlammo, sconvolti, per un’ora…
    passai la giornata attaccata al televisore.

    sono pienamente d’accordo con quello che scrivi pino.

    Posted by laura | 10 September 2010, 22:48
  10. Ero a casa la tv accesa., rimasi pietrificata ed ancora oggi pensandoci provo lo stesso sgomento.

    Posted by minù | 10 September 2010, 22:50
  11. Stavo uscendo da un negozio di belle arti con un paio di tele nuove sotto il braccio. Mi telefono’ mio padre dicendomi che un aereo aveva impattato una delle torri, si pensava ancora al tragico incidente. In macchina appresi poi che un secondo aereo si era infilato anche nell’altra torre. Arrivato a casa rimasi impietrito davanti alla tv x tutto il giorno, fino a notte fonda. Qualche giorno dopo ho iniziato un quadro che ho esposto in una mostra per la prima volta solo qualche mese fa. Si chiama Every War.

    Posted by Mirko | 10 September 2010, 22:50
  12. Mai potro’ dimenticare l’11 settembre del 2oo1. Era il primo giorno di lavoro nella nuova location ,dopo mesi di ansie finalmente ci eravamo trasferiti. Un mal di testa terribile ,da stress, mi accompagnava, ma non staccai nemmeno per un caffè……così che arrivo’ la notizia al lavoro,tra il comune caos della mia vita , ,mia madre che mi telefona e mi dice ” guarda il tg1″ e vedo quell’aereo ,il secondo credo. L’angoscia ,amplificata dal momento, mi attanaglia e cattivi presagi mi attraversano la mente. La paura di quello che prevedo mi toglie per qualche istante dalla paranoia del lavoro….
    Faceva caldo ,il traffico intenso mi scorreva davanti agli occhi . Guardavo la colonna delle auto lenta, immobile forse ,e sento come un unico suono,le radio erano tutte sintonizzate sulla stessa radio nazionale ,con un unico argomento.
    Ogni anno il ricordo si sovrappone ,ma chissa’ perchè il commento tra di noi è sempre lo stesso”ti ricordi?”

    Posted by silvi | 10 September 2010, 22:54
  13. Il fatto è che tutti ci ricordiamo tutto benissimo. Perchè non sono soltanto ricordi, ma da allora è cambiata la nostra vita.

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 22:57
  14. A novembre andro’ a New York ma da tempo ho deciso.Non voglio vedere ground zero.

    Posted by silvi | 10 September 2010, 23:02
  15. Io non l’ho mai vista, perchè quando stavo lì era vietatissimo. E da allora non sono più stato a New York, pur frequentando in questi anni molto gli americani (soprattutto i marines…)

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 23:04
  16. Già , io nn so come spiegartelo ma quel giorno e’ stato come avere tra le mani qualcosa che si era spaccato in due. Passato e futuro.

    Posted by Mirko | 10 September 2010, 23:05
  17. Every War: bellissimo, tragico titolo.

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 23:07
  18. Avevo solo 14 anni, ma quel giorno lo ricordo assolutamente come fosse ieri.
    Erano gli ultimi giorni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, stavo tranquillamente seduto quando mia mamma mi chiama dicendo di correre verso la televisione: sintonizzata sul Tg3, c’è ancora molta incertezza: chi parla di incendio, chi di esplosione. Poi si delinea un pò tutto. Mi trasferisco in camera mia, mi sintonizzo sul Tg1, edizione straordinaria condotta (se non erro) da Tiziana Ferrario e Filippo Gaudenzi; fisso tutto per ore, quasi incredulo.. sembra di rivivere la diretta de “La guerra dei mondi” di Welles, stavolta però non c’era nulla di inventato.
    Nel tardo pomeriggio esco in compagnia di mia mamma, non so se era la realtà o il mio stato d’animo: vedevo tutto cupo, fin troppo tranquillo. Io quasi impaurito (si rincorrevano gli allarmi anche in Italia, mi aspetto praticamente di tutto dopo quello che ho visto a New York e al Pentagono), rimango attaccato all’autoradio per avere le ultime notizie. Poi di ritorno a casa, giorni interi a segure attraverso i telegiornali tutti i risvolti. Praticamente un incubo (vissuto a migliaia di chilometri di distanza, chissà cosa è stato veramente per chi l’ha vissuto in prima persona).

    Posted by Francesco | 10 September 2010, 23:10
  19. Un titolo nato da se, prima ancora di iniziare il lavoro, forse te lo mostrai anche in qualche post.

    Posted by Mirko | 10 September 2010, 23:10
  20. Ero a casa a Napoli, ero collegata a una chat e all’improvviso tutto si bloccò, provai a ricollegarmi ma niente, accesi la tv, sembrava di vedere un film apocalittico, solo che era trasmesso da tutti i canali. Ricordo che squillò il telefono, era la mia migliore amica che era sola a casa, era terrorizzata, vedemmo insieme al telefono il secondo aereo schiantarsi contro la torre, oggi non so dire se fosse in diretta o solo l’ennesima “replica”.
    Telefonai a mia madre, all’epoca lavorava ancora in aeroporto,l’aeroporto di Napoli è praticamente dentro la base NATO di Capodichino, al telefono non si sentiva nulla, non poteva uscire dall’ufficio, tutto blindato, elicotteri, camionette della polizia, gente armata fino ai denti e mia madre che voleva solo tornare a casa da sua figlia.
    Abitavo non lontano dalla base NATO di Bagnoli allora e ricordo il rumore continuo degli elicotteri, la colonna sonora del pomeriggio che cambiò il mondo…. Elicotteri a bassa quota e sirene.
    La mia amica poco dopo venne a casa mia e insieme continuammo a guardare le scene apocalittiche che arrivavano dagli USA consapevoli che da quel giorno nulla sarebbe più stato lo stesso…
    Avevo amici e parenti a NY e non riuscivamo a metterci in contatto con loro, fu una delle giornate più lunghe della mia vita, a mia madre fu permesso di uscire dall’ufficio solo all’ora di cena più o meno a quell’ora sapemmo da una parente che i nostri stavano tutti bene…

    Posted by Eugenia | 10 September 2010, 23:10
  21. C’è un altro ricordo che accompagna quei giorni. Poche sere dopo la caduta delle twin towers mi reco a cena a casa di un’amica.
    Nella via dove abita c’era un centro sociale occupato da cui provenivano canti,urla di gioia. .Dalla sera dell’11 settembre che facevano baldoria e che si ubriacavano .Festeggiavano.

    Posted by silvi | 10 September 2010, 23:13
  22. il quadro di mirko

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 23:34
  23. Complimenti a Mirko per il suo quadro…esprime anche l’inesprimibile.

    Posted by minù | 10 September 2010, 23:41
  24. Lo vivo ancora come un brutto sogno ma ci sono molto legato a questo lavoro.

    Posted by Mirko | 10 September 2010, 23:44
  25. Sì Minù. E infatti l’ho aggiunto nel post.

    (Mirko, controlla se la didascalia ti va bene)

    Posted by pinoscaccia | 10 September 2010, 23:45
  26. Va bene si Pino grazie, artfuckit senza il punto, non vorrei che cercassero un sito che non esiste ancora :)

    Posted by Mirko | 10 September 2010, 23:54
  27. non riesco piu’ a commentare…..

    Posted by silvi | 10 September 2010, 23:59
  28. why not?

    Posted by pinoscaccia | 11 September 2010, 00:05
  29. perchè non sono partiti almeno due commenti precedenti nei quali facevo i complimenti a Mirko per l’intensita’ del quadro….
    io e la tecnologia….

    Posted by silvi | 11 September 2010, 00:08
  30. Ero in un centro commericale al Cairo, a scegliere il corredo per il mio bimbo…una folla inchiodata davanti alle tv sparse per il mall….non capisco, cosa succede? Un aereo è caduto? No, è un attaccato terroristico! Corro a casa, siamo tutti sconvolti e lo saremo ancora a lungo. Capisco che da quel giorno niente sarà più lo stesso. Sembra ieri….

    Posted by Monica | 11 September 2010, 03:25
  31. Quasi come un film raccontato il 9/11… In quel periodo ero impiegato in un noto Cantiere Navale, stavo scartabellando la lista dei materiali per la costruzione dell’arredo dell’imbarcazione Adriatica dei Roversi, quando la rete mondiale andò letteralmente “KO” per eccesso di accessi contemporanei, alcuni minuti dopo il primo impatto sulle Twin Towers. Ciò che stava accadendo in diretta dall’altra parte del Mondo l’ho saputo grazie a un broker di MonteCarlo che attraverso il cellulare si faceva raccontare i terribili minuti successivi dalla moglie che guardava in diretta il TG francese. Uno shock mondiale che difficilmente scorderemo come tante altre orribili vicende, di questi ultimi 30 anni.

    Posted by Giorgius | 11 September 2010, 11:05
  32. Posted by roberto altavilla | 11 September 2010, 12:26
  33. Gli Stati Uniti hanno fallito in Afghanistan e nove anni dopo l’11 settembre 2001 a loro si presenta una sola opzione: ritirarsi. È quanto proclamano oggi i talebani afghani in un messaggio per marcare l’anniversario del crollo delle Torri Gemelle. ”Nove anni dopo l’11/9 e dopo aver tentato tutte le soluzioni militari possibili in Afghanistan, (gli americani) hanno perduto ogni possibilità di instaurare la pace” e a loro ”non resta ormai altro che un’unica scelta: ritirare le loro forze dall’Afghanistan senza condizioni”, si legge nel testo in lingua pashtu diffuso a Kandahar.

    Posted by pinoscaccia | 11 September 2010, 13:17
  34. Alla continua ricerca di pretesti, sembra un ” noi ve lo avevamo detto…” . Ho dei brutti presentimenti.

    Posted by Mirko | 11 September 2010, 14:02
  35. Il problema è che non si tratta di parole, ma di fatti. Dopo nove anni di guerra, i talebani mantengono ancora quasi l’80 per cento del territorio. Il fallimento americano è evidente.

    Posted by pinoscaccia | 11 September 2010, 14:05
    • Pino, già nove anni. Lo scrivo a lettere, perchè il numero mi sembra riduttivo. Me lo ripeto: nove. Nove anni da una giornata assurda, senza spiegazioni, senza giustificazioni. Per nessuno. senza vincitori nè vinti. Ero in ufficio, in quel momento sola. Sentivo in lontananza il traffico impazzito. Che strano: a Roma è la normalità, e noi cittadini quasi non ci facciamo più caso. Inaspettata, quindi, questa riflessione tra me e me. In quel momento mi chiama un mio carissimo amico: Claudia, è la fine del mondo. Le Torri sono crollate, le hanno bombardate. E’ tutto chiuso, bloccato. Le è mai capitato che il tempo intorno a lei si fermasse e rivedesse in pochi secondi scene di vita impresse nell’anima? Eccomi: io a New York, 1997. Io che dal ponte le vedo, allineate e lineari, eleganti, con qualche luce ancora accesa. Senza pensare che fossero il cuore pulsante dell’economia. No, banalmente pensavo “sono proprio come le vedo nei film”. Rieccomi mentre prendo uno degli ascensori e le salgo, un tempo infinito. E ora? Ora non c’erano più, polverizzate. E migliaia di vite, ora e dopo. Polverizzate anche quelle. Da quel giorno mi capita spessissimo la mattina di alzare gli occhi su un orologio che ho intorno, uno qualsiasi, e leggere l’ora: 09.11. Non potendo far altro, probabilmente è il mio modo di portare questa tragedia immane nel cuore, e di scandire il tempo: “prima e dopo le Torri”.

      Posted by Claudia | 13 September 2010, 22:39
  36. Ero appena rientrata a casa, dopo ore passate alla limatura di una scultura in ferro. Entrando, mia figlia mi disse “Vieni a vedere cosa fanno alla TV”. Guardi lo schermo nel momento in cui il secondo aereo sventrò la torre e pensai fosse l’ennesimo film di Stallone. Ci vollero diversi minuti per rendermi conto che era REALE. Cambiai canale quasi in cerca della prova di falsità delle immagini, ma era assolutamente vero, gli uomini che si lanciavano dalle torri nel vuoto e verso la morte erano veri, non controfigure. Fu uno shock pazzesco e quelle immagini sono rimaste impresse nella mente, per sempre.

    Posted by JO | 11 September 2010, 14:06
  37. Il problema principale, in questi anni la Nato e gli enti para-governativi stranieri che dovevano supportare il dopo invasione, non sono riusciti ad azzerare le maledette piantagioni di oppio, unica moneta sonante con cui i talebani acquistano armi e finanziano parte del terrorismo islamico all’estero. Ma forse dietro questa storia infinita c’è altro.

    Posted by Giorgius | 11 September 2010, 17:27
  38. Io quel giorno ero a casa lo ricordo come se fosse ieri. Stavo scrivendo al computer quando all’improvviso alla televisione ci fu l’edizione staordinaria del TG1. Vidi quelle terribili immagini e rimasi sconvolto. In quel momento con mia moglie ci siamo detti se stava iniziando una nuova guerra. Fu un momento terribile rimasi incollato alla sedia a guardare per tutta la notte le immagini che arrivavano dall’America.

    Posted by Salvatore | 11 September 2010, 17:55
  39. era una giornata incasinata:avevano ricoverato d’urgenza mia nonna, mia mamma era a letto col piede ingessato e mio padre si stava preparando per andare all’ospedale. Stavo guardando italia1 perchè dovevano fare uno speciale su non è la rai ma ecco l’edizione straordinaria.Avevo 18 anni..li dovevo compiere, ma non ho avuto il coraggio di festeggiare..troppa paura, incomprensione per ciò che stava vivendo.
    Le immagini sono là, nella mia testa. E da allora odio la sigla del tg fuori orario.Mi terrorizza.

    Posted by sara | 11 September 2010, 19:02
  40. Fino a febbraio 2008 ogni minimo dettaglio di quella “strana” giornata era impresso nella mia mente.
    Poi ho rimosso.Era troppo forte la connessione tra quel giorno e la “permanenza” di mio figlio in Afghanistan…

    Posted by franca | 11 September 2010, 23:35
  41. Ero a riposare e i bimbi, i miei tesori appena adottati dalla Russia, sono venuti a chiamarmi spiegando nel loro italiano buffo che un aereo aveva sbattuto su un palazzo…e avevano interrotto il programma.
    Loro guardavano su rai3 la Melevisione. Io ho riso….chissà cosa avevano visto, così li ho seguiti, e sono rimasta senza parole. Solo allora hanno capito quanto era grave la cosa, vedendo la mia espressione e le lacrime che si affacciavano…

    Poi ho subito messo un cartone del vecchio e caro Paperino e sono andata in cucina, in tempo per vedere il secondo aereo entrare nella seconda torre.. Non dimenticherò lo sguardo atterrito dei miei cuccioli che mi guardavano piangere…

    Posted by enza | 11 September 2010, 23:41
  42. Quell’11 settembre ha veramente segnato a fuoco la mia vita: in quelle ore drammatiche io stavo riempiendo la mia auto, un vecchio peugeot 205,con le mie cose ,le mie due figlie,e separarmi da mio marito…Ho trascorso la giornata a trasportare scatole,biancheria e, nel pomeriggio,mangiando qualcosa per una pausa, abbiamo acceso la televisione. Ero così a pezzi per il fallimento di 18 anni di vita che ho impiegato alcune ore prima di realizzare il senso di quelle immagini che sembravano tratte da uno dei tanti film di azione americani….Ricordo di aver esclamato:il mio matrimonio è iniziato con un funerale e termina con una catastrofe….

    Posted by Enrica | 11 September 2010, 23:42
  43. Ero tornato a casa dal lavoro nel primo pomeriggio, intorno alle 14,40- 15. Mi sono seduto a tavola per mangiare un boccone ed ho acceso la televisione. Passavano le immagini della CNN che mostravano il primjo attacco alle Twin Towers e sotto scorreva la scritta “America under attack” . Ma ci ho impiegato un pò per capire che non era uno dei soliti telefilm catrastrofisti. Poi il secondo impatto e poi ancora il crollo della prima torre e poi le altre notizie frammentarie che andavano pian piano a comporre il puzzle dell’attentato. Un giorno veramente doloroso.

    Posted by Barba | 12 September 2010, 11:04
  44. In quel giorno spartiacque ero al lavoro e fruendo del televisore del gran capo ebbi l’impressione che trasmettessero il film “Inferno di Cristallo!”

    Posted by Lucio Gialloreti | 12 September 2010, 11:06
  45. Pino pensavo all’11 settembre del 1973 , l’altro 11 settembre, ormai dimenticato ,superato dall’abbattimento delle Torri Gemelle.
    Il commento di Teresa, in risposta al post “Sparare contro i pescatori”, ha aperto un filo di memoria e ho ricordato il vile golpe in Cile ,la fine di un tentativo di democrazia ostacolato ,ormai si sa, dagli Stati Uniti tanto da essere implicati in quelo terribile colpo di stato. Mi piacerebbe che, assieme alle Torri ,ritornasse un’eco di memoria pure per quei tragici fatti di storia ,non così lontana,che rischiano di essere dimenticati per sempre.

    Posted by silvi | 14 September 2010, 22:59
  46. In realtà, se ne riparla ogni anno, nessuno ha dimenticato quel giorno tragico. Ma le Torri hanno azzerato ogni altro ricordo: l’11 settembre ormai è quello del 2001. Senza fare confronti, il 1973 ha riguardato il destino di un Paese, a New York davvero è scattata di fatto la terza guerra mondiale.

    Posted by pinoscaccia | 14 September 2010, 23:03
  47. Ero in sala, a casa dei miei genitori, guardavo “sentieri” con mia mamma…la soap neanche si interrompe e partono queste immagini…e confondo la realtà con la finzione…poi capisco che è tutto vero…

    Posted by annalisa | 1 October 2010, 13:53
  48. Io ho scritto un pezzo su un sito internet, 2001, New York, la fine del mondo, me la sono cavata, mi pare fosse Brsciablob di Renato Rovetta, comunque tu sei volato in America, bene. Comunque l’avvenimento ha dimosrato la forza delle immagini e dei nuovi media.

    Posted by Giovanni Farzati reporter Salerno | 6 October 2010, 22:05

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